Salite con noi sull’elicottero di papa Francesco

23 maggio 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Francesco lo ha utilizzato anche lo scorso 10 maggio, quando si è recato in visita a Nomadelfia e a Loppiano: stiamo parlando dell’elicottero AgustaWestland VH139 (da pochi anni ha sostituito il precedente modello, Sikorsky SH-3D), in dotazione al 31° Stormo dell’Aeronautica Militare italiana, all’aeroporto militare di Ciampino a Roma.

In realtà gli aeromobili a disposizione del Santo Padre sono due, quasi gemelli. Il primo è quello ufficiale e si distingue per il quadro della Madonna di Loreto fissato all’interno della cabina per i passeggeri. Il secondo è, invece, un elicottero detto di back up (si legge “bek ap”), che in inglese vuol dire “di spalla, di scorta”, e può essere utilizzato qualora il primo non sia disponibile. 

L’elicottero ha nove posti e questa è una conformazione particolare richiesta alla ditta produttrice rispondendo alle esigenze dell’Aeronautica Militare. Solitamente questo modello di elicottero (considerato di medie dimensioni) ha infatti una quindicina di posti. All’interno spicca la presenza di una poltrona più grande. Il rivestimento del suo poggiatesta è decorato con uno stemma della Santa Sede ricamato: questo è il posto di papa Francesco.

La poltrona del Papa si differenzia dalle altre anche per un altro dettaglio: le sue cinture di sicurezza. Qui non ci sono le classiche cinture che si mettono sulle spalle (e che ci sono sugli altri sedili): c’è una cintura che si lega in vita, come quelle che si trovano nei sedili degli aerei, e che quindi garantisce più comodità al Santo Padre. 

IL PICCOLO ELIPORTO CHE SI TROVA ALL’INTERNO DEI GIARDINI VATICANI

Come sappiamo, all’interno dei Giardini Vaticani si trova un eliporto ed è da qui che decolla l’elicottero del Papa. Questa struttura fu voluta da papa Paolo VI nel 1976 e venne costruita su uno dei bastioni delle mura leonine all’estremità occidentale del piccolo Stato. La piazzola per l’atterraggio in cemento è lunga 25 metri e larga 18 metri. Accanto a questa ve n’è una seconda utilizzata per la sosta. Oltre a essere utilizzato da papa Francesco, l’eliporto accoglie gli aeromobili dei capi di Stato che giungono in visita; negli ultimi anni, poi, è stato ulteriormente potenziato ed è diventato una base d’appoggio anche per gli elicotteri dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Come tutti gli oggetti dei giorni nostri utilizzati nella Città del Vaticano, anche l’eliporto ha la sua denominazione in latino, lingua ufficiale: “Portus Helicopterorum Civitatis Vaticanae”.

di Matteo Valsecchi

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