Sacra Sindone, è iniziata l’Ostensione

26 aprile 2015 Foto e video story

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18/04/2015 Torino, ostensione della Sindone, monsignor Cesare Nosiglia arcivescovo di Torino (credits: Agf)

18/04/2015 Torino, ostensione della Sindone, monsignor Cesare Nosiglia arcivescovo del capoluogo piemontese (credits: Agf)

Eccola! Alle 11 di domenica 19 aprile, nella cattedrale di San Giovanni Battista, duomo di Torino, è cominciata la nuova Ostensione della Sindone, concessa da papa Francesco per il bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco. Preceduta sabato da una visita riservata alle autorità civili ed ecclesiali, l’Ostensione è iniziata con la messa celebrata da monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e custode pontificio della Sindone.

Il Telo è stato in mostra alle spalle dell’altare, di fronte agli occhi dei fedeli, contenuto in una teca super-tecnologica (fronte in cristallo multistrato; chiusura stagna; all’interno condizioni stabili di pressione, umidità e temperatura). Fedeli giunti a migliaia: erano ben 15mila, domenica, e il duomo non poteva contenerli tutti, così tantissimi hanno seguito la funzione sul sagrato.

Con loro, un numero altrettanto eccezionale di donne e uomini impegnati a garantire che tutto si svolgesse nel modo più tranquillo e fluido: 500 poliziotti (d’ora in poi saranno così tanti nei giorni più “affollati”: negli altri giorni saranno al lavoro “solo” 300 agenti) e 4.500 volontari, con il “contorno” di otto impianti metal detector simili a quelli usati negli aeroporti per controllare il contenuto di borse e bagagli e verificare che nessuno porti armi, e l’ulteriore sicurezza del divieto a chiunque di sorvolare il centro di Torino.

Nel pomeriggio l’inizio delle visite
Alle quattro del pomeriggio, finalmente, sono iniziate le visite dei pellegrini al Sacro Lino. Lungo i circa 850 metri del percorso obbligato di visita, che parte dai Giardini Reali e giunge – in un’ora circa – di fronte alla teca con il Telo (qui ci si potrà fermare dai tre ai cinque minuti) si sono avviati i primi fedeli di quel fiume che nei 67 giorni di ostensione giungerà a Torino. In questo momento si registra già un milione di prenotazioni, l’11 per cento delle quali è stato fatto dall’estero.

Il pellegrino più atteso, comunque, è proprio papa Francesco, che sarà in città il 21 e 22 giugno, giorni nei quali le visite alla Sindone dovrebbero essere sospese. Il Santo Padre pregherà di fronte al Telo domenica 21 giugno, alle 9.15: giungerà alla teca a piedi, entrando in cattedrale dal portale centrale, dopo aver fatto il primo discorso della sua visita. Alle 10, poi, si sposterà in piazza Vittorio Veneto dove celebrerà la Messa per i fedeli della diocesi.

Le cose da sapere per visitarla
L’Ostensione durerà fino a mercoledì 24 giugno. Le visite sono possibili tutti i giorni, dalle 7.30 alle 19.30; iniziano con un percorso di “avvicinamento” e, dopo una breve preparazione (vengono proiettate immagini con dettagli del sudario), si entra in Cattedrale. Il percorso è quasi tutto al coperto.

La visita si può fare soltanto su prenotazione, che è gratuita e si fa o su Internet al sito www.sindone.org (dove si trovano anche tutte le informazioni su servizi ed eventi legati all’Ostensione) o telefonando al numero 011 5252550.

Malati e disabili hanno a disposizione strutture di ospitalità realizzate in collaborazione con il Sermig, il Cottolengo e la Asl Torino1.

Che cos’è e dov’è la sacra Sindone
La Sindone è un telo di lino lungo circa 4,40 metri e largo 1,10 metri, e sarebbe il sudario di Gesù Cristo, il telo nel quale fu avvolto prima di essere deposto nel sepolcro. La sua autenticità è sostenuta da molti studi e ricerche, ma non può ancora considerarsi provata del tutto: ciò non toglie nulla al significato che riveste per i credenti.

La Sindone è a Torino dal 1578; dal 1694 al 1993 la sua “casa” è stata una cappella costruita tra il Duomo e il Palazzo Reale; dal 1993 in pratica è sempre stata conservata in Duomo, dov’era stata messa inizialmente per fare restauri nella cappella e dov’è rimasta quando un incendio, nel 1997, ha ulteriormente danneggiato la cappella.

 

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