70mila giovani al Circo Massimo per il Papa

22 agosto 2018 News

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Credits: Osservatore Romano

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Accaldati, affaticati, impolverati, ma tutti con un sorriso sulle labbra che è specchio di quella gioia nel cuore che annulla fatica e disagio: eccoli i 70mila ragazzi che sabato 11 agosto hanno incontrato il Papa al Circo Massimo.

Sono giunti nell’antica arena nel centro di Roma da tutta Italia per l’evento Siamo qui! che, con la messa in piazza San Pietro di domenica 12 (ne parliamo a pag. 14, ndr), ha costituito il culmine di Per mille strade, iniziativa della Cei che ha esortato i giovani a farsi pellegrini verso Roma per festeggiare e pregare insieme in vista del Sinodo di ottobre che parlerà di loro: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

Le porte del Circo Massimo si sono aperte in tarda mattinata ed è cominciata un’attesa fatta di musica (hanno suonato i The Sun, “il sole”, uno dei complessi di rock cristiano più amati dai ragazzi) e testimonianze di vita e fede. I giovani pellegrini erano “attrezzati” con un kit che comprendeva anche un cappello a tesa larga, una lampadina portatile, una borraccia, una Croce, un rosario e un diario tutto da scrivere. A questo si è aggiunto un packed lunch (“pasto in scatola”) per mangiare tutti insieme: panini, insalata di riso, taralli, succo di frutta e cornetto dolce.

Francesco è arrivato alle 18.30 e, dopo un giro in papamobile, ha risposto alle domande dei ragazzi. Il dialogo si è svolto secondo una modalità amata dal Papa: ricevute in anticipo le domande, ha però voluto rispondere sostanzialmente a braccio.

A Letizia e Luca Matteo, che lamentano la difficoltà di costruirsi un futuro in cui riconoscersi, Francesco dice: «I sogni dei giovani sono i più importanti. Un giovane che non sa sognare è anestetizzato, non potrà capire la vita. Dovete trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro e per questo ci vuole coraggio. La Bibbia dice che i sogni grandi sono quelli fecondi: includono, coinvolgono, sono estroversi, condividono, generano nuova vita… E hanno bisogno di una sorgente inesauribile di speranza, hanno bisogno di Dio per non diventare miraggi o delirio di onnipotenza… “E dove posso comprare le pastiglie che mi faranno sognare?” No! Quelle non fanno sognare: rovinano la vita! “E posso comprare i sogni?” No! I sogni non si comprano, sono un dono che Dio semina nei vostri cuori; ci sono dati gratuitamente, perché noi li diamo gratuitamente agli altri: nessuno, prendendoli, vi farà impoverire».

Martina quasi si vergogna del desiderio di una famiglia prima ancora di una “realizzazione professionale”… Francesco non ha dubbi: «È coraggiosa, eh?». E poi parla di scelte e famiglia nella società di oggi: «L’idea di scelta che oggi respiriamo è un’idea di libertà senza vincoli, senza impegni, sempre con qualche via di fuga… Martina punta sulla libertà più grande, la libertà dell’amore. L’amore è la vita e se viene oggi perché devo aspettare anni? Nella vita bisogna sempre metterlo al primo posto. E non tollera mezze misure: in amore bisogna “mettere tutta la carne al fuoco”, come diciamo in Argentina». Sulla famiglia, infine, parole chiare: «Quando vedi un matrimonio, un uomo e una donna che vanno avanti nella vita dell’amore, lì c’è l’immagine e la somiglianza di Dio. Come è Dio? Come quel matrimonio».

Infine il Papa risponde a Dario, infermiere che s’interroga sul perché del tanto dolore che vede e su una Chiesa talvolta lontana… «Non tutti i “perché” hanno una risposta. Perché soffrono i bambini, per esempio? Non abbiamo risposta… Sulla Chiesa Dario ha detto cose forti: ascoltiamo con rispetto. Non sempre è così, ma a volte è vero. Per i giovani non sono più sufficienti le imposizioni dall’alto… Tante volte le risposte positive non si possono dare con le parole: si devono dare rischiando se stessi nella testimonianza… Cari giovani, il messaggio di Gesù, la Chiesa, senza testimonianza è soltanto fumo».

di Benedetta Capelli