Papa Francesco soccorre i senzatetto al gelo

11 gennaio 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Chiunque abbia avuto occasione di passare nei giorni scorsi per piazza San Pietro ha notato uno “spettacolo” difficile da vedere a Roma: l’acqua delle due “fontane gemelle” ghiacciata. Purtroppo, però, i ghiaccioli che incuriosiscono i turisti la dicono lunga sull’ondata di gelo che si è abbattuta sulla Capitale, creando molti problemi.

A patire in particolar modo queste temperature bassissime (durante la notte scendono sistematicamente sotto zero e anche di giorno rimangono molto basse) sono le persone che dormono in strada. Tante persone, molte più di quelle che immaginiamo: basta fare un giro di sera in via della Conciliazione e dintorni per vedere decine di senzatetto accampati tra cartoni e coperte.

Il loro numero è aumentato da quando è arrivato papa Francesco, perché lui non ha mai fatto mistero del suo affetto e della sua vicinanza per quelli che chiamiamo clochard, con un elegante termine francese, quasi a mascherare la durezza della loro esistenza.

Francesco è stato il primo pontefice a festeggiare onomastici e compleanni invitando alla sua tavola, nella mensa di Casa Santa Marta, i senzatetto che vivono nella zona del Vaticano.

Per questo non ha sorpreso la decisione del Papa di scendere in campo per aiutare chi dorme per strada in questi giorni di grande freddo: «In questi giorni io penso e vi invito a pensare a tutte le persone che vivono per la strada colpiti dal freddo e, tante volte, dall’indifferenza», ha detto Francesco domenica scorsa, dopo l’Angelus.

Lui per primo, però, si era già dato da fare, chiedendo a monsignor Konrad Krajewski, l’Elemosiniere di Sua Santità, di fare tutto il possibile per limitare i danni del gelo notturno. Via, dunque, all’apertura per tutte le ventiquattr’ore dei dormitori vaticani, che solitamente chiudono la mattina e riaprono nel tardo pomeriggio. Così ora sono sempre aperti il dormitorio Dono di Misericordia di via dei Penitenzieri (dove anche chi non ha posto letto può trovare un posto a sedere insieme a cibo e bevande calde), il dormitorio Dono di Maria, gestito dalle suore di Madre Teresa di Calcutta, e quello di via Rattazzi, nei pressi della stazione Termini. 

Francesco e il suo “braccio della carità” monsignor Krajewski hanno poi pensato anche a chi, per le ragioni più diverse, non vuole abbandonare il posto in strada nonostante il freddo.

Nei giorni scorsi sono stati distribuiti sacchi a pelo speciali, capaci di mantenere il calore corporeo fino ad una temperatura esterna di 20 gradi sotto zero. Inoltre sono stati messi a disposizione dei senzatetto gli autoveicoli dell’elemosineria, che vengono portati di notte nei luoghi dove questi sono soliti dormire (uno, per esempio, viene parcheggiato nei pressi della Sala Stampa Vaticana) per ospitarli durante la notte. «Purtroppo non possiamo lasciare il motore acceso per fare andare il riscaldamento», spiega monsignor Krajewski, «perché sarebbe pericoloso, ma il veicolo almeno elimina il problema del vento e già diverse persone ne usufruiscono».

Per quanto tempo durerà questo impegno? «Andremo avanti finché durerà l’emergenza del freddo. Noi siamo il “pronto intervento” di papa Francesco e dunque ci mettiamo in azione ogni volta che ce n’è bisogno», garantisce l’Elemosiniere. Monsignor Krajewski da tempo lavora per i senzatetto seguendo le indicazioni del Papa.  Al di là delle iniziative di questi giorni, per esempio, ricordiamo che il 17 dicembre 2014, in occasione del compleanno di Francesco, furono regalati 400 sacchi a pelo con cappuccio per affrontare le lunghe notti in strada; in più sono state diverse le distribuzioni di schede telefoniche, mentre la bustina con gli auguri del Papa per la Pasqua 2014 conteneva anche cinquanta euro. 

di Tiziana Lupi

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