Schiavitù: il Papa sigla un patto per debellarla

13 dicembre 2014 Foto e video story

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Insieme alla Walk Free Foundation, la Santa Sede ha creato il Global Freedom Network, la “rete globale della libertà”, per cancellare la schiavitù entro il 2020 (credits: Getty Images)

Insieme alla Walk Free Foundation, la Santa Sede ha creato il Global Freedom Network, la “rete globale della libertà”, per cancellare la schiavitù entro il 2020 (credits: Agf)

Ancora una volta papa Francesco è sceso in campo per difendere «uomini e donne, bambini e bambine» dalla tratta delle persone. Lo ha fatto martedì 2 dicembre, firmando – insieme con rappresentanti di molte religioni mondiali (anglicani, ortodossi, ebrei, musulmani, indù, buddisti…) – una dichiarazione comune per l’impegno all’eliminazione della schiavitù moderna.

La cerimonia per la firma congiunta si è svolta ai Giardini Vaticani, nella Casina Pio IV, sede della Pontificia Accademia delle Scienze. Oltre ai religiosi, erano presenti, in collegamento video, anche il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon e il patriarca ecumenico Bartolomeo I, che Francesco ha  appena incontrato nel suo viaggio in Turchia.

Un terribile flagello che va sradicato
Papa Francesco ha definito l’incontro «un atto di fraternità», «un’iniziativa storica» e, insieme, «un’occasione concreta: dichiarare che lavoreremo insieme per sradicare il terribile flagello della schiavitù moderna in tutte le sue forme». Un flagello che si esprime con «lo sfruttamento fisico, economico, sessuale e psicologico» che oggi «incatena decine di milioni di persone alla disumanità e all’umiliazione».

Per Francesco questa situazione è un «delitto aberrante», un «crimine di lesa umanità», perché «ogni essere umano è immagine di Dio» e, poiché «Dio è amore e libertà, che si dona nelle relazioni interpersonali, ogni essere umano è una persona libera, destinata a esistere per il bene degli altri, in uguaglianza e fraternità. Qualsiasi relazione discriminante che non rispetta la convinzione fondamentale che l’altro è come me stesso costituisce un delitto».

Un delitto che continua a essere perpetrato. «Malgrado i grandi sforzi di molti», ha osservato Francesco, «la schiavitù moderna continua a essere un flagello atroce che è presente, su larga scala, in tutto il mondo, persino come turismo» e «fa le sue vittime nella prostituzione, nella tratta delle persone, il lavoro forzato, il lavoro schiavo, la vendita di organi, il consumo di droga, il lavoro dei bambini». A tutto questo, dunque, qualche giorno fa Francesco e gli altri leader religiosi hanno gridato il loro “No in attesa (e con la speranza) che lo faccia anche il resto del mondo. E lo faccia subito, perché per tanti adulti e bambini anche solo domani potrebbe essere già tardi.

di Tiziana Lupi

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