Bayern, il regalo a Papa Francesco

23 Ottobre 2014 Mondo di Francesco

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I giocatori del Bayern Munich festeggiano la vittoria dopo la partita di Champions League del 21 ottobre a Roma (credits: Getty Images)

I giocatori del Bayern Monaco festeggiano la vittoria dopo la partita di Champions League del 21 ottobre a Roma (credits: Getty Images)

Al primo mattino di mercoledì 22 ottobre il pullman rosso con lo stemma della squadra di calcio tedesca del Bayern Monaco varca il cancello del Petriano, sotto gli occhi delle due Guardie svizzere di turno all’alba. A bordo ci sono i giocatori che la sera precedente, allo Stadio Olimpico di Roma, hanno sconfitto con un roboante 7 a 1 la Roma in un’attesissima partita di Champions League, il torneo di calcio più importante d’Europa. Il pullman parcheggia davanti a Casa Santa Marta.

I tedeschi scendono e, in rigoroso completo scuro, si avviano a piedi verso l’Aula Paolo VI, che papa Francesco utilizza sempre più spesso per le sue udienze private. La delegazione è accolta da uno dei tifosi più entusiasti in Vaticano, monsignor Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia: anche lui era all’Olimpico per sostenere la squadra del cuore. È monsignor Gänswein a presentare calciatori, dirigenti e accompagnatori del Bayern al Santo Padre. Particolare è l’incontro con Karl- Heinz Rummenigge, già stella dei bavaresi (e per tre anni anche dell’Inter) e oggi fra i dirigenti più importanti della squadra: la sua emozione è evidentissima quando deve mostrare i doni per Francesco.

Mi hanno detto del risultato…”
C’è una maglia della squadra con il numero 1 e la scritta “Franziskus” (Francesco in tedesco), firmata da tutti i giocatori e consegnata dal capitano Philipp Lahm e dal portiere Manuel Neuer; poi c’è un pallone, «simbolo di una partita che la squadra si impegna a giocare per papa Francesco», dice Rummenigge, che spiega come l’incasso Sarà un milione di euro», precisa) sarà dato direttamente al Pontefice per opere di carità. Poi Francesco prende la parola… Il Santo Padre non può non accennare al clamoroso risultato della sfida: «Mi hanno detto dell’esito della partita…», comincia a dire il Papa. Poi sgrana i suoi occhi ridenti e con una mano mima il gesto di chiudersi la bocca aggiungendo: «No comment!», suscitando l’ilarità di tutti i presenti.

Dopo poche parole di ringraziamento e l’esortazione ai giocatori perché ricordino sempre la loro responsabilità di “educatori”, c’è ancora tempo per qualche battuta. Rummenigge ricorda a papa Bergoglio che alcuni di questi giocatori del Bayern hanno dato un grande dispiacere all’Argentina negli ultimi Mondiali in Brasile (la Germania ha sconfitto in finale l’Argentina per 1-0, grazie a un gol segnato da Mario Götze, proprio del Bayern), ma il Papa sorride e gli ricorda che nei suoi giorni di studio a Francoforte aveva visto un’altra finale mondiale tra Germania e Argentina, quella dell’86 a Città del Messico, vinta per 3 a 2 dagli argentini. Ora è Rummenigge a sorridere: «Me lo ricordo: ero in campo!», risponde.

Una “due giorni” indimenticabile
L’incontro è ormai alla fine: Francesco è atteso in piazza San Pietro per l’udienza generale. C’è il tempo solo per una foto di gruppo e i tedeschi ripartono. Ed è sicuro che non dimenticheranno questi due giorni a Roma: per il successo sportivo e per l’incontro con il Papa. Appena saliti sul pullman, cominciano a inviare messaggi dai loro account Twitter: «Esperienza entusiasmante per tutti», ha scritto il capitano Lahm, e subito il terzino David Alaba gli ha risposto: «Una delle più belle della mia vita. Sono incredibilmente impressionato». Non è l’unico.

di Benedetta Capelli

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