Francesco al Brancaccio: “Bisogna imparare dai poveri”

6 maggio 2015 Foto e video story

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alcuni senzatetto salutano il Santo Padre   all'udienza generale in piazza San Pietro, Roma - 22/10/2014 (credits: Getty Images)

Alcuni senzatetto salutano il Santo Padre all’udienza generale in piazza San Pietro, Roma – 22/10/2014 (credits: Getty Images)

Parole importanti: «Quanto vorrei che le comunità parrocchiali in preghiera, all’ingresso di un povero in chiesa, si inginocchiassero in venerazione allo stesso modo come quando entra il Signore! Quanto vorrei che si toccasse la carne di Cristo presente nei bisognosi di questa città. Con il vostro lavoro, il teatro di questa sera, sono sicuro, voi contribuirete a far crescere tali sentimenti. Grazie!…

Nell’attesa di potervi incontrare di persona, così come è avvenuto recentemente nella Cappella Sistina, vi invio la mia paterna benedizione. Che il Signore ci aiuti a riconoscerlo nel volto del povero. La Vergine Maria ci accompagni in questo cammino».

Termina così il videomessaggio che papa Francesco ha inviato al Teatro Brancaccio per lo spettacolo “Se non fosse per te”, organizzato dagli ospiti e dai volontari della Caritas diocesana di Roma diretta da monsignor Enrico Feroci.

Un messaggio che ribadisce, dopo l’attivazione del servizio docce e di barbiere sotto il colonnato di San Pietro, i posti migliori riservati al concerto in Vaticano, il denaro e le tessere telefoniche distribuite dall’elemosiniere pontificio monsignor Konrad Krajewski, l’attenzione del Pontefice per i poveri.

«Chi mai pensa» ha detto il Papa «che un senza dimora sia una persona da cui  imparare? Chi pensa che possa essere un santo? Questa iniziativa teatrale è la perla del vostro amore per i figli, i genitori, la vita, Dio.

L’esortazione alle parrocchie romane 
Sono contento, di essere in questo modo tra voi per compiacermi del vostro coraggio, per dirvi di non perdere la fiducia e la speranza. Dio ci vuole bene, vuole bene a tutti! La modalità con cui parlate alla città la reputo un’occasione di dialogo e di scambio significativo. Voi in cattedra – mettendo in mostra capacità nascoste, aiutati da professionisti esperti che hanno saputo guidare voi attori per far affiorare le risorse e le potenzialità di ciascuno di voi – e gli altri in ascolto, e – ne sono sicuro - meravigliati per le ricchezze che sono offerte».

Nel videomessaggio Francesco ha esortato la Caritas a farsi portatrice di un nuovo spirito di solidarietà. «Ogni parrocchia romana» ha chiesto il Pontefice «diventi un avamposto per combattere miserie e povertà, e casa accogliente per tutti i bisognosi secondo lo spirito dei grandi santi che nei secoli passati a Roma si sono contraddistinti per iniziative di solidarietà per poveri, bambini abbandonati e bisognosi, a partire da figure come San Filippo Neri fino a monsignor Luigi Di Liegro, il fondatore della Caritas di Roma».

di Franco Oppedisano

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