Francesco:”Gli insegnanti sono mal pagati, è un’ingiustizia”

25 marzo 2015 Foto e video story

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Il Papa ha ricevuto l’Unione cattolica insegnanti, 14/03/2015 (credits: Getty Images)

Il Santo Padre durante l’incontro con l’Unione cattolica insegnanti, 14/03/2015 (credits: Getty Images)

Queste sono state le prime parole del discordo che papa Francesco ha pronunciato durante l’udienza riservata all’Unione Cattolica insegnanti: «Cari colleghi e colleghe, permettetemi di chiamarvi così, perché anch’io sono stato insegnante come voi e conservo un bel ricordo delle giornate passate in aula con gli studenti ».

Parole che raccontano una vicinanza e comprensione che nasce da una esperienza personale e si concretizza subito. «È un lavoro bellissimo. Peccato che gli insegnanti siano malpagati. Perché non c’è soltanto il tempo che spendono per fare scuola, poi devono prepararsi, poi devono pensare a ognuno degli alunni: come aiutarli ad andare avanti. È vero? È un’ingiustizia

Io penso al mio Paese, che è quello che conosco: poveretti, per avere uno stipendio più o meno che sia utile, devono fare due turni! Ma un insegnante come finisce dopo due turni di lavoro? È un lavoro malpagato, ma bellissimo perché consente di veder crescere giorno dopo giorno le persone che sono affidate alla nostra cura. È un po’ come essere genitori, almeno spiritualmente. È anche una grande responsabilità».

Amare gli studenti più difficili
Il Papa, poi, ha chiesto agli insegnanti di amare di più gli studenti difficili”, quelli che non vogliono studiare, quelli che si trovano in condizioni di disagio, i disabili e gli stranieri. «Gesù direbbe: se amate solo quelli che studiano, che sono ben educati, che merito avete? Qualsiasi insegnante si trova bene con questi studenti. Se oggi un’Associazione professionale di insegnanti cristiani vuole testimoniare la propria ispirazione, è chiamata ad impegnarsi nelle periferie della scuola, che non possono essere abbandonate all’emarginazione, all’ignoranza, alla malavita».

Papa Francesco ha insistito, poi, sulla differenza tra insegnare i contenuti e infondere valori: «Per trasmettere contenuti è sufficiente un computer, per capire come si ama, quali sono i valori, e quali le abitudini che creano armonia nella società ci vuole un buon insegnante» ha detto il Papa a braccio. «Aprite le porte, spalancate le porte della scuola».

Il giovane padre Bergoglio destinato poi a divenire Papa Francesco. (Credits: Corbis Images)

Il giovane padre Bergoglio destinato (credits: Corbis Images)

Curiosità: i ricordi del professor Bergoglio
«Mi chiamo Jorge Bergoglio e quest’anno sarò il vostro professore di letteratura spagnola e di psicologia». Inizia così il libro “Maestro Francesco” che racconta il periodo in cui il Papa faceva l’insegnante di scuola in Argentina. Il volume dato alle stampe da Mondadori, che è anche la casa editrice de “Il Mio Papa”, è stato scritto da un ex alunno del Pontefice, il giornalista argentino Jorge Milla.

Tra il 1964 e il 1965 Bergoglio è stato professore di letteratura e psicologia nel collegio dell’Immacolata di Santa Fé e nel 1966 ha insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore a Buenos Aires. Dopo un periodo in Spagna e aver emesso la professione perpetua nei gesuiti, nel 1973 è stato maestro di novizi a Villa Barilari a San Miguel, e professore presso la facoltà di teologia.

 

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