Il Santo Padre a Rebibbia per la “Lavanda dei piedi”

4 aprile 2015 Foto e video story

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17/04/ 2014, Papa Francesco durante la tradizionale "Lavanda dei piedi" al centro per disabili (credits: Getty Images)

17/04/ 2014, il Papa compie la tradizionale “Lavanda dei piedi” in un centro per disabili (credits: Getty Images)

Ancora una volta papa Francesco sceglie la periferia e, soprattutto, gli ultimi che hanno sbagliato. Il prossimo 2 aprile, Giovedì Santo, si recherà alla “Casa Circondariale Nuovo Complesso Rebibbia” di Roma, per celebrare nel pomeriggio la “Messa in Coena Domini” nella chiesa “Padre Nostro”: e qui laverà i piedi a sei detenuti e per la prima volta a sei detenute della vicina Casa Circondariale Femminile. Mai c’era stata la possibilità in passato, in occasione di visite papali, di una compresenza di uomini e donne. Provvidenziale in tal senso è stata la cocciuta insistenza di don Sandro Spriano, cappellano del carcere: «Stavolta mi hanno accontentato», ci racconta.

Una promessa che il Papa ha mantenuto
Come sappiamo il rito della lavanda dei piedi segna l’inizio del Triduo pasquale: ovvero i tre giorni precedenti la domenica di Pasqua, nei quali si fa memoria dell’Ultima cena, della Passione e morte di Cristo prima della Risurrezione.

Il gesto è narrato nel Vangelo di Giovanni e nel racconto si mette in luce anche la ritrosia dei discepoli e lo sdegno di Pietro per la lavanda dei piedi che solo i servi facevano ai loro padroni. Una storia che «ci ricorda - disse Francesco nell’omelia dello scorso anno al centro per disabiliDon Gnocchi” - che noi dobbiamo essere servi gli uni degli altri».

La visita del Papa al carcere di Rebibbia, che al momento ospita 2.200 detenuti, ha iniziato a delinearsi lo scorso settembre a Casa Santa Marta. Don Sandro ricorda come andò: «Io e altri cappellani abbiamo partecipato alla messa del mattino. E al momento finale dei saluti, ho invitato Francesco a farci visita al carcere.

Lui si è mostrato subito interessato proponendo il Giovedì Santo come l’occasione giusta. Poi, qualche giorno prima dell’annuncio ufficiale, il vicario della diocesi di Roma, il cardinale Agostino Vallini, mi ha informato della cosa. Mi ha fatto molto piacere che il Papa abbia mantenuto la promessa: è una cosa bella».

Le parole del Papa contro l’ergastolo 
La reazione dei detenuti è stata di gioia. Tutti conoscono Francesco, sono affascinati dalla sua figura e lo ritengono un uomo simpatico. Aggiunge don Sandro: «Il fatto che Bergoglio si stia interessando alla loro condizione è una cosa che fa loro grande piacere. Lo apprezzano davvero con sincerità.

D’altronde l’anno scorso due detenuti hanno preso parte alla Via Crucis al Colosseo, recentemente ai giuristi ha fatto un discorso esplosivo rispetto alla vita di chi è in carcere e alle misure alternative». A ottobre, infatti, ricevendo in Vaticano l’Associazione penale internazionale, Francesco aveva tuonato con energia contro la pena di morte ed aveva invocato l’abolizione dell’ergastolo definito come «una pena di morte coperta»

Qui dentro si capisce molto”
Don Spriano, però, ci tiene a sottolineare che il suo arrivo in carcere è come una visita in parrocchia, perché Francesco è il vescovo di Roma. «Vogliamo far capire che anche qui c’è una Chiesa viva», aggiunge don Sandro.

Guardare il mondo dalla finestra di una prigione ha tutto un altro senso, sottolinea Spriano, «si capiscono tante cose che fuori nel nostro correre quotidiano e nel benessere non si capiscono.  Per questo anche parlare di fede e di speranza è qualcosa che qui accende il cuore diversamente da quanto accade fuori». Ma c’è di più nel racconto del cappellano di Rebibbia

C’è la speranza che la visita del Papa possa essere un messaggio non tanto di vicinanza ai detenuti, quanto per le nostre comunità, perché sappiano che lì ci sono vite travagliate, volti segnati, cuori intimoriti, lì ci sono «persone che – dice don Sandro alzando la voce – vanno riaccolte nelle nostre comunità e che non possono essere buttate via». Significa, dunque, combattere la cultura dello scarto che tanto piace al mondo, ma non a papa Francesco.

(credits: Getty Images)

(credits: Getty Images)

 

Curiosità: ecco la chiesa del carcere di rebibbia
Questa è un’immagine della chiesa “Padre Nostro” che si trova all’interno del perimetro della “Casa Circondariale Nuovo Complesso Rebibbia”. Fu visitata da papa Benedetto XVI il 18 dicembre del 2011. Nel suo discorso disse: «Dove c’è un affamato, uno straniero, un ammalato, un carcerato, lì c’è Cristo stesso che attende la nostra visita e il nostro aiuto».

 

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