Tutte le bande (e i cori) di papa Francesco

11 gennaio 2018 News

tweet
Credit Osservatore Romano

Credit Osservatore Romano

Il Vaticano sarà anche lo Stato più piccolo del mondo, ma in quanto a musica non è secondo a nessuno e gode della bravura di centinaia di musicisti, compositori bande e cori che mettono la loro arte a servizio del Papa e della Chiesa. Del resto, ricevendo i partecipanti al Convegno internazionale sulla Musica Sacra, papa Francesco ha detto loro: «La musica sacra e il canto liturgico hanno il compito di donarci il senso della gloria di Dio, della sua bellezza, della sua santità che ci avvolge come una nube luminosa». E più di una volta papa Bergoglio ha rivelato di avere una passione per il canto e di aver provato in gioventù a cantare. Proprio per questo apprezza chiunque riesca a “parlare” attraverso le note e incoraggia spesso i ragazzi a seguire la strada della musica. Per sua grande gioia, dentro le mura vaticane convivono bande musicali e rinomatissimi cori. Conosciamoli da vicino.

LA BANDA DELLE GUARDIE SVIZZERE. Alla musica istituzionale o folcloristica ci pensa la banda della Guardia Svizzera, che dal 1° gennaio 2017 ha come nuovo maestro: l’alabardiere e suonatore di corno François Fournier. Si compone di 28 membri e spicca durante la cerimonia del giuramento delle nuove reclute (ogni 6 maggio in ricordo del sacco di Roma)o in altre celebrazioni centrali per la vita dello Stato, come il Natale o la Festa Nazionale. È compito di questa banda suonare anche l’inno pontificio di Gounod (composto e adottato alla vigilia dell’Anno Santo del 1950) e rivolgere gli onori militari durante le visite ufficiali di capi di stato e di governo. 

LA BANDA DELLA GENDARMERIA VATICANA. La banda musicale che è forse più conosciuta all’estero è quella del corpo della Gendarmeria. Attualmente è composta di 100 elementi, diplomati in Conservatorio e provenienti da diverse bande militari italiane. I musicisti, con l’elegante uniforme di colore blu ed il berretto (o chepì) con lo stemma, si esibiscono in tante occasioni, spesso anche fuori dallo Stato. Hanno un repertorio che appartiene alla più grande tradizione concertistica italiana ed europea. La banda della Gendarmeria così formata opera dal 2007, ma le sue radici affondano nel più lontano 1851, al tempo dei “Veliti Pontifici”. Ovunque porti la sua musica riscuote sempre un grande successo di pubblico e suscita grande ammirazione per le sue impeccabili interpretazioni che, però, richiedono ore e ore settimanali di esercizio praticate per lo più nell’Aula Paolo VI, a un passo dalla casa del Papa.

IL CORO DELLA CAPPELLA MUSICALE PONTIFICIA. La prima che va menzionata è la Cappella Musicale Pontificia, nota anche come “Coro della Sistina”. Diretta dal maestro Massimo Palombella (nella foto sopra), è la più antica formazione corale della storia ancora in attività. Addirittura troviamo tracce dei cantori del Papa fin dai primi secoli della Chiesa e sappiamo che Gregorio Magno nel 597 li inviò in Inghilterra per diffondere il Vangelo e convertire i pagani con la forza e la grazia della loro voce. Attualmente il Coro della Sistina è composto da 20 cantori adulti e da 35 ragazzi, i cosiddetti Pueri Cantores, e ha il compito di animare le messe presiedute da Francesco all’interno o all’esterno di San Pietro, come anche nelle altre basiliche vaticane in occasione di celebrazioni solenni. Spesso è impegnata in tournée internazionali e da qualche anno ha cominciato a incidere alcuni cd che Bergoglio ha avuto modo di ascoltare e apprezzare.

IL CORO DELLA CAPPELLA GIULIA. A coadiuvare il “lavoro” della Sistina ci sono anche il coro polifonico del Mater Ecclesiae di monsignor Marcos Pavan e quello della Cappella Giulia, guidato da padre Pierre Paul (nella foto). Quest’ultimo è incaricato di accompagnare le cerimonie celebrate in San Pietro dal Capitolo Vaticano, non presiedute dal Papa, e di interpretare in canto gregoriano i testi previsti dalla liturgia.

di Cecilia Seppia