Albania, è allerta per il viaggio del Papa

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Madre Teresa nacque il 26 August 1910 da genitori albanesi a Skopje (credits: Getty Images)

Madre Teresa nacque il 26 agosto 1910 da genitori albanesi a Skopje (credits: Getty Images)

Papa Francesco sorseggia tranquillamente il mate offerto da un pellegrino prima dell’udienza di mercoledì 27 agosto. È incurante degli allarmi che rimbalzano sulla stampa: il rischio di un attentato a opera dell’Isis (il neonato califfato islamico), che progetterebbe di colpirlo, secondo i servizi segreti israeliani e italiani, durante il breve viaggio in programma in Albania il 21 settembre. In realtà, la soglia di attenzione intorno al Pontefice è alta ormai da mesi.

Gli “angeli custodi”in allarme rosso
Gli “angeli custodi” di Bergoglio sono gli agenti della Gendarmeria vaticana (130 uomini guidati dal comandante Domenico Giani, ex ufficiale della Guardia di Finanza) e la Guardia Svizzera (110 soldati agli ordini del comandante Daniel Anrig). Ma non sono i soli: fuori del territorio dello Stato della Città del Vaticano vegliano sul Papa, in virtù di un accordo con lo Stato italiano, polizia e carabinieri. Lo stesso accade quando il Pontefice viaggia all’estero: appena varca il confine dello Stato che è meta della sua visita, il Papa viene «preso in consegna» dalle forze dell’ordine locali che garantiscono la sua sicurezza, assieme a gendarmi e guardie svizzere che viaggiano con lui.

Inoltre, dal 2008 la Gendarmeria vaticana aderisce all’Interpol. «L’Interpol consente in maniera rapida contatti a livello internazionale e a noi questo serve molto per la preparazione dei viaggi del Santo Padre negli altri Stati. Tutte le nostre informazioni, anche a livello internazionale, ci hanno fornito e ci forniscono sufficienti elementi per agire in sicurezza sempre riguardo alla protezione del Santo Padre», spiega il comandante Giani. In seno alla Gendarmeria è stato istituito un «Gruppo di intervento rapido» per le emergenze e gli agenti partecipano periodicamente a numerosi corsi di perfezionamento, tra i quali persino quelli dell’Fbi americana nell’accademia di Quantico. Pure l’International Criminal Investigative Training Assistance Program del dipartimento della Giustizia americano in passato ha organizzato corsi in Vaticano per l’aggiornamento dei vertici della Gendarmeria.

Il vero rischio è la sua spontaneità
Le polizie di tutto il mondo, in particolare Europa e Medio Oriente, in questi giorni sono in stretto contatto con la Gendarmeria del Papa per lo scambio di informazioni e la predisposizione del sistema di sicurezza durante le undici ore che il Pontefice trascorrerà in Albania. Anche il volo papale da Fiumicino a Tirana e ritorno sarà sotto lo stretto controllo dell’Aeronautica militare. Nulla di molto diverso rispetto a quanto accade in ogni viaggio del Pontefice. Il comandante Giani ha già compiuto un sopralluogo in Albania e si sente quasi quotidianamente con l’organizzatore dei viaggi papali, Alberto Gasbarri, per la definizione degli itinerari e delle zone rosse di sicurezza.

Secondo i servizi di intelligence la minaccia potrebbe arrivare da cellule jihadiste che si potrebbero infiltrare in Albania provenienti dal Kosovo. Ma, al momento, alle autorità del Vaticano non risultano particolari situazioni di rischio. L’unico punto interrogativo semmai è la spontaneità del Pontefice che, nel corso dei viaggi, può decidere di cambiare programma e non si risparmia pur di stare vicino alla gente. Anche la scelta di muoversi su una semplice utilitaria, piuttosto che su una berlina blindata, e l’uso di una papamobile scoperta anziché a vetri, espone il Papa a rischi maggiori del passato. In questo la jihad non c’entra: è il carattere di Bergoglio, da sempre allergico a scorte e picchetti d’onore. Ma per fortuna gli «angeli custodi» vegliano su di lui.

Undici ore nella capitale albanese
Ore 7.30 PaIncontro mondiale delle famiglie rtenza da Fiumicino per Tirana
Ore 9.30 Arrivo, visita di cortesia al presidente della Repubblica nel Palazzo presidenziale e incontro con le autorità politiche
Ore 11 Santa Messa in piazza Madre Teresa.Preghiera dell’Angelus
Ore 16 Incontro con i capi di altre religioni all’Università Cattolica;segue la celebrazione dei Vespri nella cattedrale di Tirana
Ore 18.30 Incontro con i bambini del Centro Betania e con bambini assistiti di altri centri caritativi
Ore 20 Partenza per Roma Ciampino. Arrivo previsto alle 21.30

Asia e America nel calendario 2015
È stato papa Francesco personalmente ad annunciare i suoi prossimi viaggi all’estero. A gennaio sarà in Sri Lanka e visiterà le Filippine; in autunno Francesco sarà negli Stati Uniti per l’che si aprirà a Philadelfia il 22 settembre. Dovrebbe recarsi poi a New York, per tenere un discorso alle Nazioni Unite, e a Washington per incontrare il presidente Obama e intervenire al Congresso. Ci sarebbe in progetto anche di andare alla frontiera con il Messico e da lì potrebbe recarsi al santuario della Madonna di Guadalupe. Sempre nel 2015 è attesa la visita del Papa in Spagna.

di Ignazio Ingrao

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