Per il Papa il vino non è importante solo a Messa

7 febbraio 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Anche nel recente viaggio in Cile e Perù, tra una messa con migliaia di persone e un incontro più intimo con le autorità politiche o religiose, il papa Francesco ha potuto trovare momenti di riposo e convivialità. Come ad esempio i pranzi e le cene nelle Nunziature apostoliche, presso i santuari o gli istituti in cui è stato ospitato. E sulla sua tavola, il vino, frutto nobile della terra, non è mai mancato. 

Bianco, rosso, rosato, secco o dolce, il vino è un alimento vero e proprio con caratteristiche nutritive importanti. Perfetto per accompagnare ed esaltare i sapori dei cibi e se assunto con moderazione ha effetti benefici sulla salute. Ma il nettare d’uva è da sempre, ce lo raccontano anche i Vangeli, l’ingrediente distintivo di ogni festa che si rispetti. In effetti, pescando qua e là nella predicazione di Bergoglio, non è raro trovare riferimenti positivi sul tema: «Il vino più è vecchio, più migliora!» aveva detto il Papa riferendosi alle qualità della vecchiaia, mentre parlando della comunicazione dei sacerdoti, il Pontefice aveva affermato che essa deve essere come «Olio profumato per il dolore e vino buono per l’allegria». Proprio sul legame forte tra vino e gioia si era soffermato ancora commentando la parabola delle nozze di Cana, in cui Gesù compie il suo primo miracolo, trasformando l’acqua in vino da mettere sulla tavola per gli invitati a un banchetto nuziale, e aveva scherzato così: «Ricordate il miracolo delle nozze di Cana? A un certo punto il vino viene a mancare e la festa sembra rovinata. Immaginatevi di finire la festa bevendo tè … Senza vino non c’è festa!».

Il Papa, lo ha confermato lui stesso, non è astemio, ma beve “poco, anzi pochissimo” tutti i tipi di vino, ma predilige quello italiano. D’altra parte, suo nonno prima di emigrare era un vignaiolo lì a Portacomaro in provincia di Asti, terra di ottimo Grignolino, e deve avergli trasmesso la cultura, l’amore, i sacrifici che stanno dietro a un buon bicchiere. Non dimentichiamoci che il vino ha un ruolo fondamentale nell’Eucarestia, dove simboleggia il sangue di Cristo versato per salvare l’umanità. Nell’Ultima Cena, Gesù infatti dopo aver spezzato il pane, prende il calice e dice agli apostoli “bevetene tutti”. Quei gesti da oltre 2mila anni si ripetono in ogni celebrazione eucaristica, proprio in memoria di Cristo. Va detto però che mentre per una festa qualsiasi possiamo scegliere il vino che vogliamo, quello usato durante la messa, come stabilisce la Lettera circolare “sul pane e il vino per l’Eucaristia” deve rispettare alcuni parametri: “deve essere naturale, del frutto della vite, genuino, non alterato, né commisto a sostanze estranee”. Occorre fare attenzione inoltre che “sia conservato in perfetto stato e che non diventi aceto”.

IL PARERE DEL CARDIOLOGO

Per conoscere alcuni aspetti del vino abbiamo sentito il dottor Ciro Fusco, cardiologo romano. «Il vino è una bevanda alcolica e quindi va consumato in quantità moderate. Bisogna limitarsi a due bicchieri scarsi al giorno per l’uomo e uno per la donna, meglio nei pasti principali e mai a stomaco vuoto. Il vino fa bene soprattutto alla salute del sistema cardiovascolare». Ecco i principali effetti:

Ha un effetto antiossidante per le cellule e antinvecchiamento.

Può ridurre colesterolo, trigliceridi e glicemia basale (cioè a digiuno), fattori 

di rischio infarto.

Previene la formazione di trombi, parziali occlusioni nei vasi sanguigni come le arterie.

Fa bene alle ossa, le rinforza e aiuta a contrastare l’osteoporosi. 

è un aiuto nella prevenzione delle malattie reumatiche: tale beneficio sarebbe dovuto a sostanze che contrastano l’infiammazione.

Infine previene alcune demenze, come il morbo di Alzheimer e altre malattie del sistema nervoso. 

di Cecilia Seppia

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