Francesco invita i clochard ai Musei Vaticani

28 marzo 2015 Foto e video story

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Roma - Musei Vaticani, la Cappella Sistina (credits: Agf)

Roma – Musei Vaticani, la Cappella Sistina (credits: Agf)

Le telecamere del Centro Televisivo Vaticano sono spente, i fotografi dell’Osservatore Romano seduti ai lati della Cappella Sistina. Eppure ci sono più di cento sedie rosse, quelle di solito usate nelle cerimonie ufficiali, e un microfono collocato ai lati dell’altare. Gli indizi, a guardarli ora, fanno intuire la sorpresa che di lì a poco farà sciogliere in lacrime l’emozione dei 150 senzatetto invitati dall’Elemosineria Apostolica a visitare i Musei Vaticani.

La sorpresa è papa Francesco! «Benvenuti », dice dopo aver toccato con mano il calore dei suoi ospiti, «la vostra visita è un gesto che è una piccola carezza. Questa è la casa di tutti, la vostra casa, le porte sono aperte a tutti». Un momento inatteso e davvero speciale a cui noi di Il mio Papa abbiamo avuto il piacere di assistere personalmente!

“Il signore vi aiuti nella vostra vita”
Gli “emarginati” non si sentono più tali e alle parole di ringraziamento del Papa all’Elemosiniere monsignor Konrad Krajewski (che dice «Ci ama tanto!») loro rispondono: «Lo sappiamo, lo sentiamo!». È un dialogo affettuoso, personale, senza fronzoli ufficiali: quello che piace a Francesco. Il clima di emozione si scioglie con una risata quando, parlando proprio di don Konrad e ripetendo quanto è bravo con gli ultimi, il Papa aggiunge: «In questi anni lui è cresciuto in età e in furbizia: è il più italiano dei polacchi».

L’Elemosiniere (o semplicemente “il vescovo” come lo chiamano i senzatetto) sorride.. gli occhi brillano. Poi Francesco riprende la parola e chiede le loro preghiere che sono speciali. «Ho bisogno di preghiere da persone come voi». Infine li benedice ricordando che Gesù è sempre dalla loro parte. «Il Signore vi custodisca, vi aiuti nel cammino della vita, vi protegga, vi faccia sentire il suo amore e la tenerezza di Padre».

Francesco ci sa fare con i poveri
Tanti applausi si levano dalla platea che ascolta quell’“uomo buono”, così lo chiama Nelly, romena di 18 anni. Carla, romana, è, invece, rimasta senza casa dopo lo scoppio di una bombola del gas che le ha portato via tutta la famiglia e ora vive nella casa dei francescani a Valmontone. Per lei il Papa «ci sa fare con i poveri, mentre di solito la gente li scansa». Si alzano tutti appena Francesco finisce di parlare, lo circondano, scattano fotografie, gli raccontano la loro felicità e lui risponde mettendosi in posa, sorridendo e stringendo mani.

A fatica anche il vice di don Konrad, monsignor Diego Ravelli, fa passare avanti con dolcezza chi ancora non ha salutato il Santo Padre. Anche Ravelli, sempre discreto, ha accompagnato i senzatetto nel giro dei Musei, offrendo sorrisi e ascolto ai poveri, scattando le foto a chi lo chiedeva, aiutando chi faceva fatica a salire le scale.

La giornata si è chiusa con la cena
Questa bella giornata è iniziata alle tre del pomeriggio davanti all’Aula Paolo VI, il luogo del ritrovo, con la consegna del biglietto per accedere ai Musei, la divisione in tre gruppi e la distribuzione delle cuffiette per ascoltare le spiegazioni. Con un clima di grande serenità, è, poi, cominciato il giro. Isabella, una delle guide, ammette di essere «molto emozionata perché non aveva mai fatto fare la visita a un gruppo così bello».

Dopo aver passato il controllo della gendarmeria si costeggia Santa Marta, dove vive Francesco. «Sto Papa te fa passà ’a depressione», dice con genuina veracità romanesca Massimo, 70 anni. I gruppi proseguono la camminata di lato alla basilica fino ad arrivare al Padiglione delle Carrozze, prima tappa del giro. È un momento emozionante per i senzatetto rapiti dalla maestosità delle carrozze, così come dalla papamobile sulla quale viaggiava Giovanni Paolo II quando venne raggiunto dalla pistola del terrorista Ali Agca.

Si arriva al cortile della Pigna: il tempo di fumare una piccola pausa, ammirando la sfera maestosa di Arnaldo Pomodoro, e si rientra verso la Galleria degli arazzi e delle carte geografiche, per fare, infine, tappa alla Cappella Sistina. Ed è proprio qui che papa Francesco è arrivato tra lo stupore di tutti. L’ultimo atto è una bella cena nel punto di ristoro dei Musei: panino con la porchetta, salame, pizza, supplì e olive ascolane. Un pasto innaffiato dalla Coca-Cola e concluso con un bel tiramisù.

di Benedetta Capelli

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