Pompei, è vicina la visita del Papa al santuario

15 marzo 2015 Foto e video story

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Il Santo Padre durante la visita a Caserta, 26/07/2014 (credits: Getty Images)

Il Santo Padre durante la visita a Caserta, 26/07/2014 (credits: Getty Images)

Ancora pochi giorni e papa Francesco si rimetterà in viaggio: questa volta andrà a Napoli e Pompei. E proprio nella cittadina che ospita il celebre santuario il Pontefice incontrerà monsignor Tommaso Caputo, che di Pompei è Arcivescovo, nonché Delegato Pontificio: «Il nostro cuore esulta di gioia all’avvicinarsi del 21 marzo, giorno in cui il nostro amato Francesco sarà qui per affidarsi alla Madonna del Rosario!», dice con entusiasmo monsignor Caputo.

D’altra parte, Pompei è un po’ come se fosse una seconda casa per il Papa. Spiega l’Arcivescovo campano: «Il santuario e le Opere di Carità annesse appartengono alla Santa Sede a cui furono donate dal fondatore, il beato Bartolo Longo. Il santuario di Pompei è, perciò, del Pontefice. Questo spiega, dunque, perché sia necessaria la presenza di un Delegato Pontificio».

In preghiera per il papa e per noi stessi
Il viaggio di Francesco a Pompei, in realtà, è “cominciato” quasi due anni fa. Infatti, a poche settimane dalla sua elezione, il 28 marzo 2013, l’arcivescovo di Pompei gli aveva scritto una prima lettera per invitarlo a far visita alla Vergine del Rosario.

Finalmente quel momento sta arrivando e in queste ore i preparativi fervono: «Come possiamo e dobbiamo prepararci a quest’evento che, pur nella sua brevità, è davvero importante per noi devoti della Madonna di Pompei? Innanzitutto, pregando per il Santo Padre, così come lui chiede sempre durante i suoi incontri. Poi, pregando anche per noi stessi, perché il nostro cuore possa essere pronto a ricevere le grazie che, attraverso il Papa, Dio vorrà elargirci. Soprattutto, intensificando il nostro impegno verso i fratelli, perché sappiamo che l’amore a Dio non può essere disgiunto dall’amore per il prossimo».

Preghiera e azione segnano il pontificato di papa Francesco, che simbolicamente ha voluto iniziare il suo nuovo viaggio pregando. «Il nostro santuario sarà la “porta della preghiera” del viaggio in Campania del Santo Padre. Il Papa ci parlerà attraverso un gesto che è fin troppo eloquente: pregare davanti al quadro della Vergine del Rosario e affidare a Maria, madre e modello della Chiesa, la nostra vita».

C’è un legame tra Francesco e Pompei
L’arcivescovo individua anche vari punti di contatto tra Francesco e il beato Bartolo Longo, fondatore del santuario. «Le Opere di Carità che Longo ha fondato testimoniano il suo impegno per i poveri, gli ultimi, gli emarginati », con lo stesso spirito che ha dimostrato di possedere anche il Papa. «Un impegno che dobbiamo fare nostro, continuando a sostenere le iniziative di carità del santuario che sempre più vuole essere “chiesa in uscita”, secondo la bella espressione di Francesco».

Longo, inoltre, era solito distribuire ai migranti che partivano da Napoli per le Americhe  immaginette della Madonna di Pompei (a cui è dedicata una chiesa di Buenos Aires). E come sappiamo la devozione mariana nella famiglia Bergoglio (partita dal Piemonte) era molto sentita.

Oggi, quindi, Francesco «potrà constatare come quella devozione si realizzi ogni giorno in carità concreta per i fratelli bisognosi, attraverso le case famiglia, l’accoglienza delle ragazze madri con i loro bambini, la cura delle anziane, il recupero dei tossicodipendenti, la mensa quotidiana per i poveri e l’educazione dei figli dei carcerati nei centri diurni. Che la Vergine del Santo Rosario di Pompei benedica questi nostri propositi!».

di Adriano Alimonti

 

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