Sono già passati 4 anni dalle dimissioni di Benedetto XVI

13 febbraio 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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L’11 febbraio 2013 Benedetto XVI stupì il mondo intero rinunciando al pontificato. A quattro anni da quella data indimenticabile vogliamo ripercorrere insieme a voi quella giornata, provando a rispondere ad alcune delle domande che la decisione di Joseph Ratzinger, oggi Papa emerito, portò con sé.

In che occasione Benedetto XVI ha rinunciato al pontificato? 

Si è dimesso in occasione del concistoro per la canonizzazione dei Martiri di Otranto. In Vaticano era un giorno di festa perché ricorreva l’anniversario dei Patti Lateranensi firmati nel 1929 tra l’Italia e la Santa Sede.

Con quali parole Benedetto XVI ha comunicato la sua decisione? 

Il discorso fu pronunciato in latino (lingua ufficiale della Santa Sede): qui lo riportiamo in italiano. «Dopo avere ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di san Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20.00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice».

Chi ha dato per primo la notizia della rinuncia di Benedetto XVI? 

La prima a comunicare la notizia, che è stata immediatamente ribattuta dalle agenzie di stampa di tutto il mondo, è stata Giovanna Chirri, giornalista vaticanista dell’Ansa che stava seguendo il concistoro sugli schermi della Sala Stampa della Santa Sede e tradusse dal latino quelle parole.

Ma per il diritto canonico è possibile per un  Papa “dimettersi”?

Sì. Nel Codice di Diritto Canonico, al canone 332 comma 2, si legge: “Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata. Non si richiede, invece, che qualcuno la accetti”.

Era già accaduto che un Papa rinunciasse al suo ministero? 

Quando si parla di un “papa dimissionario” si pensa sempre a Celestino V (Piero del Morrone), colui che, scrive Dante Alighieri nella Divina Commedia collocandolo tra le anime degli ignavi nell’Antinferno, “per viltade fece il gran rifiuto”. In realtà, nella storia della Chiesa sono stati sei i pontefici che si sono dimessi. Il primo è stato Clemente, quarto vescovo di Roma (dall’anno 92 al 97). Dopo di lui, nel 235, lasciò il pontificato Ponziano, che venne deportato in Sardegna durante la persecuzione dell’imperatore Massimino Trace. Nel 537 toccò a Silverio dimettersi per volontà dell’imperatrice Teodora. Nel 1055 si dimise Benedetto IX (Teofilatto dei Conti di Tuscolo), salito sul trono di Pietro per ben tre volte: vendette la dignità pontificia a Gregorio VI (Giovanni dei Graziani) il quale fu costretto a  sua volta a lasciare perché accusato di simonia (compravendita di cariche ecclesiastiche). Dopo Celestino V (1294), l’ultimo papa a rinunciare al suo ministero prima di Benedetto XVI fu, nel 1415, Gregorio XII (Angelo Correr). 

Esisteva già la figura del Papa emerito? Chi l’ha istituita? 

È stato lo stesso Benedetto XVI, che lo ha preferito al titolo, previsto dal Diritto Canonico, di “vescovo emerito”. A questo proposito, papa Francesco ha detto: «Io credo che papa Benedetto abbia fatto questo gesto (la rinuncia, ndr) che, di fatto, istituisce i Papi emeriti».

Ma Benedetto XVI potrebbe essere rieletto da un nuovo conclave? 

Non esiste ancora una dottrina canonica in merito e non è chiaro se il Papa emerito è un vescovo o torna ad essere cardinale. In ogni caso, per ragioni di età, non potrebbe comunque partecipare al conclave né essere eletto. 

Dove vive oggi il papa emerito Benedetto XVI?

Vive nella Città del Vaticano, al primo piano del monastero Mater Ecclesiae nel quale si è trasferito il 2 maggio 2013 insieme a monsignor Georg Gänswein, suo segretario particolare e prefetto della casa pontificia, e quattro Memores Domini, le sorelle laiche che lo accudivano durante il papato.

Di cosa si occupa Benedetto XVI in qualità di Papa emerito?

La sua giornata è dedicata quasi totalmente a preghiera, meditazione e lettura. Ma non manca il tempo per rispondere alle lettere che riceve e incontrare chi lo va a visitare.

di Tiziana Lupi

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