San Gennaro: la reliquia tra mito e storia

29 marzo 2015 Foto e video story

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Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, mostra l'ampolla con il sangue (credits: Getty Images)

Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, mostra l’ampolla con il sangue del santo (credits: Getty Images)

La Chiesa non riconosce ufficialmente un miracolo o un mistero della liquefazione del sangue di san Gennaro, patrono di Napoli. Però la considera prodigiosa e scientificamente inspiegabile, e ne approva la venerazione popolare. L’evento si ripete almeno dal 1389, in più momenti: il sabato che precede la prima domenica di maggio (e otto giorni seguenti), con la processione in memoria della traslazione delle reliquie da Pozzuoli a Napoli; il 19 settembre (e otto giorni seguenti), ricorrenza della decapitazione di Gennaro; il 16 dicembre, festa del patrocinio, in ricordo dell’eruzione del Vesuvio del 1631 bloccata dopo le invocazioni al Santo.

1 Secondo una tradizione non confermata, la prima liquefazione si verificò un secolo dopo il martirio di Gennaro, circa 1600 anni fa. Quando due ampolle con un po’ del suo sangue si trovarono vicino alle ossa del Santo, nelle catacombe a Capodimonte, il sangue solido si liquefece.

2 Tra Sette e Ottocento il sangue di san Gennaro fu al centro di un caso politico-religioso. Il 24 gennaio 1799, all’indomani della proclamazione della napoleonica Repubblica Napolitana, il generale francese Championnet fece esporre le ampolle per dimostrare che il Santo era d’accordo con il nuovo governo. Il miracolo avvenne. I napoletani fedeli ai Borboni e contrari alle idee di libertà e uguaglianza repubblicana, si vendicarono “cacciando” il Santo e proclamando patrono Antonio da Padova (fino al 1814).

3 Alcuni esperimenti hanno cercato di riprodurre il comportamento del sangue di san Gennaro in laboratorio. Per gli scienziati si tratterebbe del fenomeno della tissotropia: alcuni materiali diventano momentanemente più fluidi se sono sottoposti a piccole scosse o vibrazioni, come accade all’ampolla del Duomo di Napoli, che il sacerdote agita con le mani nella cerimonia che precede la liquefazione.

4 Gennaro era il nome di famiglia di un martire sotto Diocleziano. In latino era Ianuarius, ossia “dedicato al dio Giano”, nome spesso dato a chi nasceva in gennaio; il primo nome del Santo, invece, forse era Procolo. Oggi a Napoli risiedono quasi 14mila Gennaro, a Roma 2.800, a Milano 650. Nel XX secolo in Italia sono stati battezzati Gennaro 94mila bambini (l’80 per cento dei quali in Campania), con 1.350 Gennarino e 350 Gennara.

5 Il fenomeno della liquefazione del sangue non riguarda solo san Gennaro. Ad Amaseno (Frosinone) tra il 9 e il 10 agosto si scioglie il sangue di san Lorenzo nella chiesa di Santa Maria. A Ravello (Salerno) il 27 luglio tocca al sangue del patrono san Pantaleone. In giugno si liquefa il sangue di santa Sinforosa a San Chirico Raparo (Potenza); in marzo e in agosto tocca a quello di San Ciriaco a Torre le Nocelle (Avellino). A Castelvecchio Subequo (L’Aquila) il 2 ottobre 2013 si è sciolto il sangue delle stimmate di san Francesco d’Assisi e non accadeva dal 1952. A Napoli ci sono anche gli analoghi misteri legati al sangue di sant’Alfonso Maria de’ Liguori e santa Patrizia (ogni anno il 2 e il 25 agosto rispettivamente).

di Enzo Caffarelli

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