Abbiamo passato un pomeriggio a casa del Papa

19 Maggio 2016 Gente di Francesco, News

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21 Ferri PapaUn altro primato si aggiunge ai tanti che papa Francesco ha già collezionato dall’inizio del suo pontificato: quasi una trentina di telefonate fatte dall’agosto del 2013 ad oggi alla famiglia di Michele Ferri. Tante chiamate che sono alla fine sfociate in un incontro avvenuto a Casa Santa Marta la scorsa domenica 8 maggio.

Michele era accompagnato dalla moglie Loretta, dal fratello Paolo e dalla madre Rosalba. Il Santo Padre, tra i suoi numerosissimi impegni (solo qualche giorno prima era con il cancelliere tedesco Angela Merkel per parlare di migranti), ha trovato il tempo per incontrare questa famiglia marchigiana.

Quella di Michele è una famiglia che sta molto a cuore al Santo Padre e tutto risale alla fine di luglio del 2013, quando questo signore 47enne di Pesaro, costretto su una sedia a rotelle dall’età di 17 anni per un incidente stradale, ha scritto una lettera al Pontefice.

Era alla ricerca di conforto, di spiegazioni, di risposte a tanti interrogativi, dopo la prematura scomparsa del fratello Andrea, ucciso in un agguato da due rapinatori. Michele aveva già perso improvvisamente un altro fratello nel 1968, dieci giorni dopo la nascita, per motivi mai chiariti. Il 7 agosto ha ricevuto una chiamata inattesa: dall’altra parte c’era papa Francesco che aveva letto la sua lettera.

È così iniziata una intensa corrispondenza telefonica con la famiglia Ferri: 28 telefonate. «Poi, recentemente» spiega Michele «gli ho confessato che mi sarebbe piaciuto andare in Vaticano a trovarlo. Mi ha risposto che non c’erano problemi, di fargli sapere quale giorno preferissi per potersi organizzare. Per l’orario, invece, lui suggeriva alle 15 perché “così saremmo potuti tornare a casa ancora con la luce del sole”: sono state le sue parole». Anche in questi frangenti papa Francesco non manca di dimostrare la sua sensibilità verso il prossimo.

Ma come si è svolto l’incontro? «È stata un’emozione incredibile. Già parcheggiare l’auto davanti alla residenza del Papa, beh, non capita tutti i giorni! Quando ci è venuto incontro, mia madre è corsa ad abbracciarlo e lui ha fatto la stessa cosa con ognuno di noi. Poi ci siamo seduti intorno a un tavolino a chiacchierare…

Mi ha colpito molto il clima di estrema cordialità che si è subito instaurato: più che davanti al Papa, sembrava di essere di fronte al parroco, all’amico di tutti i giorni». Che cosa si siano detti resta però rigorosamente riservato. Di certo sappiamo che l’incontro è durato due ore, non poche, durante le quali il Papa ha anche mostrato alcuni locali di Casa Santa Marta.

E al momento del congedo, dice Michele, «quasi non voleva lasciarci andare. Abbiamo pregato insieme e ci ha dato anche la benedizione. Poi ci ha accompagnato fino alla macchina aiutandoci a caricare il graditissimo regalo per mio fratello Paolo: un modellino della papamobile.

A mia madre, invece, ha donato un ritratto della Madonna su ceramica. Tra i nostri omaggi, invece, c’era un libro fotografico della nostra città, Pesaro». A proposito, Michele gli ha anche portato l’invito del sindaco per una futura visita apostolica e gli ha detto: «Santità, se viene a trovarci, mia madre le preparerà le tagliatelle più buone che lei abbia mai mangiato in vita sua…». Il Papa ha ringraziato Michele per la proposta “culinaria” nonché per la sua visita, e ha detto che tiene la sua lettera sempre ben in vista nello studio.

Su un eventuale viaggio nelle Marche non ha fatto commenti, ma come è nel suo stile, Francesco ha lasciato aperta la porta della speranza. Si è subito informato su quanti km separino Roma da Pesaro e quanto ci si metta in macchina…

di Antonio de Felice

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