8 settembre, la nascita della Beata Vergine Maria

tweet
La Vergine di Fatima (credits: Getty Images)

La Vergine di Fatima (credits: Getty Images)

Nel secondo Sermone sulla Natività di Maria, san Pier Damiani scrive: «Oggi è il giorno in cui Dio comincia il suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa, prima che il Re scendesse ad abitarla». La “casa” di cui parla il dottore della Chiesa è la Beata Vergine Maria, di cui festeggiamo la nascita l’8 settembre. Una casa che, aggiunge, è «bella, poiché se la Sapienza si costruì una casa con sette colonne lavorate, questo palazzo di Maria poggia sui sette doni dello Spirito Santo».

Nei vangeli apocrifi le notizie degli sposi
Ma Maria è nata davvero l’8 settembre? La risposta è no. Come spesso accade nelle feste liturgiche, le date vengono scelte in base ad alcuni avvenimenti legati in qualche modo a quello che si intende celebrare. Così, come l’Assunzione di Maria si festeggia il 15 agosto per ricordare l’anniversario della dedicazione a Maria di una delle prime chiese a Gerusalemme, allo stesso modo, spiega padre Lorenzo Rossi dei Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione a cui è affidata la parrocchia della Natività di Maria a Roma, «la Natività si celebra l’8 settembre per ricordare il giorno della dedicazione alla Beata Vergine della basilica di Sant’AnnaGerusalemme, edificata nel IV secolo nel luogo dove, secondo la tradizione, risiedevano i genitori di Maria, Anna e Gioacchino».

Le notizie dei due sposi e della nascita della loro unica figlia non si trovano nei Vangeli. A parlarne è il Protovangelo di Giacomo, uno dei cosiddetti vangeli apocrifi (cioè non inclusi in alcun canone biblico, l’elenco dei testi contenuti nella
Bibbia, riconosciuti come ispirati da Dio e, dunque, sacri) di cui, tuttavia, la strong>tradizione cristiana ha accettato alcune informazioni sulla vita di Maria e dei suoi genitori. Ma, al di là delle notizie sulla famiglia della Vergine, quel che conta davvero è il senso della sua nascita e il significato che assume per i credenti. Padre Lorenzo Rossi riprende: «Maria fa parte del disegno di salvezza che è nel cuore di Dio. Dopo avere deciso di mandare suo Figlio tra gli uomini, Dio ha pensato a colei che sarebbe stata degna dimora di nostro Signore. E ha scelto Maria, il cui grembo diventa il luogo dove Gesù si incarna dopo che l’annuncio dell’Angelo ha reso possibile nel cuore della Madre questa nascita».

Maria, puntualizza il sacerdote, «nasce come tutti noi. è il frutto di una coppia di genitori, Anna e Gioacchino, e del loro amore. Maria è nata, è stata allattata, è cresciuta come tutti i bambini. Eppure la sua nascita era già impregnata della grazia di Nostro Signore. Maria è stata concepita senza peccato», come ci dice il dogma dell’Immacolata Concezione (Il mio Papa n° 24), sin dal primo istante del suo concepimento è stata preservata dal peccato. A differenza di tutti gli esseri umani, che nascono con il peccato originale, lei è nata senza: «In virtù della grazia che riceve da Nostro Signore, Maria non ha mai avuto nel suo cuore la macchia del peccato», dice padre Lorenzo. È questo il motivo per cui della Vergine festeggiamo anche la venuta al mondo, come accade solo per Gesù e per San Giovanni Battista.

Una devozione universale
La festa della Natività della Beata Vergine Maria è nata prima in Oriente e per la Chiesa ortodossa riveste un’importanza particolare: l’anno liturgico della Chiesa orientale greca, infatti, inizia il 1° settembre e la prima grande festa dell’anno è proprio la nascita di Maria. A introdurla nella chiesa d’Occidente fu papa Sergio I, di origini siriane, alla fine del VII secolo. La devozione verso la Natività di Maria si sviluppò in modo particolare nella diocesi ambrosiana, come testimonia il Duomo di Milano dedicato a Santa Maria Nascente. Alla festa liturgica si è poi affiancato il culto di Maria Bambina, anch’esso diffuso soprattutto in Lombardia e nato grazie a suor Chiara Isabella Fornari, monaca francescana che, fra il 1720 e il 1730, realizzò con la cera alcune riproduzioni di Maria neonata, avvolta in fasce.  Una di queste fu donata alle suore Cappuccine di Santa Maria degli Angeli in Milano che ne propagarono la devozione e da lì, dopo varie vicissitudini, arrivò nella casa generalizia delle suore di Carità di Lovere, da allora chiamate comunemente suore di Maria Bambina.

La Natività di Maria del Carpaccio
La “Nascita della Vergine” è opera di Vittore Carpaccio, pittore veneto vissuto tra il XV e il XVI secolo; si trova all’Accademia Carrara di Bergamo.
1. Non è un quadro. E’ un telero, cioè un grande dipinto fatto su una tela che veniva poi applicata su un muro.
2. L’edificio. Riproduce l’interno di un palazzo veneziano del XVI secolo.
3. Nell’alcova. Sant’Anna ha già partorito e ora guarda tre serve che l’aiutano: una sta per lavare la neonata Maria, una cuce le fasce che avvolgeranno la bimba e una porta da mangiare ad Anna.
4. San Gioacchino. E’ raffigurato anziano: guarda la scena, ma non partecipa.
5. Due conigli. Simboli di abbondanza e fertilità. Poiché Gioacchino e Anna erano anziani, erano considerati sterili: sarebbe un richiamo all’intervento divino nella nascita di Maria.
6. La scritta in ebraico. Forse un amuleto per le partorienti. Sono versetti di Isaia e dei Salmi: «Santo, santo, santo in eccelso. Benedetto colui che viene nel nome del Signore».

di Tiziana Lupi

Curiosità: Maria, da due secoli il nome più diffuso 
Il nome “Maria” è il nome di donna per eccellenza. Prima della Madonna, Maria corrisponde a un solo personaggio della Bibbia: la sorella di Mosè. All’epoca della Vergine Maria, però, questo nome non era raro: nei Vangeli incontriamo Maria sorella di Marta e Lazzaro, Maria Maddalena, Maria di Cleofa… Nei secoli Maria si è diffuso e anche in Italia è stato tra i nomi più frequenti nel Medioevo e soprattutto in epoca moderna. Da oltre due secoli è il primo nome nella popolazione in generale e solo negli ultimi 20 anni ha perso il primato tra le nuove nate. In più, è il nome che ha dato origine a più composti (Maria Grazia, Maria Teresa…) e appartiene a circa 250 tra sante e beate (per lo più con nomi composti).

Qual è il significato di Maria? Non esiste nome di persona di cui siano state date più interpretazioni. Maria appartiene alle lingue semitiche, grande gruppo di idiomi africani e asiatici. Il suo significato può essere “ribelle”, ma anche la “forte” o “colei che s’innalza” o “che è innalzata” o, ancora, “profetessa” e “signora”… Se il nome è egiziano, con alla base “mrit”, il senso è invece quello di “amata”, ed è questo il significato che ha avuto più fortuna, il più celebrato. Ma se fosse ebraico, da “marah”, e coincidente con Miryam, allora varrebbe “amarezza”, “dolore” o “mare amaro”. Un’ulteriore etimologia “or”, egiziana ed ebraica, allude alla luminosità e al mare: dunque “stella maris”, altra formula di secolare tradizione fra i più noti epiteti mariani.

Il culto del nome della Vergine Maria è antico, ma l’istituzione della festa è relativamente recente: la Chiesa la concesse nel 1513 alla diocesi spagnola di Cuenca e nel 1671 a Milano e al Regno di Napoli; il 12 settembre 1683, quando i cattolici polacchi sconfissero i turchi che assediavano Vienna, papa Innocenzo XI estese la festa a tutta la Chiesa, stabilendo come data la domenica nella settimana della Natività di Maria. San Pio X riportò la data al 12 settembre.

Enzo Caffarelli

TAG

, , , ,

VEDI ANCHE