Anche questa estate il Papa resta in Vaticano. Come cambiano le sue abitudini

18 luglio 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Vale anche per i Papi il noto proverbio “paese che vai, usanze che trovi”. Dallo stile comunicativo alla sensibilità verso alcune tematiche  fino alle abitudini nella vita privata, ogni pontefice ha caratteristiche e gusti propri anche in fatto di vacanze. A differenza di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, complice il suo stile sobrio e austero da quando è Papa Francesco ha infatti inaugurato una tradizione nuova: le vacanze all’ombra del Cupolone. Non si sposta dal Vaticano insomma. 

Una scelta che affonda le radici nella tradizione familiare dei Bergoglio in Argentina («Non eravamo ricchi, non facevamo le vacanze» raccontò una volta il Papa in un’intervista: «Arrivavamo alla fine del mese tranquillamente ma nulla di più, nessun extra»), ma che è dettata pure da una specie di «nevrosi» come lui stesso l’ha definita, parlando coi giornalisti di ritorno dalla Corea del Sud, che lo porta a preferire “l’habitat” consueto anche per le ferie estive. 

Le ultime sue vacanze vere e proprie risalgono addirittura al 1975, quando il Santo Padre andò in ritiro con la comunità gesuita per trascorrere qualche giorno lontano dalla frenesia di Buenos Aires. Da allora, niente più partenze e anche quest’anno, per la sesta estate consecutiva, Francesco ha deciso di rimanere in Vaticano cercando di cambiare o meglio rallentare i suoi ritmi. 

Quindi, come sappiamo, nessuna uscita ufficiale se non la preghiera dell’Angelus la domenica, zero udienze e zero messe mattutine “pubbliche” a Casa Santa Marta. Anche se, come è successo in occasione della scomparsa del cardinale Tauran, Francesco ha partecipato in prima persona alle esequie (ne parliamo a pagina 6).

 

Per prima cosa si sveglia più tardi, rispetto alle canoniche 4.45, per poi dedicarsi alla recita delle Lodi. Oltre alle udienze  del mercoledì anche le messe a Santa Marta sono sospese ma il Papa, come tutti i ministri di Dio, ne celebra almeno una al giorno, anche in assenza di fedeli: nella cappella della Casa o semplicemente anche in camera sua. 

Una buona e sana colazione, con frutta fresca, caffellatte e la sua amata ricotta e Francesco si trasferisce nel salottino di Santa Marta oppure nel suo studio nel Palazzo apostolico per le udienze private che proseguono con cadenza quasi quotidiana anche se ad orari più comodi. 

Di recente ha incontrato Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo di Kiev e il prof. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. Meno frequenti le udienze con i gruppi in Sala Clementina, anche se alcune, fissate da tempo, restano in agenda. In genere il resto della mattinata viene dedicato al lavoro: la stesura di qualche discorso, la preparazione per i prossimi viaggi, come quello del 25 e 26 agosto a Dublino, in Irlanda, per il 9° incontro mondiale delle famiglie. 

Dopo il pranzo delle 13 nel refettorio di Santa Marta con gli altri ospiti della Casa, papa Bergoglio si concede un’altra pausa di ristoro nella sua stanza. 

Il riposo vero però, per lui è soprattutto preghiera: per lui starsene davanti al crocefisso a meditare vuol dire recuperare le forze fisiche, trovare la pace del cuore e il vigore della mente.

In questo periodo poi non mancano i momenti di svago dedicati alla lettura dei suoi autori preferiti, Dostoevskij, Manzoni, Sant’Agostino, Borges, HÖlderlin e Ignazio di Loyola. Da quanto abbiamo appreso, ogni tanto si concede anche qualche momento dedicato all’ascolto di un po’ di buona musica classica, in uno dei salottini di Santa Marta dove c’è un lettore cd. 

Come abbiamo detto più volte, Francesco non guarda la tv da tempo. Ma quest’anno ci sono stati i Campionati mondiali di calcio, e un argentino come lui non può rimanere insensibile al richiamo della competizione. E così, anche se la sua Nazionale ha deluso sin dall’inizio, al Papa non passa la curiosità di conoscere i risultati delle partite. Lo informano i suoi collaboratori.


Nel tardo pomeriggio il Papa di tanto in tanto riceve alcuni ospiti o amici e si intrattiene in amabili conversazioni e telefonate private (ne ha fatta una al filosofo Gianni Vattimo, riportata dai giornali). Magari decide di rispondere di persona a qualche lettera che lo ha colpito. 

D’estate si crea anche il tempo da dedicare a qualche passeggiata nei Giardini Vaticani, tra aiuole in fiore e fontane, scenario che – ha ammesso Bergoglio – non smette mai di sorprenderlo. Nel periodo estivo le camminate avvengono per lo più al tramonto per evitare il caldo eccessivo ma il Papa le ama e vi dedica del tempo approfittando per pregare. 

Poi è il momento della cena, con il ritorno a Santa Marta dove ogni tanto si permette qualche golosità in più (il dott. Soccorsi, il suo medico, non gli concede molte scappatelle di gola…). Come, a fine pasto, gli alfajores, i dolcetti che ama fatti con il dulce de leche (la crema di latte, tipico dolce argentino), per portarlo a casa col pensiero: queste sono le vacanze che ama Francesco!

di Cecilia Seppia

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