La passione di Gesù nelle parole del Santo Padre

3 aprile 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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La celebrazione della Passione di Gesù, ma anche del martirio dei troppi cristiani che nell’ultimo periodo stanno perdendo la vita in nome di un’assurda guerra di religione. A presiederla, nella basilica Vaticana, è stato papa Francesco e non abbiamo potuto fare a meno di emozionarci nel vederlo sdraiato in terra, davanti alla Croce, per un lungo minuto.  Come previsto, non è stato il Pontefice a tenere l’omelia, ma il predicatore della Casa Pontificia: il francescano cappuccino Raniero Cantalamessa.

Il perdono e l’amore vincono sempre
Le sue parole sono risuonate nel silenzio della basilica quando, riferendosi alla Passione secondo Giovanni, ha detto: «Quanti “Ecce homo” nel mondo! Quanti prigionieri che si trovano nelle stesse condizioni di Gesù nel pretorio di Pilato: soli, ammanettati, torturati, in balia di militari rozzi e pieni di odio». Impossibile non andare con il pensiero alle ultime vittime: quasi 150 studenti cristiani massacrati in Kenya.

Sicuramente ci ha pensato anche papa Francesco che ha definito la strage «un atto di brutalità insensata», auspicando la « strong>conversione del cuore di coloro che hanno commesso questo orribile massacro». Davanti a tanta brutalità, la strada non è quella della vendetta: «A noi, in questo giorno non è consentito fare denuncia. Tradiremmo il mistero che stiamo celebrando. Gesù morì gridando:

Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno. Il suo esempio propone ai discepoli una generosità infinita». Così come la propone a noi: «Sul Calvario egli pronuncia “No!” alla violenza, opponendo a essa non semplicemente la non-violenza ma, di più, il perdono, la mitezza e l’amore».

di Tiziana Lupi

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