Papa Francesco incontra uomini speciali

8 dicembre 2016 Mondo di Francesco

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Credit Osservatore Romano

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Sul volto di papa Francesco non manca mai il sorriso, soprattutto se il suo sguardo incontra quello di persone speciali. In questa settimana per ben due volte ha avuto dinanzi a sé importanti esponenti del mondo scientifico, come il fisico britannico Stephen Hawking, in Vaticano per partecipare alla riunione plenaria della Pontificia accademia delle scienze, e dello spettacolo come il regista italo-americano Martin Scorsese che ha presentato Silence, un film sui missionari gesuiti in Giappone.

Nei giorni scorsi, sul profilo Instagram del Papa, “Franciscus” è apparsa una foto dell’incontro tra il Pontefice e Hawking che, pur essendo un membro della Pontificia Accademia delle scienze, ha sempre negato l’esistenza di Dio. La foto era accompagnata da parole importanti che sono la base per l’incontro con l’altro. «Ci sono tanti segni incoraggianti di un’umanità che vuole reagire, scegliere – scrive il Papa -  il bene comune, rigenerarsi con responsabilità e solidarietà». E nella vita di Stephen Hawking di rinascite ce ne sono state molte: a 21 anni gli è stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una malattia degenerativa che provoca la progressiva paralisi muscolare. Nonostante le poche prospettive che la medicina gli aveva presentato, il fisico britannico si è sposato e ha avuto dei figli.

Attualmente riesce a muovere occhi e guance che gli permettono di controllare un computer per comunicare attraverso un sintetizzatore vocale.Mercoledì è stata la volta del regista Martin Scorsese che al Papa ha presentato il film “Silence”, poi proiettato presso la Filmoteca Vaticana.

Una pellicola che ha avuto una gestazione travagliata, durata 27 anni, «un’ossessione» l’ha definita lo stesso Scorsese «come la fede che  ti traghetta aldilà delle prove della vita». La storia è tratta dal romanzo di Shusaku Endo, ambientato in Giappone nel 1633 in piena persecuzione anticristiana.

Al centro del racconto ci sono due missionari gesuiti portoghesi che partono alla ricerca del loro mentore, padre Ferreira, dopo la pubblica abiura della fede cattolica. Papa Francesco ha detto a Scorsese di aver letto il romanzo di Endo. Il Giappone, in fondo, è stato sempre nei pensieri di Bergoglio che ha più volte raccontato il desiderio in gioventù di farsi missionario nel Paese nipponico.

Il regista, impressionato dalla spontaneità del Papa, gli ha regalato un quadro della Madonna delle Nevi che i fedeli giapponesi veneravano in clandestinità, e che è stata anche usata nel film, e il dipinto dei Martiri gesuiti del 1622 a Nagasaki. «Sono stato molto toccato – ha detto il regista – dal fatto che abbia benedetto la mia famiglia soprattutto quando ha imposto le mani sulla fronte di mia moglie, che era commossa. Era la prima volta che incontravo un Pontefice: mi ha detto che spera che il nostro progetto porti frutto nel mondo e poi di pregare per lui».

di Benedetta Capelli

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