Sulla Sacra Sindone è stata fatta una nuova scoperta

6 luglio 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Da poco  è iniziato il mese di luglio, dedicato al culto del Preziosissimo Sangue di Gesù. E per quella che sembra a dir poco una curiosa coincidenza sono appena arrivati i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica americana PlosOne che ha a che fare proprio con il sangue di Gesù.

O, meglio, con quello che potrebbe essere il suo sangue: quello impresso sulla Sacra Sindone, sul quale studiosi di ogni parte del mondo hanno svolto e svolgono ricerche sempre più avanzate. Non a caso papa Francesco, come il suo predecessore Benedetto XVI, ha definito la Sindone “icona della morte e dell’amore di Dio” e non reliquia. Cioè un’immagine che, al di là di qualsiasi prova di autenticità, ci rimanda alla Passione e alla morte di Gesù. L’ultimo studio, svolto da due istituti del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) di Bari e di Trieste e dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, compie un notevole passo avanti rispetto al passato. Le analisi effettuate su un fibra di lino estratta dall’impronta dorsale visibile sulla Sindone, nella regione del piede, hanno accertato che l’uomo avvolto nel telo è stato vittima di pesanti torture prima di essere ucciso in maniera cruenta. Senza scendere in dettagli troppo tecnici, possiamo dire che la deduzione degli studiosi è stata resa possibile dalla presenza nella fibra esaminata di creatinina (una sostanza di rifiuto prodotta dai muscoli) legata a piccole particelle di ferridrato, tipiche della ferritina (proteina che costituisce la riserva di ferro dell’organismo nei tessuti). La presenza di queste sostanze indica, innanzitutto che quello che vediamo sulla Sindone non è un “disegno”, ma un’autentica impronta umana. Inoltre ci dice che il corpo che è stato avvolto nel telo aveva subito numerosi traumi. L’uomo della Sindone, insomma, è stato prima torturato con ferocia, poi ucciso e, infine, avvolto nel lenzuolo. Dopo l’esame del Carbonio 14 effettuato nel 1988, che avrebbe datato il tessuto della Sindone tra il 1260 e il 1390 pur senza certezza scientifica, questo studio costituisce senza dubbio un tassello importante di una ricerca che da secoli non riesce a venire a capo di uno degli oggetti più studiati e dibattuti della Storia dell’uomo. Tanto che la Chiesa stessa ha scelto di non esprimersi sulla questione dell’autenticità del telo, autorizzandone però il culto come icona della Passione.

di Tiziana Lupi

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