Quanta tenerezza per nonno Francesco!

30 novembre 2016 Mondo di Francesco

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Credit Osservatore Romano

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Quando c’è un’udienza, che sia in piazza oppure in Aula Paolo VI, come quella con i 7mila giovani volontari del Servizio Civile Nazionale di sabato scorso, nonno Francesco non perde occasione per illuminare i cuori dei bambini con i suoi sorrisi e la sua tenerezza.

Lo abbiamo visto anche questa settimana. Prima, all’ingresso nella Sala Nervi, una carezza sulla guancia di una bimba sollevata dalla sua mamma. Poi, al termine del suo intervento, un’altra simpaticissima scenetta: papa Bergoglio è sceso dal palco per i consueti saluti e in quel momento una bambina di appena pochi mesi si è messa a giocare con la croce che il Santo Padre tiene al petto, sotto gli occhi divertiti della mamma e dello stesso Francesco il quale si è prestato al gioco.

In mezzo, c’è stato il discorso con cui il Pontefice ha reso omaggio all’importante lavoro che i volontari del Servizio Civile (che venne istituito 15 anni fa) fanno tutti i giorni: «Con il vostro servizio, voi siete chiamati a svolgere una funzione critica nei confronti delle prospettive contrarie all’umano e una funzione profetica che mostri quanto sia possibile agire in modo diverso e non egoistico.

Sicuramente la strada del servizio va controcorrente rispetto ai modelli dominanti, ma in realtà ognuno di noi si sente contento e realizzato solo quando è utile per qualcuno. Vi invito a camminare su questa strada e a prendere come modello perfetto di umanità Gesù, che ha fatto posto agli altri in sé stesso fino a donare la sua vita. Voi siete una forza preziosa e dinamica del Paese: il vostro apporto è indispensabile per realizzare il bene della società», ha detto Bergoglio.

Un invito è stato rivolto anche alle istituzioni, rappresentate dal ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti. «Le istituzioni devono essere sempre più promotrici di un vero spirito solidale. Il grado di civiltà di un popolo, infatti, si misura in base alla capacità di rispettare e promuovere i diritti di ogni persona, a partire dai più deboli», ha concluso il Papa.

di Antonella Silvestri

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