San Giuseppe, il santo del Papa

19 marzo 2014 Foto e video story

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La statua di San Giuseppe con il Bambino Gesù, nella chiesa di Montmartre a Parigi (Credits: Corbis Images)

La statua di San Giuseppe con il Bambino Gesù, nella chiesa di Montmartre a Parigi (Credits: Corbis Images)

La devozione di papa Francesco per S. Giuseppe è grandissima. Ha dato inizio al suo pontificato il 19 marzo. Gli ha consacrato il Vaticano e le speranze della Chiesa. Lo ha ribadito custode non solo della Sacra Famiglia, ma della Chiesa intera. Per il padre putativo di Gesù ha scelto, nelle omelie, alcune tra le parole che gli sono più care. Disponibilità, presenza costante, fedeltà totale “anche quando non comprende”; perché, “aperto ai segni di Dio”, rinuncia “a far valere i propri diritti” e “alla persona più amata”: Maria.

Per Francesco, Giuseppe è “un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, al contrario denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro”. Non a caso l’elenco dei patronati, cioè delle custodie, di S. Giuseppe è lunghissimo: falegnami e lavoratori in genere, donne e uomini casti, padri di famiglia, moribondi (per essere morto, si presume, tra le braccia del Cristo e della Vergine).

Anche altri papi prima di Francesco hanno venerato S. Giuseppe in modo particolare. Pio IX lo proclamò patrono della Chiesa universale (1870). Pio XII istituì la festa di S. Giuseppe artigiano (1955). Giovanni XXIII appena eletto pensò di chiamarsi Papa Giuseppe: il suo amore per il santo era stato speciale fin dall’infanzia. “Ma ciò non è d’uso fra i Papi” disse.

Il culto per San Giuseppe nel mondo occidentale, infatti, è tardo, e quando è cresciuto, nel secondo millennio, i papi sceglievano nomi già iscritti nell’albo dei pontefici, senza innovare. A lungo il nome Giuseppe – che vuol dire “aggiunto (alla famiglia)” – era rimasto legato soprattutto alla comunità ebraica, come altri nomi biblici.

Un destino comune ai parenti di Maria: anche i nomi dei genitori Anna e Gioacchino, o della cugina Elisabetta, sono diventati oggetti di grande culto solo a fine Medioevo o in era moderna, specie dopo il Concilio di Trento. In quella occasione i nomi Maria e Giuseppe furono caldeggiati affinché parroci e genitori li imponessero ai neonati. Così il raro Giuseppe divenne sempre più frequente, addirittura il più diffuso a fine ’700, per tutto l’800 – con cognomi popolarissimi quali Garibaldi, Mazzini, Verdi – e fino a metà ’900.

di Enzo Caffarelli

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