Il Papa: “Una società senza figli è avara, depressa”

23 febbraio 2015 Foto e video story

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Il Papa saluta la fola di fedeli al suo arrivo per l'udienza generale in  in piazza San Pietro (credits: Getty Images)

Il Papa saluta la folla di fedeli al suo arrivo per l’udienza generale in piazza San Pietro (credits: Getty Images)

Udienza di nuovo sotto il sole, finalmente, e dunque in piazza San Pietro. Il primo a essere felice è proprio Francesco che, mentre spunta in papamobile dall’arco delle Campane, dice ai suoi uomini: «Era ora! Ci voleva proprio!». Ma non pensate che questa battuta sia il preludio a un’udienza “leggera”.

Francesco ha deciso di affrontare come al solito nella catechesi, nel suo “insegnamento”, temi importanti per fare riflettere i fedeli: parlerà dei figli e del dono che essi rappresentano, e poi rivolgerà il suo pensiero ad altri “figli” spirituali: i migranti che hanno di recente perso la vita nel mare di Lampedusa e i malati, visto che questo mercoledì cade la Giornata a loro dedicata.

Nel giro in papamobile tra i fedeli si creano scene curiose e divertenti, come quella con una signora che vuole offrirgli un piccolo dolce e a cui Bergoglio chiede con un sorriso «E il mate non c’è?». I ragazzi delle scolaresche lo chiamano «Mitico!» e quando il Papa chiede «Vi annoiate?», rispondono in coro: «No, è come essere ad una festa». E in effetti ad accogliere il Pontefice sul sagrato oggi ci sono anche gli sbandieratori e la musica di una banda…

Il Papa ricorda: “Mia mamma diceva…” 
E poi arriva il momento della catechesi. Proseguendo il discorso sulla famiglia avviato da qualche settimana, è dedicata tutta al ruolo dei figli che sono speranza di un popolo, di una famiglia, di una società. «La loro gioia», dice Francesco, «fa palpitare i cuori dei genitori e riapre il futuro».

Guai, allora, a fare dei figli un problema di «biologia riproduttiva» o «uno dei tanti modi per realizzarsi » o a considerarli «un possesso dei genitori». Francesco incalza: «I figli sono un dono, un regalo… Ciascuno è unico e irripetibile». Per far passare il concetto, poi, ricorre a un ricordo di famiglia: «Quando a mia mamma chiedevano: “Qual è il tuo figlio preferito?”, rispondeva: “Io ho cinque figli, come cinque dita. Se mi picchiano questo», dice il Papa mostrando la mano, «mi fa male; se mi picchiano quest’altro, mi fa male uguale. Mi fanno male tutti e cinque. Tutti sono figli miei, ma differenti come le dita di una mano!”».

Essere figli, prosegue Francesco, ci permette di scoprire la dimensione più gratuita dell’amore. Essi, infatti, sono amati ancor prima di venire al mondo, di aver fatto qualsiasi cosa per meritare l’amore, prima di saper parlare o pensare. Inoltre essere figli «è la condizione fondamentale per conoscere l’amore di Dio, che è la fonte ultima di questo autentico miracolo. Nell’anima di ogni figlio, per quanto vulnerabile, Dio pone il sigillo di questo amore, che è alla base della sua dignità personale, una dignità che niente e nessuno potrà distruggere».

Poi, però, Francesco si scaglia contro tutte quelle volte che questa bellezza non viene capita o, peggio, viene tradita dai padri e dalle madri, dalla società. Il Santo Padre, però, “avverte” anche i figli: «Non devono aver paura dell’impegno di costruire un mondo nuovo, ma mai con arroganza o presunzione, sempre nel rispetto del quarto comandamento», e cioè «Onora il padre e la madre», perché «una società di figli che non onorano i genitori è una società senza onore» destinata «a riempirsi di giovani aridi e avidi». D’altra parte, «anche una società avara che non ama circondarsi di figli, che li considera una preoccupazione, un peso, un rischio, è una società depressa». Basta pensare, ammette, a tanti Paesi europei.

Tra responsabilità ed egoismo 
E allora papa Bergoglio riflette anche su certi atteggiamenti sociali che vanno cambiati: «Se una famiglia generosa di figli viene guardata come fosse un peso, c’è qualcosa che non va! La generazione dei figli dev’essere responsabile, ma avere più figli non può diventare automaticamente una scelta irresponsabile. Non avere figli, invece, è una scelta egoistica, perché la vita ringiovanisce e acquista energie solo moltiplicandosi: si arricchisce, non si impoverisce!”.

Alla fine della catechesi è giunto l’appello per i migranti, dopo la tragedia avvenuta un paio di giorni prima nelle acque del Canale di Sicilia: un appello angosciato e addolorato.

(credits: Agf)

(credits: Agf)

Curiosità: un saluto alla Madonna di Lourdes e un pensiero per i malati
La prima cosa che ha fatto il Papa all’arrivo sul sagrato è stato rendere omaggio a una statua della Madonna di Lourdes. Questo mercoledì 11 febbraio, del resto, era il giorno di memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes. Ricordiamo che il nome rievoca la località francese nei cui pressi – tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858 – la quattordicenne contadina Bernadette Soubirous riferì di aver assistito a 18 apparizioni di una “bella Signora”, con abito e velo bianco e una cintura blu.

Nel luogo indicato da Bernadette fu posta nel 1864 una statua della Madonna e intorno alla grotta delle apparizioni è nato un imponente santuario: si stima che oltre 700 milioni di persone abbiano visitato Lourdes per chiedere guarigioni e grazie alla Madonna. Nel giorno della Madonna di Lourdes si celebra anche la Giornata mondiale del malato, ricordata in modo accorato dal Papa al termine dell’udienza.

di Cecilia Seppia

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