Renzi in udienza privata da Papa Francesco

13 dicembre 2014 Foto e video story

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Mezz’ora in privato, prima del saluto della delegazione governativa (credits: Agf)

Il colloquio privato tra il premier Renzi e il Papa è durato mezz’ora (credits: Agf)

L’altra volta mia figlia aveva portato un disegno del Papa vestito di azzurro, così i fratelli le hanno detto: “Perché lo hai fatto azzurro? Sembra il grande Puffo, quindi stavolta niente disegno!». È iniziato così, in un clima di grande confidenza e cordialità, il colloquio ufficiale tra Matteo Renzi e papa Francesco, sabato 13 dicembre.

La seconda volta del premier Renzi
Il premier era già stato in udienza privata dal Pontefice a Casa Santa Marta il 4 aprile scorso, con tutta la famiglia, poco dopo essere stato nominato presidente del Consiglio. Ma si era trattato di un incontro informale, tanto che Renzi era arrivato in Vaticano addirittura guidando l’auto da solo.

Anche questa volta il capo del governo era accompagnato dalla moglie Agnese e dai figli Francesco, Emanuele ed Ester, ma il protocollo è stato quello delle grandi occasioni: con Renzi c’erano il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio e l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco.

L’udienza si è svolta, come di  consueto per i capi di Stato e di governo, nella sala della biblioteca al secondo piano del Palazzo Apostolico. Renzi ha scherzato anche sul cerimoniale: «Sono mortificato di fare errori sul protocollo, ma l’altra volta il Papa mi ha autorizzato a sbagliare», ha detto il premier di fronte a giornalisti e fotografi, mentre Bergoglio sorrideva divertito.

Il colloquio è durato mezz’ora e sono stati affrontati numerosi temi di politica interna e internazionale: la crisi economica e la disoccupazione, l’importanza dell’educazione, l’impegno dell’Europa per la pace e la situazione in Medio Oriente.

Al termine dell’incontro sono entrati nella sala della biblioteca i famigliari di Renzi e i membri del governo per le presentazioni di rito e lo scambio dei doni. Il premier ha donato a papa Francesco una scatola di vini. Il presidente del Consiglio ha spiegato che «tutti i prodotti dell’Italia sono buoni», ma in questa particolare occasione sono stati scelti dei vini toscani, come il Vin Santo e il Chianti. «Abbiamo portato il Vin Santo per la Messa e non solo», ha detto Renzi sorridendo, e ha aggiunto: «Sono quelli che piacciono a mia mamma». Nella confezione c’era anche una bottiglia d’olio.

“Lui ha vinto il campionato!”
Il Pontefice, invece, ha donato al premier un medaglione raffigurante San Martino che cede il mantello al mendicante: «Un’immagine di pace», ha spiegato il Papa. Agli altri componenti della delegazione il Pontefice ha donato rosari e medaglie.

Quando è stato il turno di Del Rio, Renzi ha sottolineato che il sottosegretario e la moglie «hanno nove figli, mentre noi compensiamo con tre». E Bergoglio ha commentato: «Lui ha vinto il campionato e la Champions League!». «Grazie di cuore», ha detto il capo del governo prima di congedarsi dal Pontefice e Bergoglio di rimando: «No, grazie a lei».

Quindi il premier, prima di lasciare il Vaticano, ha incontrato il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, e il segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Dominique Mamberti per discutere dei rapporti tra Santa sede e Stato italiano.

di Ignazio Ingrao

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