I segreti del conclave: l’elezione di Francesco

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13/03/ 2013, Jorge Bergoglio, Papa Francesco, saluta dalla finestra della basilica di San Pietro dopo essere stato eletto  (credits: Getty Images)i

13/03/ 2013, Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, saluta dalla finestra della basilica di San Pietro dopo essere stato eletto (credits: Getty Images)i

Con grande gioia e un po’ di commozione stiamo per festeggiare il secondo anno di pontificato di Francesco. Era il 13 marzo 2013 quando l’abbiamo visto alla Loggia delle Benedizioni della basilica di San Pietro. Abbiamo avuto subito l’impressione che Jorge Mario Bergoglio fosse una persona speciale. Più speciale ancora di quanto un papa lo sia già di per sé. Come si dice a Roma, lui ci ha messo del suo: ha stupito con la rinuncia agli orpelli, con la croce e l’anello d’argento, con l’utilitaria, il conto pagato alla Casa del Clero, l’inseparabile borsa da viaggio, la residenza a Casa Santa Marta

Il conclave, un rito antico e affascinante
Tuttavia non dobbiamo dimenticare che anche se questo è un pontificato innovativo da tanti punti di vista, l’elezione di Francesco è avvenuta attraverso uno dei riti più tradizionali della storia della Chiesa: il conclave. E poco cambia se il conclave che ha portato Francesco sul trono di Pietro è nato in maniera un po’ anomala, visto che si è aperto con le prime dimissioni di un pontefice.

Il conclave oggi si svolge secondo le regole della Universi Dominici Gregis (“dell’intero gregge del Signore”), un documento promulgato da Giovanni Paolo II e aggiornato da Benedetto XVI. Le prime norme sul conclave, però, risalgono addirittura al 1274. Come sappiamo, il papa è scelto dai cardinali elettori, quelli che fino al giorno prima dell’inizio della “sede vacante” (il periodo in cui non c’è il papa) non hanno compiuto 80 anni. Nel caso di Bergoglio, il 12 marzo 2013 se ne sono riuniti 115 nella Cappella Sistina.

Che cosa è successo il 12 marzo 2013
Dopo avere assistito alla mattina, nella basilica di San Pietro, alla messa votiva Pro eligendo Papa (messa per l’elezione del papa), nel pomeriggio sono entrati in processione nella Sistina, hanno invocato lo Spirito Santo perché li guidasse, e hanno giurato. Poi, dopo l’Extra Omnes (“fuori tutti”, cioè l’uscita dalla Cappella di tutti all’infuori degli elettori), con le porte della Sistina ormai sigillate, hanno iniziato la votazione che – al secondo giorno e al quinto scrutinio – ha dato al mondo Francesco.

Quello che è successo prima dell’apertura del conclave lo potete vedere nelle fotografie di queste pagine. È una preparazione elaborata che prevede, tra i vari momenti, l’allestimento delle stufe in cui sono bruciate le schede elettorali e da cui escono le fumate; il rialzo del pavimento con assi di legno; la preparazione dei tavoli (con assegnazione dei posti ai cardinali), delle urne, del pallottoliere (detto “pallottiere”) per contare chi ha votato (chi vota, deposita la sua pallina) e degli abiti che l’eletto indosserà.

È tutto semplice, quasi spartano. Ma non è tradizionalismo fine a se stesso. La ragione è che la Sistina è sigillata e nulla si può rompere (non si può “fulminare” un pallottoliere elettronico, non si può bloccare un’unica stufa…), perché nessun tecnico potrebbe entrare e risolvere il problema. Ciò che succede durante il conclave possiamo saperlo dai regolamenti perché, chiusa la porta, è vietata la presenza di chiunque
non abbia diritto di voto, così come sono vietate l’uscita dei cardinali (se non per motivi di salute) e qualsiasi comunicazione con l’esterno.

Lo scrutinio prevede tre fasi: l’antescrutinium, in cui sono estratti a sorte tre cardinali scrutatori, tre incaricati di raccogliere i voti dei cardinali infermi e tre revisori, e vengono distribuite le schede; lo scrutinium, cioè la votazione con i cardinali che scrivono il nome del prescelto sulla scheda che sarà deposta nell’urna; il post scrutinium, con conteggio e rogo delle schede.

Quando un nome ottiene almeno i due terzi dei voti, il cardinale decano chiede al prescelto il consenso e, in caso di risposta affermativa, il nome che intende prendere.  «Francesco», ha risposto Jorge Mario Bergoglio il 13 marzo 2013. E poco dopo il cardinale protodiacono Jean Louis Tauran ha detto quelle parole: «Habemus Papam».

(credits: Getty Images)

(credits: Getty Images)

 

Curiosità: ogni cardinale ha il suo posto assegnato
Ogni cardinale elettore riceve un posto che manterrà per tutto il conclave, e ha una cartella in pelle rossa, una penna blu, il libro della Liturgia delle Ore e la Costituzione Apostolica. Nella foto Luis Antonio Tagle, il cardinale filippino molto vicino a Francesco.

 

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