2020: Bergoglio vorrebbe andare in Iraq

19 Giugno 2019 News

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Credit Osservatore Romano

Lunedì 10 giugno, alla Riunione delle Opere di aiuto alle Chiese orientali (la Roaco), papa Francesco ha annunciato il desiderio di andare in Iraq il prossimo anno, augurandosi che tutte le “componenti” di quella nazione, religioni comprese, contribuiscano in modo pacifico e condiviso a costruire il bene comune.

Dove andrebbe il Papa?

Come detto, quello del Papa è al momento solo un desiderio, per cui non c’è alcuna definizione di itinerario. Verosimilmente, però, Francesco andrà nella capitale Baghdad e successivamente potrebbe salire al nord per incontrare i rifugiati; probabilmente si recherà anche in qualcuno degli importantissimi luoghi biblici di cui sopravvivono i resti. Per esempio quelli dell’antica città di Ur (foto grande) che Giovanni Paolo II non poté visitare e dove, secondo gli archeologi, si trova la casa di Abramo: pregare in questo luogo e riflettere sulla straordinaria fede in Dio del grande patriarca sarà certamente nei desideri di Francesco.

Come hanno reagito in Iraq?

“Gioia” è stata la parola più usata dal cardinale Louis Raphael Sako, che guida come patriarca la Chiesa cattolica caldea, e da altri esponenti religiosi. Sarebbe un’occasione di preghiera, riconciliazione, perdono e unità, come si è già visto con le precedenti visite del Papa in Paesi del mondo islamico.

Dopo il viaggio cosa succederebbe?

Questo viaggio in una parte del mondo rispetto alla quale le grandi potenze non riescono a dialogare significherebbe richiamare tutti a una ricomposizione civile e religiosa della società. La piccola comunità cristiana che vin questo periodo è tentata di abbandonare i suoi luoghi “storici”, avrebbe un fortissimo incoraggiamento a non partire. Infine uscirebbe rinnovata la missione dei sacerdoti al servizio delle speranze del popolo. In febbraio Francesco ha incontrato ad Abu Dhabi il grande imam di al-Azhar, capo religioso islamico sunnita, e ha firmato un documento sulla “fratellanza umana” che coinvolge i musulmani sunniti: qualcosa di simile potrebbe accadere in Iraq.

IRAQ, TERRA DELL’EDEN DA CUI PARTI’ IL PATRIARCA ABRAMO

A chi chiedesse dove si trovava il Paradiso terrestre, la risposta di storici, biblisti e archeologi sarebbe “tra il Tigri e l’Eufrate”, nell’antica Mesopotamia, nell’odierno Iraq. Qui vi sono le tracce di tanti luoghi citati nella Bibbia, come le città di Ninive e Babilonia, la Torre di Babele e miti come quello dell’eroe mesopotamico Gilgamesh nella cui epica si trova anche una grande arca con animali a bordo e altri particolari che richiamano Noè (che sarebbe sepolto in quell’area). E qui sorge Ur, dove quasi cento anni fa un archeologo inglese, Leonard Woolley, dichiarò di aver trovato la casa di Abramo. Abramo da lì partì, chiamato da Dio, accompagnato dai familiari, per raggiungere la terra promessa, dove si realizzò quanto il Signore gli aveva anticipato: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle: così sarà la tua discendenza».

di Enzo Caffarelli

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