I 5 anni di papa Francesco, riviviamo il Conclave

11 marzo 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Martedì 12 marzo 2013: i cardinali entrano nella Cappella Sistina: inizia il conclave. Quel giorno è prevista una sola votazione, nel pomeriggio.

Dal 13 in poi ne sono previste quattro al giorno. 

I cardinali elettori sono 115, dopo la rinuncia dello scozzese Keith Michael Patrick O’Brien e del gesuita indonesiano Julius Darmaatmadja.

La delegazione italiana è la più numerosa: 28 cardinali; 20 creati da Benedetto XVI e 8 da Giovanni Paolo II. 

L’arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio siede in seconda fila sul lato sinistro. 

Due le candidature più forti: Angelo Scola, arcivescovo di Milano, e Odilo Pedro Scherer di San Paolo del Brasile.

Alle votazioni i cardinali, uno per volta, pronunciano la formula: «Testor Christum Dominum, qui me iudicaturus est, me eum eligere, quem secundum Deum iudico eligi debere», cioè: Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto.

La prima votazione è dispersiva: le preferenze si dividono su dieci candidati. Per Bergoglio una ventina di voti circa.

La sera della prima giornata di conclave Jorge Mario Bergoglio cena a Casa Santa Marta (dove alloggiano i cardinali) insieme al cardinale Leonardo Sandri, anche lui argentino, che gli dice: “Preparati”. Quella notte il futuro pontefice dorme poco, forse consapevole di ciò che sta per accadere.

Fumata nera anche la mattina del 13 marzo, ma Bergoglio, con più di cinquanta preferenze, è già il più votato. 

Durante il pranzo gli avversari giocano un’ultima carta: qualcuno mette in giro la voce che a Bergoglio manca un polmone, dunque non è adatto per un incarico gravoso come il pontificato. 

Alla quinta votazione si verifica un incidente di percorso: nell’urna ci sono 116 schede, una in più. Votazione annullata.

Alle 18.50, nella sesta votazione,  Jorge Mario Bergoglio viene eletto Papa con quasi 90 voti (il quorum, cioè il minimo per essere eletto, era di 77). 

Dal camino sul tetto della Sistina esce la fumata bianca.

Seduto accanto a lui, il cardinale brasiliano Hummes lo incoraggia e gli raccomanda di non dimenticarsi dei poveri: in questo momento il nuovo Papa decide che si chiamerà Francesco.

Alle 20.12 il protodiacono, cardinale Jean Louis Touran pronuncia l’Habemus Papam. Dodici minuti dopo papa Francesco si affaccia alla loggia centrale della basilica di San Pietro: la Chiesa Cattolica ha il suo 266° pontefice.

ECCO LE PRIME PAROLE PRONUNCIATE DA BERGOGLIO DOPO ESSERE DIVENTATO PAPA

Fratelli e sorelle, buonasera!

Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra
che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo… Ma siamo qui… 

Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.

E adesso incominciamo questo cammino: vescovo e popolo. 

Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. 

Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi:
l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. 

Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio cardinale vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!

E adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché
mi benedica
: la preghiera del popolo, chiedendo la benedizione per il suo vescovo. 

Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me. 

Adesso darò la benedizione a voi e a tutto il mondo, 

a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. 

Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!

di Tiziana Lupi

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