Reliquie e culto di santi e beati

27 novembre 2014 Foto e video story

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Il braccio destro  di Giovanni Battista, con cui battezzò Gesù, è venerato nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Siena (credits: Getty Images)

Il braccio destro di Giovanni Battista, con cui battezzò Gesù, è venerato nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Siena (credits: Getty Images)

In questa serie di articoli dedicati alle reliquie abbiamo parlato di Gesù, di Maria e Giuseppe, dei Re Magi, degli Evangelisti e degli Apostoli. In quest’ultima puntata, invece, vedremo dove si trovano le spoglie, o parti di esse, di alcuni santi, a rappresentarli tutti, sapendo che un “censimento” sarebbe davvero impossibile. La sorte del corpo di san Giovanni Battista – la cui vita è legata a quella di Gesù, di cui era per altro cugino – è ben rappresentativa di quel che accadde ai corpi di tanti santi: furono divisi proprio per creare molte reliquie.

Il corpo del Battista e le mille reliquie
Secondo la tradizione più accreditata, dunque, la testa del Battista sarebbe conservata a Roma, nella chiesa di San Silvestro in Capite (dal latino “caput”, cioè testa) dove sarebbe stata portata da papa Innocenzo II nel XII secolo. Il cranio, però, è privo della mandibola, conservata nel Museo del Colle del Duomo di Viterbo. Del Battista si venerano anche, tra le altre reliquie, il braccio destro (dal quale Gesù ricevette il battesimo sulle rive del fiume Giordano) nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Siena; le mani (una è nella parrocchia di San Giovanni Battista a Rapagnano, nelle Marche, l’altra è nel monastero di Cetinje, in Montenegro); un dito (nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze); un dente (nel Duomo di Monza) e persino il piatto in calcedonio (di epoca romana) sul quale sarebbe stata portata a Erode la testa del Battista (nel Tesoro della cattedrale di San Lorenzo a Genova).

Il sacro velo di Agata a difesa dell’Etna
Anche il corpo di sant’Agata è stato suddiviso in più reliquiari, custoditi quasi tutti nella cattedrale di Catania. Tra questi, c’è quello contenente una mammella (uno dei simboli del suo martirio; l’altra sarebbe conservata a Galatina, in provincia di Lecce) e il sacro velo, segno della consacrazione della vergine Agata al Signore, venerato dai fedeli come protezione contro la minaccia dell’Etna. Sempre in Sicilia, a Paternò (Catania), si trovano le reliquie di santa Barbara: un braccio, la mascella, i denti e una parte della testa. Il resto del corpo si troverebbe nell’oratorio delle chiesa di San Martino, a Burano, isola della laguna veneta.

Proprio a Venezia, invece, nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, è conservato un piede di Santa Caterina da Siena le cui reliquie principali riposano nella basilica di San Domenico a Siena: qui è possibile venerare la Sacra Testa che, dopo essere stata staccata dal corpo (sepolto a Roma), fu trasportata in Toscana in una borsa di seta conservata nella sua casa-santuario. La mano della Santa, con i segni delle stimmate, è custodita nel monastero del Santo Rosario a Roma, mentre nella chiesa di Santa Cristina, a Pisa, si trova il crocifisso che, secondo la tradizione, le diede le stimmate e il frammento di una scapola.

Ancora in Veneto, a Padova, nella basilica a lui intitolata, si trovano le spoglie di sant’Antonio: oltre al corpo deposto nell’Arca, venerata da milioni di fedeli, preziosi reliquari custodiscono la lingua (ritrovata intatta), il mento e l’apparato vocale. Reliquie sparse anche per san
Biagio: sono più di venti i paesi e le città italiane che rivendicano il possesso di frammenti del suo corpo, che in parte è custodito a Venezia, nell’Arciconfraternita della Scuola Grande a lui intitolata, e in parte a Maratea (Potenza). Dall’estero giunsero le reliquie di sant’Antonio abate: il santo è sepolto ad Arles, in Francia, ma esisterebbero frammenti di ossa a Novoli (Lecce). Concludendo, bisogna ricordare che non esistono solo reliquie di santi dell’antico passato, ma anche di santi e beati dei nostri tempi.

Leggendo questi nostri articoli sulle reliquie, per esempio, la famiglia di Odoardo Focherini, Giusto tra le Nazioni, morto nel 1944 nel campo di concentramento tedesco di Hersbruck, dov’era stato rinchiuso per aver aiutato molti ebrei perseguitati, ci ha ricordato che del beato emiliano si conservano la fede nuziale (nella chiesa della Sagra a Carpi, sua città natale) e un pezzo di un suo vestito nella chiesa di
Cellentino in Val di Pejo (Trento).

di Tiziana Lupi

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