Quanti sono i “dipendenti” di papa Francesco!

6 novembre 2015 Gente di Francesco, News

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45 dipendenti papa OR

Credit Osservatore Romano

i sono delle occasioni nelle quali il difficile “mestiere” del Papa assomiglia un po’ a quello di un amministratore delegato.

È accaduto nei giorni scorsi quando Francesco ha dovuto scrivere al Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, una lettera relativa alle assunzioni e ai trasferimenti di personale laico che lavora in Vaticano.

Le finalità della Chiesa sono spirituali, ma per raggiungerle c’è bisogno degli uomini, perciò Santa Sede e Stato della Città del Vaticano hanno un numero di dipendenti che li possono far assomigliare a una grande azienda.

Si tratta di cardinali, vescovi, ma soprattutto sacerdoti, religiosi, suore e moltissimi laici. Basti pensare che attualmente i dipendenti della Santa Sede sono 2.880, suddivisi in 64 enti tra congregazioni, pontifici consigli, nunziature, uffici e vari dicasteri. A essi si sommano 1.930 dipendenti dello Stato della Città del Vaticano. Per un totale di 4.810 persone. 

È una vera e propria città sparsa tra i Sacri Palazzi intorno alla basilica di San Pietro e via della Conciliazione. Ma anche, sempre nella capitale, negli edifici del Vaticano a San Callisto, nel quartiere di Trastevere e nel palazzo del Laterano, a fianco dell’omonima basilica.

Solo poche centinaia di questi dipendenti, tuttavia, abitano entro i confini dello Stato della Città del Vaticano. Gli altri vi si recano solo per lavorare. Non occorre portare con sé ogni giorno il passaporto, bensì uno speciale tesserino di riconoscimento che va mostrato nei varchi di ingresso (porta sant’Anna, ingresso del Petriano, portone di Bronzo, Porta del Perugino, arco delle Campane) alle guardie svizzere e al personale della gendarmeria.

Si va dai semplici uscieri ai capi ufficio, tecnici informatici, infermieri, postini, tipografi, giornalisti, avvocati, dirigenti e funzionari.

Il Papa ha scritto questa lettera per ricordare che, nonostante sia in corso un processo di riforma della Curia, restano in vigore le norme applicate finora, in particolare il “Regolamento per il personale dirigente laico della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano” e il “Regolamento della Commissione indipendente di valutazione per le assunzioni di personale laico presso la Sede apostolica”.

Ai dipendenti del Vaticano non si applica la legislazione italiana, ma una normativa speciale. Anzitutto dal punto di vista fiscale. Gli stipendi del personale laico in Vaticano variano in media da un minimo di circa 1.200 euro fino ai 2.400-2.500 euro per i livelli più alti, tranne alcune eccezioni particolari dovute all’anzianità e alle funzioni ricoperte.

E sono tutti esentasse poiché in Vaticano non c’è imposizione fiscale. I dipendenti hanno facoltà di aprire un conto corrente all’Istituto per le Opere di Religione (o Ior, la banca del Vaticano) dove viene loro accreditato lo stipendio.

Ma anche per loro purtroppo è arrivato il tempo di revisione delle spese. Il cardinale George Pell, prefetto della Segreteria per l’Economia ha preparato, infatti, un piano di tagli e di risparmi. 

Molti pensano, infatti, che la Santa Sede sia ricchissima. In realtà il bilancio del 2014, così come quello dell’anno precedente, ha registrato un deficit di 25,6 milioni di euro. 

Per riportarlo in pareggio sono state stabilite delle misure che riguardano anche il personale, a cui fa riferimento la lettera del Papa: blocco delle assunzioni di nuovi impiegati e pensionamenti, cercando di rispettare le necessità di ciascuno.

I dipendenti vaticani godono di una serie di benefici, oltre quelli fiscali. Anzitutto l’assistenza sanitaria gratuita, garantita dal Fondo di assistenza sanitaria della Curia romana, che ha un ambulatorio e un gabinetto di analisi per tutti i dipendenti.

Inoltre hanno un fondo-pensioni vaticano. E tutti, anche coloro che abitano fuori dalle mura, possono fare acquisti nei negozi del Vaticano risparmiando l’Iva. C’è un fornito supermercato, un negozio di abbigliamento, orologi, tabacchi, articoli per la casa e computer ospitato nei locali della vecchia stazione ferroviaria del Vaticano. E vi sono alcune pompe di benzina assai convenienti.

In Vaticano non ci sono sindacati, però c’è un’associazione di tutti i lavoratori e c’è l’Ufficio per il lavoro della sede apostolica per dirimere le eventuali controversie. Ai dipendenti, al momento dell’assunzione, viene richiesto il certificato di battesimo e una lettera di presentazione del parroco o del vescovo. In diversi uffici, soprattutto nei dicasteri pontifici, ogni giorno alle 12 tutti i dipendenti recitano l’Angelus.

di Ignazio Ingrao