Il Papa esorta ancora i mafiosi: “Convertitevi!”

22 febbraio 2015 Foto e video story

tweet
(credits: Getty Images)

(credits: Getty Images)

Francesco scherza e si diverte con dei bambini che si sono nascosti sotto una tenda nell’Aula Paolo VI, quasi come se stessero giocando a nascondino. Sembra quasi un nonno con i propri nipotini… È uno dei tanti momenti di leggerezza a cui il Santo Padre ama lasciarsi andare: in fondo lo sappiamo, stabilire un rapporto diretto con la gente è una delle cose che per lui contano di più.

“Le istituzioni si devono impegnare”
Questo tenero siparietto è avvenuto subito dopo l’udienza che il Santo Padre ha avuto lo scorso sabato con una delegazione proveniente dalla Diocesi di Cassano allo Ionio, luogo davvero caro al cuore del Papa. Infatti proprio nella spianata di Sibari, a pochi chilometri dalla cittadina calabrese, lo scorso giugno tenne una straordinaria messa davanti a 250 mila persone. In quell’occasione, Francesco lanciò la sua storica scomunica contro i mafiosi.

E oggi, come allora, è tornato ad attaccare la criminalità: «Cari fratelli e sorelle di Cassano, la bellezza della vostra terra è un dono di Dio e un patrimonio da conservare e tramandare in tutto il suo splendore alle future generazioni. Pertanto occorre l’impegno coraggioso di tutti, a iniziare dalle istituzioni, affinché essa non sia sfregiata in maniera irreparabile da interessi meschini».

“I malavitosi non sono veri credenti” 
Il Papa è tornato a invitare i mafiosi alla conversione e a non utilizzare immagini e tradizioni sacre per pulirsi la coscienza. Il riferimento è a quella processione religiosa che ci fu in provincia di Reggio Calabria nel luglio scorso quando un carro votivo si fermò sotto la finestra della casa un boss per “salutarlo”. Francesco denuncia: «I gesti esteriori di religiosità non accompagnati da vera e pubblica conversione non bastano per considerarsi in comunione con Cristo e con la sua Chiesa. I gesti esteriori di religiosità non bastano per accreditare come credenti quanti, con la cattiveria e l’arroganza tipica dei malavitosi, fanno dell’illegalità il loro stile di vita».

(credits: Agf)

(credits: Agf)

Curiosità: Quella messa con 250mila persone
Il viaggio di papa Francesco a Cassano allo Ionio è stato senza dubbio uno dei momenti più emozionanti e forti del pontificato di papa Francesco. Il 21 giugno del 2014, dopo aver visitato il carcere di Castrovillari, gli ammalati dell’Hospice “San Giuseppe Moscati” e il pranzo con i poveri della Caritas, il Pontefice celebrò una storica messa davanti a 250 mila persone.

Nell’omelia il Pontefice si scagliò contro i mafiosi: «La ’ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato! Bisogna dirgli di no! La Chiesa, deve sempre di più spendersi perché il bene possa prevalere. Coloro che nella loro vita seguono questa strada di male, come sono i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati».

 

 

di Matteo Valsecchi

TAG

, , , , , , , , , ,

VEDI ANCHE