Il papa e il presidente al loro primo incontro

22 aprile 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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Tre ore nei Sacri Palazzi in compagnia della figlia Laura e di cinque dei suoi sei nipotini. Il dodicesimo presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha superato a pieni voti il suo esordio in Vaticano, anche se la sua peculiare riservatezza non ha lasciato molto spazio alla spontaneità e al calore.

È stata evidente, però, la sintonia che il Presidente e papa Francesco hanno trovato su molti temi: la preoccupazione per la situazione sociale (in particolare per la mancanza di lavoro…), la centralità della famiglia, le migrazioni, l’educazione dei giovani, le violenze contro i cristiani

Dal 2006 è cambiato il cerimoniale
Il capo dello Stato è arrivato in Vaticano alle 9.40: una piccola folla di turisti era assiepata dietro le transenne lungo via della Conciliazione e in piazza san Pietro per assistere al passaggio del corteo di auto blu. Giunto al Palazzo apostolico, Mattarella nel cortile di san Damaso ha trovato ad attenderlo monsignor Georg Gänswein, il Prefetto della Casa pontificia, con la Guardia Svizzera e la banda musicale pontificia che ha eseguito l’Inno di Mameli.

Il Presidente ha tradito una certa emozione. Accanto a lui c’era la figlia Laura, 47 anni, avvocato, chiamata al ruolo di accompagnatrice ufficiale del papà, rimasto vedovo della moglie Marisa Chiazzese tre anni fa (Mattarella ha altri due figli, Bernardo, il primogenito, e Francesco).

A partire dalla prima visita del presidente Giorgio Napolitano a Benedetto XVI, il 20 novembre 2006, il protocollo è stato leggermente modificato ed è stato abolito l’uso del frac per il capo dello Stato. Perciò Mattarella ha scelto un abito blu, mentre la figlia Laura indossava un tailleur nero.

Prima di varcare la soglia del Palazzo, il Presidente ha salutato la delegazione pontificia, nella quale c’erano, tra gli altri, monsignor Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, e Cesare Mirabelli, consigliere generale dello Stato della Città del Vaticano ed ex presidente della Corte Costituzionale italiana.

Naturalmente il saluto tra quest’ultimo e Mattarella è stato particolarmente caloroso: anche il capo dello Stato, infatti, ha fatto parte della Corte. La delegazione del Quirinale era composta da 13 persone accompagnate dai coniugi. Scortata dai gentiluomini di Sua Santità, è salita al secondo piano del palazzo apostolico, fino alla sala “del tronetto”, dove Mattarella è stato accolto da Francesco sotto i flash dei fotografi.

Finalmente sono faccia a faccia
Dalla sala, Papa e Presidente si sono spostati nella biblioteca privata per il loro colloquio faccia a faccia. Per nulla infastidito dalle tantissime fotografie, il presidente della Repubblica ha esclamato sorridendo: «Sono le esigenze della comunicazione!». L’incontro privato è durato 23 minuti. Nel frattempo i nipoti di Mattarella e una parte della delegazione, accompagnati da monsignor Guillermo Karcher, hanno fatto un piccolo tour al primo piano del Palazzo apostolico,  fermandosi in particolare nella Cappella Paolina.

Papa e Presidente d’accordo su tutto
Terminato il colloquio privato, papa Bergoglio ha suonato il campanello ed è stata fatta entrare nella biblioteca la figlia del Presidente, accompagnata dai suoi tre figli e dagli altri due nipoti di Mattarella. «So che lei ha una bella famiglia… Me la presenti», ha detto il Papa a Mattarella.

Così hanno stretto la mano al Pontefice i figli di Laura, Manfredi, Maria Chiara e Costanza, e i due figli di Bernardo, Sergio e Piergiorgio; è rimasto a casa solo il piccolo Lauro, di due anni. A tutti il Papa ha donato una medaglia e un rosario.

Dopo questo caloroso saluto famigliare, è arrivato il momento della lettura dei discorsi. Francesco ha confermato «l’impegno e la leale collaborazione della Chiesa» per garantire «le condizioni di uno sviluppo equo e sostenibile». È stato molto forte il passaggio del suo discorso nel quale ha denunciato come «la carenza di lavoro per i giovani diventa un grido di dolore che interpella i pubblici poteri».

Ha poi invitato a prestare particolare attenzione alla cura dell’ambiente e alla fine ha espresso «gratitudine per l’impegno che l’Italia sta profondendo per accogliere i numerosi migranti che, a rischio della vita, chiedono accoglienza».

Ma, ha aggiunto, «non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso a livello europeo e internazionale» per fronteggiare questo fenomeno. Alle parole del Santo Padre hanno praticamente fatto eco quelle del presidente Mattarella che ha ricordato come «l’Italia invoca da tempo un intervento deciso dell’Unione europea per fermare la continua perdita di vite umane nel Mediterraneo, culla della nostra civiltà». Altrimenti, ha aggiunto il capo dello Stato, «con quelle vite spezzate rischiamo di smarrire la nostra umanità».

Mattarella ha ribadito la centralità della famiglia, «nucleo essenziale della società», chiamata a «curare da sola le ferite inferte dalla cultura dello scarto», ha detto riprendendo un classico argomento di papa Francesco.

Secondo il Presidente, poi, «il Giubileo della Misericordia costituirà occasione di riflessione preziosa sui valori della giustizia e della solidarietà insieme a quello della pace. Mentre la violenza scatenata contro le comunità cristiane in alcune parti del mondo interpella, con forza, le coscienze di tutti coloro che amano la libertà e la tolleranza». E ha concluso invitando il Papa al Quirinale.

Una risata ha chiuso la mattina
Dopo lo scambio dei doni, Francesco e Mattarella si sono salutati nella sala “del tronetto” e il Presidente ha proseguito la visita incontrando il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin e per il saluto al corpo diplomatico.

La mattina dell’incontro con Mattarella è finita, per papa Francesco, con un momento buffo. Dopo il congedo del Presidente, è entrato nella biblioteca privata del Papa il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, reduce da un intervento all’anca e appoggiato al bastone. Bergoglio lo ha accolto con un sorriso: «Anche Lei è risorto».

 

(credits: Agf)

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Ecco il tradizionale scambio di regali
Il Papa ha donato al presidente Mattarella una medaglia in oro disegnata dalla giovane artista romana Chiara Principe e dedicata al secondo anno di pontificato; sul lato dritto c’è il volto di Francesco che sorride a un bambino, sul rovescio l’espressione “Familia Christiana Ecclesia Domestica”, un richiamo al Sinodo sulla famiglia.

Il Papa ha anche donato una copia della “Evangelii Gaudium”, rilegata in pelle rossa: «È il programma del mio pontificato», ha detto Bergoglio. Il Presidente, invece, ha donato a Francesco un disegno su carta di Pericle Fazzini del 1960: un volto di Cristo coronato di spine.

di Ignazio Ingrao

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