Il Papa:”Il mondo nasconde il massacro dei cristiani”

19 marzo 2015 Foto e video story

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(credits: Agf)

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Le parole di papa Francesco al termine dell’Angelus suonano come un atto di accusa: «Il mondo cerca di nascondere la persecuzione contro i cristiani». È l’ennesimo grido di dolore di Bergoglio dinanzi alle numerose vittime di Lahore, in Pakistan, uccise proprio perché cristiane. Un aspetto che lo stesso Pontefice rimarca, raccontando ai fedeli radunati in piazza San Pietro dei due attentati kamikaze avvenuti in mattinata nei pressi di una chiesa cattolica e di una protestante. L’ultimo agguato di una lunga serie, rivendicato stavolta da un gruppo legato ai talebani.

«I cristiani sono perseguitati. I nostri fratelli versano il sangue soltanto perché sono cristiani», dice. La voce del Papa è bassa e non nasconde la preoccupazione per la sorte di molti martiri che oggi in Pakistan, ma ieri in Siria o in Iraq, sono nel mirino degli integralisti.

Assicurando, poi, le sue preghiere per i morti e le loro famiglie, invoca fortemente la pace: «Chiedo al Signore, imploro dal Signore, fonte di ogni bene, il dono della pace e della concordia per quel Paese. Che questa persecuzione contro i cristiani, che il mondo cerca di nascondere, finisca e ci sia la pace». La folla applaude composta. Le parole dure di Francesco sono un invito, un rimando alla misericordia di Dio, alla sua vicinanza e al suo perdono.

“Dio ci ama di un amore gratuito”
Prima di questo monito, Francesco ha tenuto la consueta preghiera dell’Angelus, con piazza San Pietro bagnata dalla pioggia. «Il Vangelo di oggi ci ripropone le parole rivolte da Gesù a Nicodemo“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito”. 

Ascoltando questa parola, rivolgiamo lo sguardo del nostro cuore a Gesù Crocifisso e sentiamo dentro di noi che Dio ci ama, ci ama davvero! Ecco l’espressione più semplice che riassume tutto il Vangelo, tutta la fede, tutta la teologia: Dio ci ama di amore gratuito e sconfinato».

Nella sua riflessione, Francesco ha declinato l’amore del Padre partendo dalla creazione per ricordare che «all’origine del mondo c’è solo l’amore libero e gratuito » del Signore. Ma all’inizio ci fu anche il peccato dell’uomo, la disobbedienza e le cadute eppure, anche di fronte a questo, Dio aveva mostrato la sua misericordia.

Quel vincolo nato dal sangue di Gesù
«Come nella creazione, anche nelle tappe successive della storia della salvezza risalta la gratuità dell’amore di Dio: il Signore sceglie il suo popolo non perché se lo meriti, ma proprio perché è il più piccolo tra tutti i popoli». Un popolo che infranse l’alleanza, ma che Dio, invece che abbandonare, aveva redento stringendo un vincolo nuovo con il sangue di Gesù. «Un vincolo che nulla potrà mai spezzare».

“Il figlio di dio ha sofferto per noi”
È nella Croce «la prova suprema della misericordia e dell’amore di Dio per noi, nella passione e nella morte del suo Figlio ci ha dato la prova delle prove: è venuto a soffrire e morire per noi. Egli ci ama, ci perdona, Dio perdona tutto e Dio perdona sempre», ha proseguito Francesco.

Poi l’invocazione a Maria, «madre di misericordia perché ci ponga nel cuore la certezza che siamo amati da Dio». Infine, dopo l’appello per il Pakistan, papa Francesco ha anche rivolto un pensiero alla popolazione delle isole di Vanuatu, nell’Oceano Pacifico, colpite da un ciclone.

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