I viaggi di Paolo VI, perché sono storici

9 novembre 2014 Foto e video story

tweet
Papa Paolo VI durante una visita in India, dicembre 1964 (credits: Getty Images)

Papa Paolo VI durante una visita in India, dicembre 1964 (credits: Getty Images)

Paolo VI è stato il primo pontefice ad andare in Terra Santa e in India; il primo a parlare all’Onu, a New York; il primo a visitare un Paese islamico; il primo a spingersi in America Latina, Oceania, Africa… Ora, a pochi giorni dalla sua beatificazione (avvenuta domenica 19 ottobre), un libro ripercorre non solo i suoi itinerari, ma anche il senso di questi viaggi che ne hanno fatto un “parroco del mondo”, un Papa che, primo fra i successori di Pietro, ha scelto di uscire dal Vaticano per andare incontro alla gente.

Scritto da Giorgio Bernardelli e Lorenzo Rosoli, Paolo VI. Destinazione mondo propone una lettura inedita del Pontefice. «Riscoprire i viaggi di Paolo VI aiuta a ritrovare il volto di una Chiesa che si pone in ascolto del mondo», spiegano gli autori. «Pur nella loro brevità, i viaggi di papa Montini sono stati viaggi veri, non trasferte»: lontano dal Vaticano, infatti, il Pontefice «si stupiva di quello che vedeva e non lo nascondeva. Quei viaggi furono l’esperienza di un incontro fecondo fra Roma e il mondo».

Ripensando a quei viaggi, ripercorrendo quegli itinerari, ci accorgiamo che in Paolo VI erano già presenti alcuni di quei gesti significativi a cui Francesco ci ha abituati sin dai primi giorni del suo pontificato: l’attenzione ai più piccoli (gli autori citano la celebrazione delle prime comunioni di un gruppo di bambini in India, quando si inginocchiò lui stesso per dare loro l’eucarestia); la predilezione per i poveri e gli ammalati (con gli inevitabili fuori programma durante i viaggi); l’apertura all’Islam, con rapidi scali aerei in Libano e in Iran; la messa celebrata sulla spiaggia a Samoa, nell’oceano Pacifico.

Montini per gli autori è il “papa pellegrino
Numerose le testimonianze inedite di protagonisti dell’epoca. Tra le tante, quella del cardinale Paul Poupard, allora giovane collaboratore di Paolo VI e oggi presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura. Attraverso esse Bernardelli e Rosoli ricostruiscono la “scelta rivoluzionaria” di Montini, che definiscono “papa pellegrino” capace di “adottare una modalità completamente nuova di incontro con il mondo: quella del pontefice che, come l’apostolo di cui porta il nome, si mette in viaggio”.

di Tiziana Lupi

TAG

, , , , , ,

VEDI ANCHE