Quando papa Francesco provoca per farsi capire meglio

22 luglio 2017 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Non è un caso che vari incontri e convegni si siano tenuti ultimamente sul tema “Le provocazioni di Papa Francesco”. Il Pontefice non rinuncia ad esempi e frasi provocatorie per rafforzare il suo messaggio e richiamare ai più autentici doveri del cristiano. Originariamente, “provocare” significava “invitare alla lotta, sfidare al combattimento o a un duello”. Il verbo era già latino col valore di “chiamare fuori”. E cosa fa papa Francesco se non invitare continuamente i cristiani a uscire dall’anonimato, dalla pigrizia, dall’immobilità, a lasciare case e chiese per incontrare gli altri, lottando e combattendo per il prossimo? Del resto il Pontefice ci provoca con le sue stesse scelte di vita. La normalità, l’umiltà, la misericordia, la vicinanza: con le telefonate, le lettere, gli abbracci. Ecco alcuni esempi che i fedeli e i ministri della Chiesa non possono dimenticare.


APRITE LE CHIESE

Papa Francesco ammonisce i sacerdoti: i fedeli devono poter entrare in chiesa in qualsiasi momento. Le chiese chiuse dovrebbero chiamarsi musei.

A me fa male al cuore quando vedo l’orario nelle parrocchie, poi non c’è porta aperta, non c’è prete, non c’è diacono, non c’è laico”  

Giubileo dei Diaconi, 28 maggio 2016

MATRIMONIO: PER SEMPRE O NIENTE

Il sacramento del matrimonio non può essere a tempo. Non esiste l’amore a puntate, a porzioni, dice Francesco. Piuttosto… evitate di sposarvi.

Bisogna poter vivere l’amore matrimoniale per sempre. Non come alcuni dicono “finché dura l’amore”. No, per sempre! Altrimenti è meglio che non ti sposi. O per sempre, o niente”  

Udienza generale, 21 giugno 2017

ABORTO DA PERDONARE MA… 

Papa Francesco ha autorizzato tutti i sacerdoti a perdonare i peccati di aborto commessi da fedeli pentiti. Ma sul peccato in sé non transige.

“L’aborto non è un “male minore”. È un crimine. È un fare fuori uno per salvare un altro. È quello che fa la mafia. È un male assoluto”  

Conferenza stampa nel viaggio di ritorno dal Messico, 17 febbraio 2016

SIATE UMILI DINANZI AGLI OLTRAGGI

Il Papa chiede di resistere alle provocazioni senza lasciarsi prendere dalla tentazione della violenza.

“Il tempo ci fa vedere il giusto delle cose e le mette in armonia, perché se tu reagisci nel momento della furia, è sicuro che sarai ingiusto. E farai anche molto male a te stesso”  

Omelia Casa Santa Marta, 17 aprile 2015

LA BIBBIA COME IL TELEFONINO

Un confronto che fa davvero riflettere: quello fra uno strumento moderno e il testo sacro per eccellenza.

“Qualcuno ha detto: cosa succederebbe se trattassimo la Bibbia come trattiamo il cellulare? Se la portassimo sempre con noi? Se l’aprissimo diverse volte al giorno; se leggessimo i messaggi di Dio come leggiamo i messaggi del telefonino, cosa succederebbe? Il paragone è paradossale, ma fa riflettere”  

Angelus, 5 marzo 2017

NIENTE PRÌNCIPI NELLA CHIESA

Da papa Francesco è costante il monito a sacerdoti, vescovi, cardinali perché non siano vanitosi e superbi.

Gesù Cristo non ci vuole come prìncipi che guardano in modo sprezzante, ma come uomini e donne del popolo”  

Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, 24 novembre 2013

RICCHEZZA E CORRUZIONE

Sono continui i richiami del Papa a non usare i beni in modo egoistico: Francesco arriva a usare la parola “morte”. 

“La ricchezza e il potere possono essere buoni e utili al bene comune. Ma quando vengono vissuti come privilegio, con egoismo e prepotenza, si trasformano in strumenti di corruzione e morte”  

Udienza generale, 24 febbraio 2016

LA DOPPIA VITA

Una netta condanna dei “sepolcri imbiancati” che appaiono belli solo all’esterno.

C’è chi dice: “Io sono un benefattore della Chiesa! Metto la mano in tasca e do alla Chiesa”. Ma con l’altra mano, ruba: allo Stato, ai poveri. È la doppia vita. E questo merita, lo dice Gesù, che gli mettano al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare”  

Omelia Casa Santa Marta, 11 novembre 2013

di Enzo Caffarelli

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