Il Papa: “Come San Tommaso, tutti cerchiamo Gesù”

13 aprile 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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Alla Regina Coeli Francesco ripercorre i dubbi provati da san Tommaso al racconto dei suoi fratelli che avevano visto il loro Maestro risorto. «Otto giorni dopo Gesù ritorna a presentarsi in mezzo ai suoi» dice il Papa «e si rivolge subito a Tommaso, invitandolo a toccare le ferite delle sue mani e del suo fianco. Viene incontro alla sua incredulità, perché, attraverso i segni della Passione, possa raggiungere la pienezza della fede pasquale, cioè la fede nella Risurrezione di Gesù». Dunque il dubbio di Tommaso da un lato e la disponibilità del Signore dall’altra. «Tommaso non si accontenta e cerca, intende verificare di persona, compiere una propria esperienza».

Cerchiamo Gesù e la sua misericordia
Il suo percorso è chiaro: dalla resistenza iniziale arriva a credere e ad avere fede attraverso l’incontro con Gesù che «lo attende e si offre alle difficoltà e alle insicurezze dell’ultimo arrivato». Il Signore proclama “beati” quelli che credono senza vedere e la prima è sua madre Maria. Ma, poi, viene incontro anche all’esigenza del discepolo incredulo mostrandogli il costato.

«Al contatto con le piaghe del Risorto, Tommaso manifesta le proprie ferite, le proprie piaghe, la propria umiliazione; nel segno dei chiodi trova la prova decisiva che era amato, che era atteso». L’incontro è nel segno della salvezza, perché il discepolo trova la dolcezza, la misericordia e la tenerezza: «era quello il Signore che cercava».

Tutti in fondo cerchiamo «nel profondo del cuore Gesù così come è: dolce, misericordioso, tenero. Ritrovato il contatto personale con l’amabilità e la misericordiosa pazienza del Cristo, Tommaso», sottolinea Francesco «comprende il significato profondo della sua Risurrezione e dichiara la sua fede piena e totale in Lui». E come Tommaso anche tutti noi: in questa seconda Domenica di Pasqua «siamo invitati a contemplare nelle piaghe del Risorto la Divina Misericordia, che supera ogni umano limite e risplende sull’oscurità del male e del peccato».

Il Giubileo della Misericordia sarà l’occasione di «accogliere le immense ricchezze dell’amore misericordioso di Dio» perché Gesù «sempre ci cerca, ci aspetta, ci perdona; tanto misericordioso, non si spaventa delle nostre miserie. Nelle sue piaghe ci guarisce e perdona tutti i nostri peccati».

di Benedetta Capelli

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