Sinodo sulla famiglia, Francesco interroga i cattolici

8 luglio 2014 Foto e video story

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Il questionario con 38 domande per preparare il Sinodo sulla famiglia è stato distribuito dai sacerdoti nel novembre 2013 (credits: Getty Images)

Il questionario con 38 domande per preparare il Sinodo sulla famiglia è stato distribuito dai sacerdoti nel novembre 2013 (credits: Getty Images)

La Chiesa d’ora in poi non le chiamerà più “famiglie irregolari”, ma “situazioni pastorali difficili”: convivenze, unioni di fatto, separati e divorziati risposati, ragazze madri, unioni dello stesso sesso, non praticanti e non credenti che chiedono il matrimonio religioso… La famiglia è profondamente cambiata negli ultimi decenni ed è nel cuore di papa Francesco. Il Pontefice chiede di aprire le porte a tutti, senza giudicare.

Per questo ha convocato i vescovi di tutto il mondo a Roma dal 5 al 19 ottobre, per un’assemblea straordinaria – un Sinodo: in cui discutere di Sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione. Alla discussione parteciperanno anche esperti laici per aiutare la Chiesa a capire come rivedere il suo atteggiamento nei confronti di tante situazioni che riguardano la famiglia. I lavori si concluderanno il giorno della beatificazione di Paolo VI in Vaticano.

Il Papa ha voluto che il Sinodo fosse preparato bene. Prima, allora, è stato proposto un questionario di 38 domande a tutti i cattolici nel mondo, per fare dire loro che cosa è diventata e che cosa dovrebbe essere la famiglia. Le risposte ricevute sono state esaminate e catalogate dalla Segreteria del Sinodo, guidata dal cardinale Lorenzo Baldisseri. Sulla base di queste osservazioni, per guidare la discussione del Sinodo è stato scritto lo Strumento di lavoro (il nome ufficiale è in latino: Instrumentum laboris), tenendo conto in modo particolare delle risposte arrivate da più di cento conferenze episcopali che avevano già fatto una sintesi delle risposte a livello nazionale.

Lo Strumento è un documento molto realista e ammette apertamente che «l’insegnamento della Chiesa intorno a matrimonio e famiglia è conosciuto», ma si nota una diffusa resistenza ad accettarlo in riferimento a temi come «controllo delle nascite, divorzio e nuove nozze, omosessualità, convivenza, fedeltà, relazioni prematrimoniali, fecondazione in vitro». Ed è proprio su questi argomenti che si sofferma lo Strumento di lavoro.

1 Divorziati risposati
Fra i divorziati risposati il Sinodo ha acceso molte speranze. Per la dottrina della Chiesa il matrimonio è indissolubile, perciò chi ha ottenuto il divorzio civile e si è risposato non può più avere accesso al sacramento dell’eucaristia.«La sofferenza causata dal non ricevere i sacramenti», osserva il documento, «è presente con chiarezza nei battezzati che sono consapevoli della propria situazione. Tanti sentono frustrazione e si sentono emarginati. C’è chi si domanda perché gli altri peccati si perdonano e questo no; oppure perché i religiosi e sacerdoti che hanno ricevuto la dispensa dai loro voti e dagli oneri sacerdotali possono celebrare il matrimonio, ricevere la comunione e i divorziati risposati no».

Vengono fatte diverse proposte: «Alcuni suggeriscono di considerare la prassi di alcune Chiese ortodosse che, secondo la loro opinione, apre la strada a un secondo o terzo matrimonio con carattere penitenziale». Altri propongono di semplificare le cause canoniche di nullità matrimoniale per rendere più agevole l’accesso a un nuovo matrimonio religioso. Infine c’è anche chi invita alla prudenza per non alimentare false speranze sull’ipotesi di un «divorzio cattolico».

2 Unioni di fatto, convivenze prematrimoniali e gay
Alle convivenze prematrimoniali e alle unioni “di fatto” è data molta attenzione. La Chiesa prende atto della situazione, soprattutto in Europa e Nord America: «Nelle risposte provenienti da tutte le aree geografiche, si rileva il numero crescente di coppie che convivono ad experimentum, senza alcun matrimonio né canonico né civile, e senza alcuna registrazione. Spesso poi non si tratta di un “esperimento”, ovvero di un periodo di prova, ma di una forma stabile di vita.Talvolta, il matrimonio avviene dopo la nascita del primo bambino, in modo che nozze e battesimo si celebrino insieme».

Di fronte a situazioni così, la Chiesa non deve assumere l’atteggiamento di un giudice che condanna, ma di una madre che accoglie i suoi figli: «Il non potere accedere ai sacramenti non significa essere esclusi dalla vita cristiana e dal  rapporto con Dio»Perciò viene condannato «il comportamento intransigente e poco sensibile» di alcuni sacerdoti nei confronti di divorziati, separati o genitori single, e ci si raccomanda di non negare mai i sacramenti ai figli di genitori che si trovano in queste situazioni.

Misericordia e accoglienza sono i termini che ricorrono più spesso anche nei riguardi delle coppie omosessuali; per loro, però, si esclude categoricamente la possibilità di adottare figli.

3 I metodi contraccettivi
Un altro tema molto controverso è quello dell’uso dei metodi contraccettivi. Lo Strumento di lavoro mette in evidenza la «fatica» che fanno molti cattolici «a cogliere la distinzione tra i metodi naturali di regolamentazione della fertilità e la contraccezione». I cattolici non vogliono «ingerenza nella coppia» per quel che riguarda la scelta dei metodi di controllo delle nascite, e risulta spesso poco comprensibile l’ostilità della Chiesa ad accettare l’uso del preservativo per arginare la diffusione dell’Aids.

4 Violenze e dipendenze
La violenza domestica crea grande preoccupazione: «Urge la necessità di accompagnare situazioni in cui i legami familiari sono minacciati dalla violenza domestica, con interventi di sostegno atti a risanare le ferite subite e sradicare le cause che le hanno determinate». Si lancia l’allarme per «il terribile fenomeno del femminicidio, spesso legato a profondi disturbi relazionali e affettivi, e conseguenza di una falsa cultura del possesso».

La condanna dello sfruttamento di bambini e del turismo sessuale è durissima. Tra le situazioni critiche interne alla famiglia, vengono citate anche «le dipendenze da alcol e droghe, ma anche dalla pornografia, talvolta usata e con divisa in famiglia, così come dal gioco d’azzardo e da videogiochi».

5 Tecnologia: uso e abuso
Il documento punta il dito verso la tecnologia, e in particolare la diffusione di Internet e dei social network. «Televisione, smartphone e computer possono essere un reale impedimento al dialogo tra i membri della famiglia, alimentando relazioni
frammentate e alienazione», è scritto. «Anche in famiglia si tende sempre più a comunicare attraverso la tecnologia».

6 Anche la chiesa, però, può sbagliare…
Nel documento c’è anche un mea culpa, un’autodenuncia per la «controtestimonianza» che a volte la Chiesa offre. Si denuncia «una rilevante perdita di credibilità morale a causa degli scandali sessuali», a cui si aggiunge «lo stile di vita a volte vistosamente agiato dei presbiteri, così come l’incoerenza tra il loro insegnamento e la condotta di vita». Le «suggestioni» e le «provocazioni » alla riflessione dello Strumento di lavoro, dunque, animeranno la discussione al Sinodo.

Al termine dei lavori ci sarà ancora un anno di tempo per riflettere e poi, nell’ottobre 2015, si terrà un altro Sinodo dei vescovi, ancora più allargato, dove si deciderà definitivamente come si dovrà comportare la Chiesa di fronte alla famiglia che cambia.

Che cos’è un sinodo
Il Sinodo dei vescovi è un’istituzione creata da Paolo VI nel 1965. È un’assemblea convocata dal Papa, composta da vescovi scelti da tutto il mondo, che ha funzione consultiva, esprime pareri ma non decide (questo lo fa il Papa). Il Sinodo può riunirsi in assemblea “ordinaria” (tratta questioni della Chiesa universale), “straordinaria” (questioni generali urgenti) e “speciale” (temi relativi a singole regioni del mondo). Il Sinodo sulla famiglia di ottobre è “straordinario”. Il Sinodo dei vescovi è assistito da una segreteria generale permanente guidata dal segretario generale, che ora è il cardinale Lorenzo Baldisseri.

Chi si occupa del Sinodo dei vescovi
Originario della provincia di Lucca, 64 anni, il cardinale Lorenzo Baldisseri ha svolto una lunga carriera nel corpo diplomatico della Santa Sede: è stato nunzio (cioè ambasciatore) ad Haiti, in Paraguay, India, Nepal e Brasile. È tornato a Roma come segretario della Congregazione per i vescovi. Papa Francesco lo ha voluto segretario del Sinodo dei vescovi e lo ha creato cardinale il 22 febbraio scorso.

di Ignazio Ingrao

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