Agopuntura, la cura di Bergoglio

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Credits: AGF

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Fa un certo effetto varcare la soglia dell’ambulatorio del dottor Liu Ming, situato al sesto piano di un bel palazzo di Avenida Libertador, zona residenziale del barrio di Belgrano a Buenos Aires. Siamo nel cuore del quartiere cinese della capitale federale e lo studio di Ming ce lo ricorda in maniera decisa: musiche orientali in sottofondo, un intenso odore di incenso, luci molto soffuse, obbligo di parlare a voce bassissima.

Personaggio fuori dal comune il dottore, o meglio il Maestro Liu Ming. Quarantasette anni, nativo della città di Nanjing, nella provincia di Jiangsu, in Cina, proviene da una famiglia di artisti marziali e di medici. Il ramo materno della sua famiglia vanta una solida tradizione all’interno del mondo delle arti marziali. Il ramo paterno ha espresso eccellenze nella medicina tradizionale cinese. Due discipline  complementari, che assicurano una grande conoscenza del corpo e della sua forza.

Come artista marziale Ming è stato allievo di alcuni personaggi mitici come Tia Bao-Yu, membro dell’elite della guardia personale del primo presidente cinese Sun Zhong Shan; di Sun Yutang, ex generale dell’esercito di Chang Kai-shek; e del Gran Maestro Zao Long. Come medico, è stato tra gli allievi più brillanti della facoltà di Medicina tradizionale dell’Università di Nanjing; queste esperienze lo hanno avvicinato al taoismo. Ma il dottor Liu Ming ha un’altra caratteristica che lo rende speciale: per otto anni ha curato, con la medicina tradizionale cinese e l’agopuntura, il cardinale Jorge Bergoglio, il futuro papa Francesco, instaurando con lui una grande amicizia.

Meastro, come ha conosciuto Bergoglio?
«Nel settembre del 2003 un curato mio paziente mi parlò di questo cardinale, che aveva bisogno di cure. Pochi giorni dopo Bergoglio mi chiamò chiedendomi se potevo andare a visitarlo in arcivescovado. Quando entrai mi guardò negli occhi per almeno un minuto. Una situazione molto strana, ma anziché mettermi a disagio mi faceva sentire una grande confidenza. Entrammo subito in sintonia. Aveva parecchi problemi di salute: mi raccontò che gli avevano rimosso la cistifellea e aveva avuto un problema con il fegato. Aveva subito anche un’operazione ai polmoni e aveva problemi di cuore per i quali avrebbe dovuto operarsi nuovamente».

Prendeva molti farmaci?
«Sì, un sacco di pastiglie. Gli consigliai di cominciare subito un trattamento. Iniziammo con tre volte la settimana».

Veniva qui in studio?
«No, mai. Ero io che andavo da lui. Dopo poco tempo passammo a vederci due volte la settimana, quindi una. Dopo tre anni cominciammo a vederci ogni tre mesi. Cominciammo nel 2004 e abbiamo smesso nel 2012. Otto anni è il tempo che occorre a un uomo per completare il suo ciclo di cure. Alla donna ne bastano sette».

Alla fine di questo ciclo Bergoglio stava bene?
«Sì, aveva smesso di prendere le pastiglie per il cuore e per il diabete.E ancora oggi, che io sappia, non assume nulla».

In che cosa è consistita la cura?
«Agopuntura e massaggi. La medicina cinese agisce naturalmente. Dico sempre che un uomo che si cura con essa può vivere anche 140 anni».

Addirittura?
«Sì. Vede, noi abbiamo due mondi: quello esterno e quello interno. La medicina occidentale cerca i rimedi sempre all’esterno, ma non tiene conto che nel nostro corpo risiedono i rimedi per risolvere i nostri problemi».

Che paziente era Bergoglio?
«Molto tranquillo. Gli aghi non lo infastidivano. è una persona molto spirituale. Per me è stato un onore curare una persona di così grande  strong>nobiltà, ma disinteressata all’esteriorità. La prima cosa che mi ha colpito, quando si è spogliato, è stata la condizione dei suoi abiti. Roba molto consumata, sempre le stesse scarpe. E io mi domandavo: come può una persona così importante essere tanto umile.

Di che cosa parlavate?
«Di tante cose. Era curioso della mia cultura e di che cosa conoscessi di quella argentina. Mi chiedeva se conoscessi il San Lorenzo o se amassi la carne argentina, mi spiegava che qui non è come in Cina, che non occorre metterci sopra il sale. E naturalmente mi chiedeva della mia famiglia. Arrivò anche a suggerirmi il nome da mettere a mia figlia».

Cioè?
«María Guadalupe».

Si interessava anche di filosofia orientale?
«Sì e ci siamo anche scambiati alcuni libri. Mi regalò il Libro dell’I Ching – Il libro dei Mutamenti in spagnolo, che uso ancora oggi per i miei corsi con gli studenti; e poi la Bibbia e un libro che s’intitola Ragioni per credere

Insomma voleva convertirla… 
«Oh no, non occorre. In questo mondo tutto ha una matrice religiosa. La vita non avrebbe senso senza religione, saremmo soltanto animali. Io, come monaco taoista, gli parlai molto del Tao, che in Cina è l’unica Verità. Nella vostra cultura si chiama Dio, per noi cinesi è Tao. È la stessa cosa! Lui mi ascoltava con molta attenzione».

Ma i medici di Bergoglio erano d’accordo sulla vostra cura?
«Non tanto. Gli dicevano: “Cardinale, non va bene, deve fare le analisi cliniche, deve operarsi”. Ma lui non voleva. Poi, nel 2005, poco prima del conclave che elesse Ratzinger, attraverso la mia cura ho liberato le sue arterie, che erano ostruite, migliorando la circolazione. Io non avevo fatto altro che ridirigere l’energia del suo corpo, ma lui cominciò a nutrire così tanta fiducia in me che i suoi medici diventarono un poco gelosi».

È mai stato a trovarlo a Roma?
«Certo, è stato molto bello, ho trascorso un’ora circa a Santa Marta. Non è cambiato».

Lo ha trovato in forma?
«Sì, sta bene. Avremo un Papa argentino ancora per molto tempo».

Curiosità: l’agopuntura ha più di 10 mila anni
La medicina tradizionale cinese, spesso abbreviata in MTC, è una disciplina olistica molto antica e complessa e distante dalle nostre concezioni culturali e filosofiche. Semplificando, e in maniera riduttiva si può affermare che i concetti cardine su cui essa si basa sono: il Qi, il Tao, il rapporto fra Yin e Yang, i cinque elementi e le relative fasi e i meridiani. Tutti questi fattori sono in correlazione tra loro in una molteplicità di soluzioni differenti. Lo stato di malattia proviene dalla perturbazione dell’equilibrio energetico. Per ristabilirlo, la medicina tradizionale cinese può intervenire con diverse terapie, tra cui l’agopuntura. Essa ristabilisce l’equilibrio energetico inserendo sottili aghi lungo l’asse dei meridiani, garantendo lo stato di benessere. Il metodo di cura dell’agopuntura ha origini antichissime, risalenti a più di diecimila anni fa, ma fu Mao a ufficializzarla introducendola negli ospedali.

di Andrea Di Quarto

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