San Giovanni Rotondo, la terra di Padre Pio

9 luglio 2014 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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Con i suoi sei milioni di fedeli all’anno, San Giovanni Rotondo (Foggia) è una delle mete di pellegrinaggio più visitate d’Italia e d’Europa. È in questa cittadina fondata nella seconda metà dell’anno Mille, che dal 1916 al 1968 visse san Pio da Pietrelcina, il frate cappuccino oggetto di grande venerazione e devozione popolare già in vita, grazie alle capacità taumaturgiche che gli venivano attribuite. Ed è qui che giungono pellegrini da ogni parte del mondo, in aereo, treno, automobile e autobus, chi per chiedere una grazia o una guarigione, chi per pregare, chi semplicemente per ripercorrere la vita di san Pio (che per molti continua a essere solo Padre Pio) pregando sui suoi luoghi.

Il fulcro della visita è la grande Chiesa Nuova di San Pio da Pietrelcina, progettata da Renzo Piano e inaugurata l’1 luglio 2004, dopo una decina d’anni di lavori. Per arrivare alla chiesa bisogna attraversare un grandissimo sagrato, capace di contenere fino a 30mila persone, costruito leggermente in discesa, con una piccola pendenza verso le porte del tempio, come a voler guidare il fedele sulla strada giusta. Il sagrato è ricco di simboli, che accompagnano i fedeli nella spiritualità del luogo e aiutano a farli entrare nella giusta disposizione d’animo per la visita che stanno per compiere.

Ci sono, per esempio, le dodici vasche con l’acqua che scorre attraverso piccole cascate, simbolo del fiume Giordano in cui è stato battezzato Gesù; i 24 alberi di ulivo, dodici dei quali rappresentano gli apostoli e altrettanti i profeti, simbolo dell’orto del Getsemani… La chiesa, con i suoi 6mila metri quadrati, è in grado di ospitare fino a 7mila fedeli ed è una delle più grandi d’Italia. Nella chiesa inferiore, costruita sotto al presbiterio di quella superiore e più piccola rispetto a questa, si trova la cripta dove il 19 aprile 2010 è stata traslata la salma di san Pio. I resti mortali, conservati in un’urna di vetro, sono custoditi nell’intercapedine del basamento centrale della chiesa inferiore.

Dal giugno 2013 la salma è in ostensione permanente, così i pellegrini possono pregare davanti alle spoglie del santo,  proclamato da Giovanni Paolo II il 16 giugno 2002, dopo il riconoscimento della guarigione miracolosa di un bambino di 7 anni di San Giovanni Rotondo, Matteo Pio Colella.

Ifedeli possono vedere l’umile cella
Fino al 2010, la salma di san Pio aveva riposato sotto un blocco monolitico del peso di 30 quintali nella cripta sotto il complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie, vicino alla grande Chiesa Nuova e formato dal convento dei cappuccini, da una chiesa antica e da una nuova, costruita per esplicito desiderio di Padre Pio per dare ospitalità ai fedeli che giungevano a San Giovanni Rotondo sempre più numerosi.

Il complesso è ancora luogo di pellegrinaggio soprattutto perché qui, protetta da un vetro, è visibile l’umile cella di Padre Pio, il luogo in cui il santo pregava, soffriva, si preparava alla messa, confessava e combatteva contro le tentazioni del demonio e dove morì, il 23 settembre 1968. La piccola, austera stanza contiene ancora il letto del santo, con sopra il crocifisso e, a fianco, un comodino su cui sono poggiate una statuina della Madonna e alcune immaginette sacre. Davanti al letto c’è una teca in cui sono conservate le pantofole usate dal cappuccino e le bombole di ossigeno che gli furono necessarie negli ultimi tempi di una vita che sin dall’infanzia fu tormentata da malattie, anche gravi.

Nella stanza sono conservati un tavolino con oggetti personali (tra questi guanti e calze sporchi di sangue e crosticine delle stimmate), un inginocchiatoio su cui è posato un fazzoletto usato per salutare i pellegrini dalla finestra e la poltroncina con i braccioli su cui riposava.

Nell’amato ospedale c’è il suo museo
Di fronte al complesso conventuale, c’è la Casa Sollievo della Sofferenza, ospedale nato con 250 posti letto, che oggi sono diventati circa 900. È uno dei punti di riferimento per la sanità nell’Italia meridionale. Fu lo stesso Padre Pio a decidere che fosse costruito: diceva che era necessario “curare contemporaneamente il corpo e l’anima di ogni uomo”, e definiva l’ospedale “la pupilla dei miei occhi”. La costruzione iniziò nel 1947, grazie anche a generose offerte arrivate da ogni parte del mondo, e terminò nel 1956. Oggi la Casa Sollievo è uno dei luoghi visitati dai pellegrini a San Giovanni Rotondo.

Prenotando (bisogna telefonare ai numeri 0882 410202 o 0882 410940), infatti, si può partecipare a un tour guidato che prevede anche la visita al piccolo museo al piano terra dell’ospedale, dove sono conservati oggetti, documenti e reliquie di Padre Pio, e oggetti legati alla storia della struttura come la prima moneta donata per la costruzione e i ferri usati negli interventi a cui fu sottoposto il frate di Pietrelcina.

Il pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo offre altri luoghi da visitare, anche non strettamente legati al culto di san Pio. In paese, per esempio, si possono visitare le chiese di Sant’Orsola, Santa Caterina (la più antica, costruita all’interno delle mura del nucleo antico della cittadina) e San Leonardo Abate, la chiesa matrice, cioè principale della città. A una trentina di chilometri da San Giovanni Rotondo, invece, può valere una visita il santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, costruito nel luogo della prima apparizione dell’angelo sul Gargano.

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Pio a Pietrelcina
Non solo San Giovanni Rotondo è luogo del culto di Padre Pio. Il santo, infatti, nacque (il 25 maggio 1887, con il nome di Francesco Forgione) a Pietrelcina (Benevento) e anche qui vengono moltissimi pellegrini. Si possono vedere la casa natale in vico Storto Valle, la casa in via Sant’Anna dove visse dal 1910 al 1916, e la chiesa di Sant’Anna dove ricevette Battesimo, Comunione e Cresima; qui, inoltre, da giovane sacerdote celebrava la messa, confessava ed ebbe le prime visioni di Gesù, di Maria e dell’Angelo Custode. Tra il 1910 e il 1912, il frate soggiornò anche nella Torretta, nel borgo antico. Alla masseria dei Forgione a Piana Romana, infine, sono conservati l’olmo sotto al quale ricevette per la prima volta le stimmate (settembre 1910), e il “seggiolone”, le pietre che facevano da panca mentre recitava il rosario.

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Le stimmate di San Pio da Pietrelcina
Le stimmate sono le piaghe nelle mani, nei piedi e nel costato di Gesù, provocate dai colpi inferti durante la Passione. Per estensione, con questo nome si indicano anche lesioni corporali che riproducono, in maniera completa o parziale, momentanea o permanente, quelle piaghe. Le stimmate di Padre Pio sono state a lungo oggetto di controversia e di critiche (secondo i suoi detrattori, era vittima di autosuggestione o si infliggeva da solo le ferite). La storia di Padre Pio racconta di una prima apparizione delle stimmate nel 1910. Le stimmate tornarono visibili nel settembre 1918 e alla sua morte non ne ve ne era più traccia.

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I pellegrinaggi di Wojtyla e Ratzinger
Entrambi i predecessori di papa Francesco si sono recati in visita a San Giovanni Rotondo. Karol Wojtyla ci andò due volte: la prima quando era ancora un giovane sacerdote di 28 anni, per incontrare Padre Pio; la seconda, il 23 maggio 1987 quando, già pontefice, trascorse la giornata nei luoghi di Padre Pio, celebrò la santa messa, incontrò i religiosi e le religiose delle famiglie francescane e i medici e i pazienti della Casa Sollievo della Sofferenza. Il 21 giugno 2009 è stata la volta di papa Benedetto XVI, che si è recato a San Giovani Rotondo per rendere omaggio a San Pio di Pietrelcina e per pregare sulla sua tomba a dieci anni dalla beatificazione e sette dalla canonizzazione. In occasione di questa sua visita, l’allora sindaco Gennaro Giuliano annunciò che, dopo Pietrelcina e Wadowice (luogo di nascita di Wojtyla), anche Marktl am Inn, città natale di papa Ratzinger, sarebbe stata gemellata con San Giovanni Rotondo.

di Tiziana Lupi

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