Il Papa, Nunzia Locatelli e il suo libro su Mama Antula

6 giugno 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Buenos Aires abbiamo incontrato Nunzia Locatelli, un’italiana in Argentina che ha avuto modo di conoscere il Papa grazie al suo lavoro di giornalista e scrittrice. L’occasione è stata la presentazione del suo libro su Mama Antula, una laica al servizio della Chiesa, «una donna che vale oro» secondo le parole di Francesco.

Ci parli del suo rapporto con papa Francesco.

«Mi ero trasferita da poco in Argentina per motivi familiari e lavoravo per varie testate italiane. Quando fu eletto questo Papa argentino, giornali e tv cerca vano notizie su di lui e io fui contattata per un documentario che spiegasse un po’ la vita e le origini di Francesco. Lavorando su questo progetto ho conosciuto gli amici e le persone più vicine del Papa». 

Probabilmente a Roma il Papa fu informato…

«Non so. Ma mentre ero al lavoro ho ricevuto una telefonata del Santo Padre: dentro di me aspettavo quel momento. Poco dopo ho realizzato che un’amica comune aveva fatto in modo che ci potessimo incontrare almeno telefonicamente». 

Possiamo sapere che cosa le ha detto il Papa al telefono?

«La telefonata è stata molto interessante, perché si è messo lui dalla parte della persona umile, che chiama per un invito. Mi ha detto: “So che avrebbe desiderio di venire in Santa Marta per una messa, so che sta per viaggiare a Roma quindi la chiamerò nuovamente per sapere la sua disponibilità”. Veramente molto umile, e mi sono sentita  in difficoltà perché ovviamente parlare con il Papa non è cosa da tutti i giorni». 

E lei cosa ha detto al Papa?  

«Gli ho detto che avevo parlato con i suoi compagni… Cose molto simpatiche del periodo alla scuola tecnica. Purtroppo, per l’emozione l’unica cosa che mi veniva in mente era il pappagallo che avevano nella scuola che tra l’altro diceva parolacce! Non ho fatto altro che ripetergli quella frase, con grande disappunto perché poi mi sono accorta che avrei potuto raccontargli ben altro! Mi ha salutato dicendo che mi avrebbe telefonato nuovamente e ha terminato con la sua frase: “pregate per me”. 

E poi che cosa è successo?

«Una settimana dopo ho ricevuto un’altra chiamata. La voce che mi parlava dal Vaticano era molto impostata. Pensavo a uno scherzo, invece era un collaboratore del Papa che mi fissava data e ora per la messa in Santa Marta. Ci sono andata con la mia famiglia e dopo la celebrazione abbiamo scambiato alcune parole con Francesco». 

Che ricordo conserva?

«Mi sembrava di essere in un sogno. Sarà stato anche per l’orario, la mattina presto…».

Che cosa l’ha colpita?

«Prendendo in braccio la mia figlia più piccola, di 2 anni, vidi la sua capacità di relazionarsi coi bambini anche molto piccoli. Un personaggio così importante che ha mostrato un’enorme tenerezza. E poi la sua gentilezza con la mia famiglia, il ricordarsi il nome delle persone mi hanno molto stupito».

È rimasta in contatto con lui?

«Ci siamo scritti varie volte». 

Lei ha poi scritto un libro sulla beata Mama Antula, una delle figure più amate dal Papa.

«Sì, ho intervistato Luisa Sanchez Sorondo, amica del Papa e discendente di Mama Antula. Suo figlio è il piccolo alzato da Francesco in mezzo alla folla il 19 marzo di 5 anni fa, giorno della intronizzazione del Santo Padre. Questa signora ha viaggiato dall’Argentina con il bambino piccolissimo. Lei dice che la nascita è dovuta alle preghiere rivolte a Mama Antula. È anche grazie alla beata se Francesco, un gesuita, è ora Papa». 

Può spiegarsi meglio?

«Quando papa Clemente XIV soppresse l’ordine dei gesuiti, Antula fu l’unica a seguire il loro insegnamento e gli esercizi spirituali. Ma la cosa era  illegale. Lei chiese il permesso per riunire queste persone e riuscì a coinvolgere migliaia di fedeli agli esercizi. Nel libro, che ho scritto con Cintia Suárez e Gisela García, abbiamo cercato di spiegare come fosse la cultura dell’epoca coloniale. Raccontiamo la storia di una donna forte che decise di contrastare tutte le imposizioni. Diffuse gli esercizi spirituali di Sant’Ignazio in Argentina, camminando per più di 4mila chilometri senza scarpe! Per questo il libro si intitola Descalza» (cioè scalza, in spagnolo, ndr).

Papa Francesco ha beatificato Mama Antula nel 2016. Che effetto le fa?

«Un messaggio veramente attuale, un invito all’azione. Nell’umanità ci sono ancora gli stessi problemi: Mama Antula si occupava della gente più povera… Arrivata a Buenos Aires le tiravano le pietre, fu vittima di violenza… Difendeva le donne che nel contesto patriarcale dell’800 non avevano voce. E oggi il suo messaggio è davvero ispiratore. Lei, che abbandonò ogni ricchezza mondana per dedicarsi ai poveri, una laica che ha avvicinato i santi alla vita e alla nostra realtà. E non è tutto. Quest’anno, dopo 70 anni, è tornata la tradizionale processione per la Via Crucis qui a Buenos Aires. Siamo riusciti a organizzarla proprio facendo sfilare la statua di legno del Nazareno di Mama Antula che è appena stata restaurata».

di A. Alimonti e F. Wals

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