Anche la nonna del Papa al congresso eucaristico di Asti

13 Aprile 2016 Gente di Francesco, News

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Credit Getty Images

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Domenica 17 aprile si concluderà il sedicesimo Congresso eucaristico della diocesi di Asti. È un appuntamento di impegno e preghiera, di riflessione sul coinvolgimento nella società e sull’azione pastorale, che ai fedeli della città piemontese mancava dal 1959, dunque da ben 57 anni.

Ma noi abbiamo una ragione per andare ancora più indietro con la memoria: allo primo Congresso eucaristico astigiano del 3 e 4 settembre 1921. C’è infatti un’astigiana, di cui è ancora viva la memoria in città, che legò il suo nome a quel congresso e ai primi organizzati in diocesi. Quella donna è l’amatissima nonna Rosa di papa Francesco

Rosa Vassallo Bergoglio partecipò ai Congressi del 1921 e del 1926 (il quinto) tenendo due conferenze molto apprezzate.

Ricordiamo le tappe principali della vita di Rosa. Nata a Piana Crixia (Savona) nel 1884, nel 1907 si era sposata con Giovanni Bergoglio a Torino e l’anno successivo era nato il loro figlio Mario Francesco (il babbo del Papa); nel 1918 i Bergoglio decisero di trasferirsi ad Asti, dove rimasero fino al 1929, anno della partenza per l’Argentina.

Divisa tra faccende domestiche e momenti ritagliati alla preghiera, Rosa era comunque attivissima nella comunità. Visitava malati e carcerati, assisteva le giovani, era dirigente dell’Azione cattolica, amica di tanti sacerdoti, consigliera ascoltata del vescovo, monsignor Luigi Spandre. E faceva conferenze e incontri in tutta la provincia.

Naturale, dunque, che nel Congresso del 1921 la sua voce si sentisse nella “sessione di studio” per le donne, organizzata nella centralissima chiesa di Santa Chiara (sorgeva all’interno dell’Istituto Oblati di san Giuseppe; fu abbattuta nel 1928 e oggi su quel terreno sorge il santuario di san Giuseppe Marello). 

Cosa disse Rosa? Purtroppo non ci sono resoconti, ma nel libretto Il I° Congresso eucaristico diocesano tenutosi in Asti si legge: “La signora Bergoglio parlò dell’Eucarestia, come mezzo precipuo per adempiere i doveri di figliuola, di sposa e di madre; ed il suo dire venne seguito con molta attenzione ed infine vivamente applaudito”.

Dopo essere stato organizzato a San Damiano d’Asti, Castelnuovo Calcea e Villanova d’Asti, nel 1926 il Congresso tornò nel capoluogo, e la futura nonna Rosa prese la parola in Santa Chiara, all’assemblea generale delle associazioni cattoliche.

Purtroppo si sono perse le parole anche di questo intervento, ma il 5 giugno 1926 la Gazzetta d’Asti riportava in prima pagina: “La signora Bergoglio di Asti illustra con finezza di frasi e di sentimento il delicato tema della moralità”…

Papa Francesco conosce questi aspetti della vita di nonna Rosa. Lo sappiamo da quel che scrisse nel 1990, in un ricordo di padre Pozzoli, il salesiano che lo battezzò: “La nonna, doña Rosa Margarita Vassallo de Bergoglio (la donna che ha avuto il maggiore influsso nella mia vita) lavorava nella nascente Azione cattolica: teneva conferenze dappertutto (sino a poco tempo fa ne avevo una, pubblicata su un volantino, che aveva tenuto a San Secondo o San Martino di Asti: San Giuseppe nella vita della nubile, della vedova e della sposa)”. 

Insomma, si può ben dire che alla collegiata di San Secondo d’Asti, dove si tiene il Congresso eucaristico, il nome Bergoglio è davvero di casa.

di Stefano Masino

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