13 marzo 2019: sei anni di pontificato. Riviviamo i giorni che hanno preceduto quella data

6 Marzo 2019 News

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Credit Osservatore Romano

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Appuntamento a mercoledì 13 marzo: i fedeli di tutto il mondo ricordano il sesto anniversario dell’elezione a papa di sua eminenza il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires. È avvenuto tutto nel 2013, ma l’emozione è ancora con noi, e ripercorrere le vicende di quei giorni la rinnova ulteriormente. La nostra storia comincia dall’aeroporto di Fiumicino, a fine febbraio del 2013.

27 FEBBRAIO, PRIMA DEL CONCLAVE. Atterra a Fiumicino il volo da Buenos Aires con il cardinale Bergoglio. Arcivescovo di Buenos Aires (“dimissionario”: ha rinunciato nel dicembre 2011, appena compiuti i 75 anni), è uno dei 117 cardinali elettori chiamati a eleggere il successore di Benedetto XVI. Alloggia nella Domus Internationalis Paulus VI  in via della Scrofa 70, a venti minuti di passeggiata dalla basilica di San Pietro. Anche lui, come tutti i cardinali già a Roma, ha il primo impegno lunedì 4 marzo alle 9,30, nell’Aula Nuova del Sinodo. Iniziano le congregazioni generali, riunioni in cui i cardinali risolvono le questioni che sorgono durante la sede vacante, decidono la data del conclave, e, si dice, “trattano” per trovare i candidati “papabili”.

5 MARZO, SI PREPARA LA CAPPELLA SISTINA – LA STANZA DELLE LACRIME. Alle 13 viene chiusa al pubblico la Cappella Sistina: cominciano i lavori per adeguarla al conclave. Nel frattempo, la Sartoria Gammarelli già prepara il guardaroba per il nuovo papa: tre talari bianche (piccola, media, grande), una fascia bianca, una mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino bianco, uno zucchetto bianco e scarpe rosse; tutto verrà portato nella camera lacrimatoria, la stanza “delle lacrime” sulla sinistra dell’altare della Sistina dove il neo-papa potrà vestirsi ed eventualmente commuoversi di fronte al suo immane compito.

9 MARZO, PRATICAMENTE E’ TUTTO PRONTO. Giovedì 7 marzo arriva il cardinale vietnamita Jean-Baptiste Pham Minh Man: ora sono a Roma 115 elettori su 117 e i due assenti non verranno, quindi il collegio elettorale è al completo e i cardinali (alle 17 di venerdì 8, nell’ottava congregazione) possono fissare l’inizio del conclave: il 12 marzo. Sabato 9 marzo viene montato sul tetto della Sistina il comignolo di rame collegato alle due stufe della Cappella: una brucerà le schede delle votazioni; l’altra darà l’esito dei voti “rinforzando” il fumo delle schede bruciate con fumogeni neri o bianchi.

12 MARZO, I CARDINALI VANNO A CASA SANTA MARTA. Lunedì 11 marzo 2013, alle 9,30, si tiene la decima e ultima congregazione. Ora i cardinali elettori si trasferiscono nella Casa Santa Marta, dove dormiranno, isolati dal mondo, durante il conclave. Gli spostamenti dalla Casa al Palazzo Apostolico dov’è la Cappella Sistina saranno fatti in autobus. La stanza 201 della Casa viene già preparata per il nuovo papa, che alloggerà qui mentre finiscono i lavori nell’appartamento papale nel Palazzo Apostolico. Il 19 aprile 2005 Benedetto XVI cenò e dormì qui subito dopo l’elezione, poi si trasferì nella Torre di San Giovanni, nei Giardini Vaticani, finché non fu pronto l’appartamento papale.

12 MARZO, DOPO LA MESSA SI APRE IL CONCLAVE. Martedì 12 marzo alle 10 si celebra in San Pietro la Messa per l’Elezione del Romano Pontefice che apre i riti del conclave. Alle 16,30 i cardinali elettori entrano nella Sistina; cantano l’inno “Veni Creator Spiritus” e giurano fedeltà al segreto del conclave (sopra, il giuramento del card. Bergoglio). Alle 17,30 mons. Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, dice «Extra omnes» (“fuori tutti”) e le porte della Cappella vengono chiuse: dentro restano solo gli elettori. Si vota subito e alle 19,41 c’è il primo esito: fumata nera, nulla di fatto.

13 MARZO, IL SECONDO GIORNO DI CONCLAVE. Mercoledì 13 marzo, dopo la prima colazione in Casa S. Marta e la messa nella Cappella Paolina, i cardinali elettori si rinchiudono nella Sistina. Potranno votare due volte al mattino e due al pomeriggio: non ci sarà una fumata nera dopo ogni votazione “mancata”, ma una a fine mattinata e una a fine pomeriggio… Alle 11,39 arriva l’esito delle prime due votazioni: fumata nera. Gli elettori rientrano alla Casa per il pranzo e il riposo; la porta della Sistina si riapre verso le 16: tornano a votare… Roma è sotto la pioggia, ma piazza San Pietro è piena. La quarta votazione avviene attorno alle 17,20 e visto che non c’è fumata, i fedeli capiscono che di nuovo non c’è stata un’elezione.

13 MARZO ALLA QUINTA VOTAZIONE ARRIVA FINALMENTE LA FUMATA BIANCA. Nel tardo pomeriggio di mercoledì 13 marzo arriva il momento della quarta e ultima votazione del giorno. Qualche tempo dopo il conclave sapremo che forse questa votazione si svolge due volte: la prima è annullata, perché un cardinale non si accorge di usare due schede attaccate, quindi ci sarebbero 116 “voti” per 115 elettori. Dunque si rifà… E alle 19,06 arriva la fumata bianca: Bergoglio è papa! Ha ottenuto più di due terzi dei voti, cioè almeno 77 cardinali hanno scelto lui; dei voti non resta traccia: le schede vengono bruciate subito. Alle 20,12 il cardinale protodiacono Jean-Louis Tauran annuncia: “Habemus Papam”. Poco dopo, ecco il nuovo papa affacciarsi al mondo: è Francesco.

di Enrico Casarini

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