Una mattina a Fatima, immerso nella “nebbia bassa”

17 maggio 2017 In Edicola

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21 CoverCari lettori, sono stato a Fatima alcuni anni fa. Arrivai al mattino presto in un giorno feriale, aveva piovuto tutta la notte precedente. Posteggiata la macchina, feci un lungo tratto a piedi fino ad arrivare alla spianata. Era deserta, il silenzio era totale.

Ma la cosa più impressionante è che i raggi del sole, scaldando il terreno di quell’enorme spazio davanti al santuario, avevano creato una stranissima nebbia, che da terra arrivava solo fino alle ginocchia. Era come camminare sulle nuvole, il santuario e la cappella con la Madonna sembravano sospesi nel nulla, o meglio, sembravano “galleggiare” nel cielo.

Finalmente incontrai un abitante del luogo. Mi disse che dopo la pioggia ogni tanto a Fatima appariva la “nebbia bassa”. Chiunque, anche chi non crede, di fronte a quello spettacolo (quasi un sogno, tanto era irreale) si trova a riflettere, a farsi domande complicate, a sentire un’emozione profonda che pervade tutta la persona. 

L’altro giorno su quella spianata c’era mezzo milione di persone ad accogliere papa Francesco. Il sole splendeva alto e non c’era nemmeno un centimetro di nebbia. Un altro genere di emozione. Ma quella Fatima deserta e sospesa tra cielo e nubi alte 30 centimetri non la dimenticherò mai più. 

Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

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