A ciascuno la sua vacanza

18 luglio 2018 In Edicola

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30 CoverCari lettori, spero che tutti voi andiate in vacanza. Il che non significa per forza spostarsi da casa. Certo, cambiare aria, cambiare paesaggio e abitudini di vita sono tutte cose che aiutano a sentirsi meglio, a imparare qualche cosa che non sapevamo, a scoprire (per i fortunati che fanno coincidere la vacanza con un viaggio) mondi sconosciuti. Ma essere in vacanza vuol dire prima di tutto staccare la spina dalle incombenze quotidiane, riposare, recuperare del tempo per se stessi, per leggere, per riflettere e nutrire lo spirito, e magari fare qualche programma per il futuro. Insomma, credo che la cosa più importante non sia tanto “andare” in vacanza, ma “sentirsi” in vacanza. E quello si può fare anche restando a casa propria. È ciò che fa papa Francesco, che ci ha abituato così: a lui piace prendersi del tempo per meditare, per arricchire lo spirito con letture e studi, senza guardare continuamente l’orologio aspettando l’appuntamento successivo. Si gode il silenzio e la pace di Casa Santa Marta, riduce al minimo gli obblighi pontifici e si “ritira” per un po’, mantenendo il suo dialogo con noi solo attraverso l’Angelus domenicale. Non facevano così i suoi predecessori: chi in montagna, chi a Castel Gandolfo, tutti lasciavano il Vaticano per qualche giorno.

di Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

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