Papa Francesco prega per l’unità dei cristiani

29 gennaio 2015 Foto e video story

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(credits: Getty Images)

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Domenica scorsa papa Francesco ha celebrato i Secondi Vespri della Solennità della Conversione di San Paolo Apostolo, a conclusione della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani. Quale occasione migliore della celebrazione nella basilica di San Paolo Fuori Le Mura, cui hanno partecipato anche rappresentanti di altre Chiese e comunità ecclesiali cristiane, per ribadire la necessità di andare, come il Signore, «all’essenziale, abbattendo ogni muro di separazione» tra i cristiani?

“L’esempio di Gesù spinge al confronto”
Francesco lo ha fatto, come sempre, partendo dal Vangelo. Il Papa ha rievocato l’incontro di Gesù con la donna samaritana e la sete di acqua che «va ben oltre quella fisica» perché «è anche sete di incontro, desiderio di aprire un dialogo con quella donna, offrendole così la possibilità di un cammino di conversione interiore » (è stato proprio questo il tema della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani). Ciò ha offerto al Pontefice la possibilità di sottolineare che «Gesù è paziente, rispetta la persona che gli sta davanti» e che «il suo esempio incoraggia a cercare un confronto sereno con l’altro»

Perché, «per capirsi e crescere nella carità e nella verità, occorre fermarsi, accogliersi e ascoltarsi» e l’atteggiamento di Gesù «ci dice che il confronto con chi è differente da noi può farci crescere». Non è certo la prima volta che papa Francesco spende parole (e gesti) sulla necessità del dialogo tra cristiani e con le altre religioni. Le immagini del suo capo chino per ricevere la benedizione dal patriarca ortodosso Bartolomeo I o della preghiera nella Moschea Blu di Istanbul al fianco del Gran Muftì durante il viaggio in Turchia sono ancora vive nella memoria.

Ritrovare l’unità di tutti i cristiani
E anche domenica ha voluto rivolgere «cordiali e fraterni saluti a tutti i rappresentanti delle diverse Chiese e Comunità ecclesiali qui convenuti nella Festa della Conversione di San Paolo», ricordando loro che «il comune impegno ad annunciare il Vangelo permette di superare ogni forma di proselitismo e la tentazione di competizione. Siamo tutti al servizio dell’unico e medesimo Vangelo!».

Per Francesco è necessario seguire l’esempio di Gesù che «va all’essenziale, abbattendo ogni muro di separazione», come anticipato. In questo modo «tante controversie tra cristiani, ereditate dal passato, si possono superare, mettendo da parte ogni atteggiamento polemico o apologetico e cercando insieme di cogliere in profondità ciò che ci unisce». E «l’unità dei cristiani non sarà il frutto di raffinate discussioni teo-riche nelle quali ciascuno tenterà di convincere l’altro della fondatezza delle proprie opinioni».

“Abbiamo bisogno gli uni degli altri
Anche perché non possiamo non riconoscere che «per giungere alla profondità del mistero di Dio, abbiamo bisogno gli uni degli altri, di incontrarci e di confrontarci sotto la guida dello Spirito Santo, che armonizza le diversità e supera i conflitti». Quello Spirito Santo grazie al quale «nel giorno del Battesimo, siamo diventati una sola cosa con Cristo, figli nel Figlio, veri adoratori del Padre. Questo mistero d’amore è la ragione più profonda dell’unità che lega tutti i cristiani e che è molto più grande delle divisioni avvenute nel corso della storia».

In conclusione, Francesco ha rivolto un appello all’unità anche ai religiosi presenti, chiamati a offrire «testimonianza di quella comunione in Cristo che va oltre ogni differenza e che è fatta di scelte concrete di accoglienza e dialogo» perché «la reciproca conoscenza delle diverse tradizioni di vita consacrata e un fecondo scambio di esperienze può essere utile per la vitalità di ogni forma religiosa nelle diverse Chiese e Comunità ecclesiali».

Curiosità 1:Francesco saluta una reverendo donna australiana
Durante la cerimonia, il Papa ha salutato il reverendo Tara Curlewis. È una “pastora” (così si definiscono le donne ministro di culto nelle Chiese protestanti che le ammettono in questo ruolo) dell’UCA (la Chiesa Unita d’Australia), la quale dal 1977 riunisce la Chiesa Metodista, la Chiesa Presbiteriana e l’Unione Congregazionista australiane.

Nell’aprile 2010 è stata nominata segretario generale del Consiglio australiano delle Chiese (NCCA). L’NCCA comprende 19 membri, fra i quali anche la Chiesa cattolica e le ultime due chiese accolte, quella serba ortodossa e quella indiana ortodossa. Tara Curlewis è attenta al dialogo ecumenico, di cui è da tempo grande sostenitrice. In occasione della Giornata Mondiale della Gioventù sottolineò che, “indipendentemente da come adoriamo Dio, la GMG è un’opportunità per accendere la fiamma di Dio in tutti noi”.

Curiosità 2: Che cos’è la conversione di San Paolo
Con “Conversione di San Paolo” si intende l’adesione al movimento cristiano di Saulo di Tarso. Particolarmente attivo nelle persecuzioni contro i cristiani, Saulo vede cambiare la sua vita durante il cammino che lo sta portando da Gerusalemme a Damasco: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” gli dice una voce, dopo essere stato avvolto da una luce che lo ha fatto cadere.

In quel momento nasce Paolo, l’Apostolo delle Genti che, dopo essere rimasto tre giorni senza vista e senza capire cosa sia successo, inizia la sua opera di evangelizzazione. Morirà decapitato durante la persecuzione di Nerone, presumibilmente nell’anno 67 d.C., a Roma, presso le Acquae Salviae. Le sue spoglie sono conservate nella Basilica di San Paolo Fuori Le Mura.

di Tiziana Lupi

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