Suore di clausura, ecco chi sono

31 marzo 2015 Foto e video story

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(credits: Agf)

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Vi abbiamo già raccontato in un altro servizio il confronto a distanza tra l’attrice Luciana Littizzetto e le suore clarisse cappuccine di Napoli. Vi spieghiamo in dieci domande chi sono le suore di clausura.

1 Che cosa è la clausura?
Il termine viene dal latino “claudere” che vuol dire “chiudere” ed è la regola che disciplina l’ingresso e l’uscita dei monaci o delle suore da monasteri o conventi, ma anche dei visitatori. Nei conventi maschili la clausura vieta categoricamente l’ingresso alle donne. Per le donne, invece, è proibito sia l’ingresso in monasteri esterni, sia l’uscita dal proprio monastero, eccetto casi rari che necessitano il permesso del vescovo.

2 Le origini.
La nascita del monachesimo si attribuisce a san Benedetto da Norcia (540 d.C.), ma il primo decreto riguardante la clausura delle monache fu promulgato solo nel 1298 da papa Bonifacio VIII. Esistono diversi ordini monastici che praticano la clausura, alcuni più di altri hanno misure ferree e restrittive.

3 I voti delle claustrali.
Oltre al voto di povertà, castità e obbedienza, ogni ordine che pratica la clausura ha i suoi aspetti spirituali caratteristici, come la solitudine, la meditazione, il silenzio, la comunione dei beni, la preghiera, la correzione fraterna.

4 Perché vivono in monastero?
Il monastero è considerato dimora di Dio per eccellenza. È qui, lontano da ogni tentazione mondana, che deve avvenire l’unione totale tra Dio e la suora che, con la clausura, sceglie di dedicare completamente a Lui la propria vita. Ogni suora all’interno del monastero ha la sua stanza, o “cella”, ma esistono anche degli spazi comuni dove mangiare, lavorare, pregare insieme. Una forte rilevanza ha il chiostro, il giardino interno al monastero.

5 Gerarchia all’interno del monastero.
A capo del monastero c’è la Priora o madre Badessa eletta democraticamente. Il suo incarico dura tre anni rinnovabili per altri tre. Viene, poi, eletto un consiglio di quattro suore. La priora sceglie tra le sorelle quella che possa svolgere il compito di maestra delle novizie, incarico che consiste nel prendersi cura della formazione delle giovani fino quasi alla professione definitiva dei voti.

6 La giornata tipo di una suora di clausura.
È scandita dalla preghiera: personale e comunitaria. Ci si sveglia alle 5 per la preghiera delle Lodi, a cui segue circa un’ora di meditazione. Alle 8 si celebra la messa. Verso le 8.30 c’è la colazione. Fino alle 9.30 si riordinano i vari “angoli” del monastero e la propria cella.Seguono altri momenti di preghiera fino al pranzo delle 12. Durante il pasto si rimane in silenzio, in ascolto di una monaca che legge un testo di carattere spirituale. Dopo il pranzo ci si ritrova in una sala comune per vivere un momento di “ricreazione”. Poi la sera la recita del Rosario, alle 18 i Vespri intervallati da momenti di lavoro manuale. Alle 22 si va a dormire.

7 Come si sostengono? 
Lavorano: non solo nei servizi della casa, o nell’orto, ma in attività previste per il sostentamento della comunità. Per esempio la realizzazione di corone del rosario, traduzioni di testi, pittura, icone,ricamo; realizzano paramenti sacri, bomboniere e artigianato; molti monasteri sono specializzati nella produzione di miele.

8 Possono informarsi su ciò che accade fuori? 
Sì, leggono i giornali, soprattutto quelli cattolici L’Osservatore Romano e Avvenire ascoltano la radio, in alcuni casi possono guardare la tv e soprattutto, oggi, possono navigare in Internet. Ma con parsimonia.

9 Perché la clausura e non l’impegno missionario?
La clausura implica una separazione materiale con il mondo. Ciò non vuole dire non avere interesse per ciò che accade nella società. In realtà le suore di clausura sono al servizio dell’umanità con la vita contemplativa e la preghiera.

10 I contatti con l’esterno. 
I contatti “pubblici” avvengono nel parlatorio, la stanza che separa con una grata le suore da chi arriva da fuori. Le persone che vogliono parlare con le claustrali fanno richieste di preghiera, anche se molti arrivano per ascoltare la loro testimonianza. C’è anche chi vuole fare un ritiro spirituale, seminari di approfondimento sul Vangelo. Oppure chi pensa di prendere i voti.

di Cecilia Seppia

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