Papa Francesco fa il “cambio d’armadio”

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Con l’inverno ormai alle porte e temperature via via più basse, anche papa Francesco, come tutti, fa il cambio di stagione. Che cosa cambierà nel suo abbigliamento? Lo chiediamo a uno dei suoi sarti di fiducia, Lorenzo Gammarelli, che troviamo nella sua antica sartoria romana, situata nel palazzo della Pontificia Accademia Ecclesiastica, a due passi dal Pantheon, in un quartiere dove spiccano in vetrina paramenti solenni.

Con la jeep scoperta anche d’inverno
«Nel periodo più freddo è essenziale proteggere il Papa dal freddo», dice Gammarelli, sesta generazione della famiglia dei sarti papali. «Il Santo Padre usa esattamente gli stessi capi, però in tessuti più pesanti, caldi e avvolgenti. Usiamo il panno di lana che ha una consistenza più soffice e calda. I tessuti di lana sono di tre pesi: estivi, invernali e di mezza stagione; quindi, di spessore leggero, pesante e medio». Le basse temperature non scoraggiano il Pontefice dal giro con la jeep scoperta in piazza San Pietro. «Non rinuncia al calore della vicinanza ai fedeli, con i quali scherza anche sul freddo, come quando dalla papamobile si è rivolto a un fedele: “Ma non hai freddo?”. Il Pontefice si prepara, comunque, a tirare fuori dall’armadio il lungo cappotto di lana bianco a doppio petto, detto greca».

La sciarpa in lana di nonna Emilia
Il bianco è il colore di papa Francesco, perché rimanda all’innocenza, all’emblema della carità e alla rivelazione divina: «Noi utilizziamo solo il bianco naturale», spiega Gammarelli. «Non il bianco ottico, che nei tessuti naturali, come la lana, si ottiene solo con una tintura. La lana al naturale è di color panna-avorio. Per gli altri tessuti si opta per colorazioni naturali». Curiosità hanno destato le immagini che vedono ritratto il Pontefice con naso rosso e imbacuccato con una sciarpa bianca intorno al collo dopo essere stato colpito dal raffreddore. «La sciarpa non è un capo usuale dell’abbigliamento papale, ciò non toglie che il Pontefice non la possa usare. Noi le realizziamo sia in seta sia in lana».

La salute e le leggere indisposizioni di Francesco tengono con il fiato sospeso milioni di cattolici. Una nonnina di 103 anni, Emilia Orlandi, per proteggerlo gli ha confezionato una sciarpa di lana pregiata e l’ha spedita, senza aspettarsi una telefonata: «Sono papa Francesco, signora Emilia; come sta? Volevo ringraziarla per la sciarpa. È bellissima. Preghi per me!». Una domanda: con l’arrivo del freddo intenso, potrebbe il Papa reintrodurre l’uso del camauro, il cappello con finitura in pelliccia di ermellino bianco? Gammarelli lo esclude: «Quel bordo in pelliccia ha senso unicamente se usato sulla mozzetta rossa. Dal momento in cui papa Francesco non indossa la mozzetta rossa non utilizzerà bordatura di pelliccia bianca. Supposto che il Papa fa quello che vuole, non credo proprio, perché non l’ha usato fino a ora».

Chi non si è mai chiesto che cosa indossi il Papa sotto la talare? Lo domandiamo a Lorenzo Gammarelli: «Sotto la talare il Papa indossa camicia, maglietta, golf e pantaloni. Quello che usano tutti i sacerdoti, comprese le calze di lana. Noi Gammarelli siamo famosi anche per le nostre calze, soprattutto rosse, acquistate in massa da tanti laici, da quando il primo ministro francese Edouard Daladier, che amava indossarle, in un’intervista parlò di noi. Da allora sono richiestissime!». Bergoglio è un Papa che parla con le azioni, oltre che con la voce. «Sobrietà» è la parola d’ordine da quando si è affacciato per la prima volta alla loggia centrale della Basilica Vaticana. «Sin dal nome ha voluto scegliere la via dell’umiltà e della semplicità», commenta il titolare della sartoria.

«A differenza degli altri Papi, ha preferito non avere lo stemma sulla fascia. Noi tagliamo, cuciamo e rifiniamo nella più partecipe devozione sartoriale, da credenti e ferventi cattolici. Non oseremmo mai fare modifiche o cambiamenti. Seguiamo scrupolosamente l’ordine che ci trasmette il Vaticano e, per quanto non fosse specificato, ci basiamo sulla nostra esperienza e tradizione». E’ monsignor Guido Marini, il cerimoniere del Vaticano, a contattare gli stilisti. «Ogni volta che riceviamo la chiamata il resto del nostro lavoro si ferma»,  spiega Gammarelli. «Solitamente, per il Papa si lavora in tempi strettissimi. Nel caso fossero necessari aggiustamenti ci pensano in Vaticano».

Una curiosità: ma chi si occupa della cabina armadio di papa Francesco? Ad assisterlo per guardaroba, vestiario, rammendi, orli, lavori di lavanderia e faccende quotidiane ci sono quattro suore laiche di Comunione e Liberazione. Le suore, ribattezzate “i quattro angeli custodi” dell’appartamento papale, scherzano: «Siamo le cinque dita della sua mano. Capita che papa Francesco giri anche tra i fornelli curiosando e spizzicando qua e là».

di Lucia Di Spirito

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