Al Bano con il Santo Padre: “Mi auguro di rivederlo un’altra volta”

30 Gennaio 2019 News

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Credit Osservatore Romano

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Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco: Al Bano è probabilmente uno dei pochi artisti che ha avuto l’onore e la gioia di incontrare tutti e tre i pontefici degli ultimi quarant’anni. Una gioia che vuole condividere con i lettori di Il mio Papa proprio nei giorni in cui festeggia (con uno show su Canale 5) 55 anni di carriera e di affetto del pubblico.

Al Bano, iniziamo dal suo incontro con Francesco.

«È avvenuto pochi giorni dopo l’intervento al cuore che ho subito dopo due infarti. I medici mi avevano raccomandato prudenza e mi avevano consigliato il riposo assoluto. Ma l’invito era per quel giorno, come avrei potuto rifiutare? Allora ho detto al medico: “Se devo morire, meglio farlo davanti al Papa”. E sono andato».

Dove è avvenuto l’incontro?

«Nell’Aula Paolo VI dove il Pontefice riceveva in udienza i piccoli pazienti del Bambino Gesù con le loro famiglie e con i medici. Qualche tempo fa ho inciso un disco, intitolato “Vite coraggiose”, per una raccolta fondi per l’ospedale e il Papa è arrivato sulle note di quel disco. È stato un incontro veloce, il tempo per un saluto e una benedizione. Ho preferito lasciar parlare la mia canzone. La prossima volta parleremo di più».

Ci sarà una prossima volta?

«Spero di sì e non vedo l’ora. Però stavolta ci andrò senza infarto, sempre con il cuore aperto ma a modo mio!».

Si è emozionato?

«Per un cristiano incontrare il Papa è sempre emozionante, guai se non fosse così. Con i bambini malati ho visto tutta l’umanità di Francesco: li ha salutati, accarezzati, proprio come un padre. È davvero straordinario, popolare ma raffinato quando serve. Credo che mai come con gli ultimi pontefici abbiamo avuto la prova dell’azione dello Spirito Santo nella loro elezione». 

Uno di questi è Benedetto XVI, il Papa emerito.

«Un intellettuale, un uomo di grandissima cultura che però, a un certo punto, non se l’è più sentita da fare il Papa. L’ho incontrato in occasione di un Concerto di Natale in Vaticano. Lui disse a me e ai miei colleghi: “Voi siete i cantori, vi benedico”».

Prima ancora Giovanni Paolo II.

«È stato un grande Papa: ha fatto una rivoluzione senza spargere il sangue, tranne il suo. L’emozione del primo incontro l’ho ancora con me: dovevo recitare davanti a lui un brano del Vangelo e io, che ho cantato davanti a chiunque, ho cominciato a tremare. In seguito l’ho incontrato altre sei volte, ho visto anche lui, come Francesco, accarezzare i bambini disabili da Papa e da papà. Gli ho anche scritto una canzone che ho cantato per la prima volta durante un suo incontro con le famiglie, a Rio de Janeiro. In quell’occasione cantai anche “Volare” e alla fine, nell’applauso, lui mi fece cenno di raggungerlo. Ho fatto quei cento metri correndo più veloce di una gazzella!». 

Se dovesse, invece, dedicare una delle sue canzoni a Francesco, quale sceglierebbe?

«“Io ti cerco”, è un brano fantastico».

di Tiziana Lupi

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