Parla Enzo: “Il mio abbraccio al Papa? Ora è un manifesto”

17 novembre 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Un abbraccio che è la porta aperta del cuore, l’entrare nel dolore e sanarlo con il calore di un padre. È questo che suscita il manifesto scelto per una nuova importante iniziativa, la “Giornata mondiale dei poveri” istituita da Francesco per il 19 novembre. Una giornata per non dimenticare che “la povertà – ha scritto per l’occasione in un messaggio – ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro”. 

Protagonista della foto dell’abbraccio è Enzo Fratamico, 42 anni di Biella, origini molisane, oggi sposato con Lucia e papà di Brigitta e Karol. Lui e il suo gemello Maurizio hanno raccontato la loro conversione del cuore al Papa, nella veglia di preghiera per asciugare le lacrime, il 5 maggio 2016, durante il Giubileo straordinario della Misericordia. «Abbiamo lavorato entrambi nei villaggi turistici, abbiamo cercato la felicità nel successo, nella fama e nel divertimento sfrenato», dicono.

Una vita all’insegna della “mondanità”, parola che spesso usa Francesco per dire che oltre alle luci abbaglianti che durano poco si apre il buio più profondo. Proprio in quell’occasione fu scattata una foto, ora diventata il manifesto della Giornata. «Sono felicissimo e naturalmente non mi sarei aspettato che quella foto sarebbe stata usata per una cosa così importante. Personalmente vedo in questa scelta una risposta di Gesù alle mie preghiere», racconta Enzo.

L’emozione è oggi condivisa con Maurizio che racconta anche la sua storia: «Sentivo un vuoto, non mi bastava più nulla, non trovavo la forza di andare avanti. Poi una telefonata di mio fratello mi ha come risvegliato dal torpore. Ero a Capo Verde, dove era stato anche lui. Mi pregava di andare in una chiesa e dire un Padre Nostro. Gli ho chiesto che cosa avesse sognato; non potevo credere che mi facesse una richiesta del genere, avevamo avuto sì un’educazione cattolica ma ormai eravamo lontani dalla fede. Comunque ho deciso di accontentarlo».

Era il segnale che qualcosa anche dentro Maurizio stava cambiando. «Tornato a casa, ho visto mio fratello con un volto pieno di gioia, gli avevo chiesto, scherzando se avesse fatto la pulizia del viso. Mi confessò  che aveva invece fatto l’esperienza dell’amore di Dio. Lo mandai a quel paese e lui si mise a piangere. Mi spalancò le sue braccia dicendomi che mi voleva bene». Maurizio venne così toccato da decidere di convertirsi a sua volta ed entrare nella comunità Nuovi Orizzonti: «Avevo chiesto a Gesù un villaggio turistico in cui potessi servirlo, ho incontrato migliaia di ragazzi difficili da aiutare. Oggi sono sposato e io e mia moglie ci dedichiamo agli altri. Avevo confidato a Dio di voler abbracciare Francesco almeno una volta e così è stato. Il Signore ascolta soprattutto le preghiere dei piccoli. Enzo, un anno fa, gli ha detto che noi ci siamo per la rivoluzione del Vangelo. È vero: ci siamo! E continuiamo a vivere la grazia dell’incontro con il Papa, la grazia del suo abbraccio».

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